L'analisi delle sintomatologie dell'autismo, sin dagli inizi, denuncia la componente prassico-motoria e la radicali connessioni con i fondamentali Vettori di Velocità Spazio e Tempo. I contributi in ambito neurofisiologico lo confermano, così come le teorie correlate alla neurofunzionalità (scambi inter-emiosferici, connettività, ipo-iper connettività, ecc. Le sovrapposizioni all'afasia motoria o di Broca, ecc. Poi, direi, l'osservazione continua i_coordinamwenti, incipit, sequenzialità, orientamento, sinestesie, la grafomotruicità e complessivamente i "disordini fuznionali", adattivi, ecc. Volendo, frequentare training intensivi di neuro-motricità mirata, intensiva, sinestesica, in multitasking, verbo-motoria, ecc. ed apprezzare la neuroattivazione ed i potenziamenti funzioali. Prof. Piero Crispiani Il 21/02/2026 22:12, d.soldani (GMail) via autismo-biologia ha scritto:
Buongiorno,
sapreste dirmi se esiste della documentazione specifica sulla disprassia nell'autismo? Ho letto che una elevatissima percentuale di persone nello spettro presenta anche tratti disprassici e mi piacerebbe approfondire il tema.
Grazie per l'attenzione.
Davide Soldani
P.S. Trovo curioso — sebbene non mi stupisca più di tanto — che nessun neuropsichiatra me ne abbia mai fatto cenno, nonostante mia figlia presenti molti sintomi riconducibili proprio alla disprassia.
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