Dopo i metalli pesanti e le polveri sottoili, lo studio CHARGE (Childhood Autism Risks from Genetics and Environment) ha preso in considerazione l’esposizione ai pesticidi nei tre mesi antecedenti il concepimento e nella gravidanza. Le sostanze prese in considerazione sono state: “organophophates, organochlorines, pyrethroids, and carbamates” Lo studio ha messo in relazione la presenza di ADS (Autismo Spectrum Disorders) e DD (Developmental Delay) con la distanza tra la residenza della madre durante la gravidanza e nei tre mesi prima del concepimento e il luogo di erogazione di pesticidi per l’agricoltura. Lo studio conferma la presenza di una correlazione tra disturbi del neurosviluppo ed esposizione gestazionale ai pesticidi, in particolare agli organo fosfati, e fornisce nuovi risultati su una associazione tra ASD e DD con , rispettivamente, piretroidi e carbamati. Questi dati sono pubblicati nell’articolo Shelton JF, Geraghty EM, Tancredi DJ, Delwiche LD, Schmidt RJ, Ritz B, Hansen RL, Hertz-PicciottoI.Neurodevelopmental Disorders and Prenatal Residential Proximity to Agricultural Pesticides: The CHARGE Study. Environ Health Perspect; 23 June 2014 leggibile integralmente al link http://ehp.niehs.nih.gov/1307044/ Trattandosi di un raffinato studio statistico, ho chiesto ad Emanuela Pipitone, esperta di statistica medica e coautrice di numerosi lavori clinico – statistici, tra cui “Ghezzo A et al., PLoS ONE, vol. 8, no. 6, e66418, 2013”, di leggerlo per noi, di tradurci l’abstract e di riportare alcuni commenti in merito ai punti di forza e di debolezza dello studio. Ecco il suo contributo Abstract Background: L'esposizione gestazionale a diversi pesticidi agricoli comuni può indurre neurotossicità sullo sviluppo umano, ed è stata associata con il ritardo dello sviluppo e l'autismo. Obiettivi: valutare se l'essere residenti vicino a luoghi in cui si fa uso di pesticidi agricoli durante la gravidanza sia associato a disturbi dello spettro autistico (ASD) o a ritardi dello sviluppo (DD), nell'ambito dello studio CHARGE. Metodi: CHARGE è uno studio di popolazione di tipo caso-controllo che indaga l'ASD ed il ritardo dello sviluppo (DD), ponendoli a confronto con lo sviluppo tipico. I dati sull'utilizzo di pesticidi commerciali ottenuti dal “Report sull'uso dei pesticidi in California“ (1997-2008) sono stati “linkati” agli indirizzi di residenza delle 970 partecipanti allo studio, durante la gravidanza. I kg di principio attivo presenti negli organofosfati, organoclorurati, piretroidi e carbammati sono stati misurati, in maniera aggregata, all'interno di un raggio di 1.25 km, 1.5 km e 1.75 chilometri dalla residenza. Il modello di regressione logistica multinomiale è stato utilizzata per stimare l'odds ratio (OR) delle donne esposte ai pesticidi durante la gravidanza che hanno avuto bambini con diagnosi di autismo confermata (n = 486), di DD (n = 168) a confronto con quelle che hanno avuto bambini con sviluppo tipico (n = 316). Risultati: circa un terzo delle madri dello studio CHARGE vivevano, durante la gravidanza, entro 1,5 km da un luogo dove erano stati utilizzati pesticidi agricoli. La vicinanza del luogo di residenza delle madri, in un qualsiasi periodo durante il periodo gestazionale, a zone con presenza di organofosfati è risultata associata ad un incremento del rischio del 60% di avere bambini con ASD, il rischio risulta più elevato se l'esposizioni è avvenuta durante il terzo trimestre [OR = 2.0, intervallo di confidenza (CI) al 95% = (1.1, 3.6)] ed il secondo trimestre per chi risiedeva nelle vicinanze di luoghi in cui era stato utilizzato il pesticida “chlorpyrifos”: OR = 3.3 [95% CI = (1.5, 7.4)]. I nati da madri che, appena prima del concepimento o durante il terzo trimestre di gravidanza, risiedevano vicino ai luoghi in cui erano stati utilizzati insetticidi piretroidi erano a maggior rischio sia per l'ASD che per il DD, con OR che variano tra 1,7 e 2,3. Il rischio di DD risultava aumentare in vicinanza delle zone in cui erano utilizzati i carbammati, ma nessun periodo specifico di vulnerabilità è stato identificato. Conclusioni: Questo studio sull'ASD conferma le evidenze già riscontrate che collegano i disturbi dello sviluppo neurologico con l'esposizione ai pesticidi nel periodo gestazionale ed, in particolare, agli organofosfati e fornisce nuovi risultati riguardo l'esistenza di un'associazione di ASD e DD con, rispettivamente, piretroidi e carbammati. Altri commenti Poichè questo studio si è avvalso di una metodologia statistica per pesare in modo appropriato i soggetti che hanno partecipato allo studio, i risultati riscontrati possono essere riportati all'intera popolazione di riferimento, oltre al fatto di avere prestato particolare attenzione ai possibili confondenti usando una metodologia statistica appropriata. I confondenti che, con queste tecniche, sono risultati essere quelli da tenere in considerazione (per cui il modello di regressione è stato “aggiustato”) sono: titolo di studio del padre, proprietà della casa, luogo di nascita della madre, assunzione prenatale da parte delle madri di vitamine ed anno di nascita del figlio. L'età della madre, anche se è noto essere un fattore di rischio per l'autismo, non è risultata significativamente diversa tra casi e controlli in questo studio CHARGE, perché le madri dei soggetti con sviluppo normale, partecipanti al progetto, erano più anziane rispetto alla popolazione generale. Nella discussione gli autori scrivono i punti di forza del loro studio, che sono anche l'avere considerato i casi ASD confermati da un controllo prima dell’arruolamento nello studio e nell'avere raccolto più informazioni possibili sui cambi di residenza durante la gravidanza, per ridurre i casi di misclassificazione rispetto all'esposizione. Le limitazioni, invece, riguardano sempre la misura dell'esposizione, poiché non ricomprende tutte le possibili fonti, in particolare quelle non di fonte legata all'agricoltura (ad esempio: uso istituzionale dei pesticidi vicino alle scuole), uso indoor nella propria abitazione, uso professionale di pesticidi attorno al luogo di residenza, così come fonti alimentari. A questo si possono aggiungere possibili errori presenti nel database di riferimento utilizzato (“Report sull'uso dei pesticidi in California“/ California Pesticide Use Report (1997-2008)”), oltre all'assunzione di base che la diffusione dei pesticidi fosse uniforme nell'ambito dei raggi di azione considerati e possibili errori nella geo-codifica dei dati. Inoltre, anche se si sono tenuti in considerazione sia i cambi di indirizzo che le variazioni stagionali dell'esposizione, non si è potuto risalire alla quota parte di ore trascorse in casa dalle donne partecipanti allo studio. Altre considerazioni finali interessanti, fatte dagli autori, sono riportate di seguito. Sebbene l'uso degli organofosfati sia drasticamente aumentato tra il 1960 e la fine del 1990, nell'ultimo decennio, il loro uso è attualmente in calo. Per l'uso indoor, il “chlorpyrifos” è stato in gran parte sostituito con i piretroidi (Williams et al. 2008), ma questo studio evidenzia come i piretroidi possano non necessariamente essere considerati più sicuri. In uno studio condotto in vitro, che confrontava la tossicità di un piretroide comune, il ciflutrin, al “chlorpyrifos” , risultava che alle stesse dosi il ciflutrin induce un effetto tossico equivalente se non superiore sulla crescita, la sopravvivenza e la funzione degli astrociti umani fetali primari, ed induce un'azione infiammatoria degli astrociti che può causare la neurotossicità (Mense et al. 2006). In un altro studio in vitro, che ha confrontato la neurotossicità del fipronil a quella del “chlorpyrifos”, è risultato che il fipronil induceva più stress ossidativo e provocava un conta delle cellule inferiore per il PC12 non differenziato, rispetto al “chlorpyrifos”, e bloccava lo sviluppo delle cellule a livelli inferiori. Tutto ciò ha portato gli autori a concludere che il fipronil era in realtà più dannoso per lo sviluppo delle cellule neuronali del clorpirifos (Lassiter et al. 2009). Anche se ulteriori studi sono in corso, a causa delle associazioni che sono già state osservate nell'uomo e degli effetti diretti sulla tossicità per lo sviluppo neurologico riscontrati negli studi sugli animali, si ritiene opportuno avvisare le donne di evitare il contatto diretto con i pesticidi durante la gravidanza.