La Queen’s University Belfast ha reso pubblica la tesi di dottorato della Dottoressa Elena Clò dal titolo “Establishing conditioned reinforcers and socio-communicative behaviours in toddlers with a high probability of autism spectrum disorders” “Sostenere le abilità sociocomunicative nella prima infanzia” https://pure.qub.ac.uk/en/studentTheses/establishing-conditioned-reinforcers... Un’anticipazione della tesi ci è stata data al convegno lions ANGSA del 6 aprile scorso, dove la relatrice ha mostrato i filmati di due mamme che praticavano strategie finalizzate all’apprendimento di abilità socio-comunicative da parte dei figli di 8 e 12 mesi a rischio di diagnosi di autismo Queste interazioni giocose sono il tentativo di trasferire alla vita reale una vasta mole di ricerca sull’analisi del comportamento applicata allo spettro autistico, condizione che si sta rivelando sempre più frequente. Tra gli scopi della ricerca c’era quello di verificare la fattibilità e l’accettabilità di queste strategie, che dovrebbero essere praticate dalle mamme nel loro contesto di vita sotto la guida della ricercatrice esperta. Le diapositive della relazione sono al link https://apriautismo.it/wp-content/uploads/2024/04/2024-4_abilita_socio_comun... Ora in rete si puo’ leggere la versione integrale della tesi https://pureadmin.qub.ac.uk/ws/portalfiles/portal/586271901/Establishing_con... Più che leggerla, la tesi va studiata in quanto, oltre alla ricerca sperimentale di cui sopra, essa fa una rassegna aggiornata e approfondita della letteratura sullo spettro autistico (Autism Spectrum Disorder), sulla scienza del comportamento nelle ricerche di laboratorio e nella vita reale (The Science of Behaviour from the Laboratory to the Real World and Back), sui rinforzi condizionanti (A Systematic Review of Conditioning Reinforcers), sulle pratiche basate sull’evidenza delle prove riferite al trattamento dell’autismo (Evidence-Based Practice and Autism Interventions ) e in particolare sugli interventi comportamentali basati sull’evidenza delle prove (Evidence-Based Behavioural Interventions for Autism Spectrum Disorders). Un aspetto che mi ha colpito è il rigore e, direi, la severità con la quale viene classificata la qualità della "evidence" nelle ricerche pubblicate. Ben lungi sia dal trionfalismo sia dallo scetticismo che caratterizza il giudizio di molti professionisti di opposti schieramenti nei confronti dell’ABA, per pochissimi degli studi citati la qualità dell’evidenza viene ritenuta forte. Per molti essa viene giudicata moderata e per alcuni debole. Intervenire precocemente con le strategie che al momento la ricerca, pur con i limiti evidenziati, ci suggerisce è doveroso in quanto non sarebbe etica una inerte attesa. La tesi si conclude con l’invito a intensificare la ricerca: una ricerca, sia di base che applicata, che porti a trattamenti sempre più “evidence based” “increased research effort that conjugates evidence from several sources to make effective interventions available” L’autrice mi ha promesso di pubblicare prossimamente la tesi integrale, o parte di essa, in italiano, in quanto ritengo che il tema interessi non solo i professionisti, ma anche i genitori, che non sono tenuti a leggere correntemente l’inglese Daniela Mariani Cerati