Segnalo l’articolo Elizabeth Usher Memorial Lecture: Rethinking the clinical pathway for autism spectrum disorder and challenging the status quo Andrew J.O. Whitehouse International Journal Of Speech-Language Pathology Vol. 0 , Iss. 0,0 Published online: 13 Jan 2017 http://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/17549507.2016.1276963 Come dice il titolo, l’autore evidenzia le contraddizioni tra il percorso clinico attualmente in uso e le attuali conoscenze biologiche. Allo stato attuale la diagnosi di autismo viene fatta tra i due e i cinque anni e solo dopo che la diagnosi é stata fatta si inizia il trattamento. La biologia ci insegna che la massima plasticitá cerebrale si ha nei primissimi anni di vita, quando non si puo’ fare la diagnosi di autismo, ma si puo’ classificare il bambino a rischio di autismo. In questa fase, che coincide con i primi due anni di vita, si puo’ iniziare un trattamento mediato dai genitori, che devono utilizzare il tempo che inevitabilmente dedicano a un bambino cosí piccolo per dare a questo tempo una valenza terapeutica . Il percorso che l’autore propone é il seguente: intorno all’anno di etá si possono individuare i marcatori di alto rischio per autismo ( in inglese si usa sempre la sigla ASD, Autism Spectrum Disorders). Subito si inizia il trattamento mediato dai genitori. A due anni e mezzo il bambino viene valutato e a questa etá si puo’ verificare se esistono gli estremi per fare la diagnosi o se il bambino ha recuperato e la diagnosi non si fa. Il trattamento sopra descritto non ha nessun effetto collaterale per chi non ha l’autismo, mentre é utile ad alleviare i sintomi in chi l’autismo ce l’ha . I marcatori di rischio da ricercare durante il secondo anno di etá, secondo l’autore, sono i seguenti: mancanza di risposta al proprio nome, insufficiente attenzione congiunta, atipico uso dei giocattoli, alterazioni dello sviluppo motorio, disregolazione emozionale. A range of infant behaviours during the second year of life have been found to indicate risk of a later diagnosis of ASD – lack of response to name, poor joint attentional behaviours, atypical toy play, poor motor development, emotional dysregulation – but no one single behavioural marker is wholly predictive of ASD. Per il trattamento mediato dai genitori una guida utilissima é il libro di Rogers S., Dawson G. & Vismara L.A. (2012, traduzione it. 2015) “Un intervento precoce per il tuo bambino con autismo: come utilizzare l’Early Start Denver Model in famiglia. Hogrefe: Firenze" Il libro é utilissimo e deve essere consigliato ai genitori, i quali peró non devono passare dalla lettura al trattamento, ma devono essere guidati da professionisti esperti, i quali dovrebbero ricevere il giusto compenso a spese dei contribuenti, come avviene per tutte le patologie gravi e croniche. La lettura di questo articolo mi ha dato un’impressione di ‘déja vu” Cose del tutto simili le ho sentite dire 30 anni fa dal compianto Professor Gilbert Lelord, il quale cosí si esprimeva a proposito dei bambini piccolissimi a rischio di autismo “On ne peut pas diagnostiquer, mais il faut traiter” Daniela Mariani Cerati