17 marzo 2017 E dopo quattro anni arriva l’annunciata pubblicazione che dá il resoconto della seconda sperimentazione del diuretico bumetanide nell'autismo. Translational Psychiatry (2017) 7, e1056; doi:10.1038/tp.2017.10 Published online 14 March 2017 Effects of bumetanide on neurobehavioral function in children and adolescents with autism spectrum disorders E Lemonnier e coll. http://www.nature.com/tp/journal/v7/n3/full/tp201710a.html La sperimentazione in doppio cieco con placebo é stata fatta su ottantotto soggetti con diagnosi di autismo dai due ai 18 anni, che hanno ricevuto bumetanide a tre dosaggi diversi (0.5, 1.0, 2 mg. 2 volte al dí) per tre mesi contro placebo. La valutazione dei risultati é stata fatta con due test eseguiti dai professionisti e un test eseguito dai genitori. Gli esiti sono stati statisticamente migliori con il farmaco rispetto al placebo in tutti tre i test, sia quelli compilati dai professionisti che quelli compilati dai genitori. Per la Cars la differenza tra i due gruppi é significativa per valori di p:0,015. 23 soggetti trattati hanno avuto un miglioramento superiore a 6 punti nella Cars, cosa che si é verificata in un solo soggetto nel gruppo placebo. Per la CGI la differenza tra i due gruppi é significativa per valori di p: 0.0043 e per la SRS per valori di 0.02. Degno di nota il fatto che il miglioramento si é verificato per i sintomi propri dell’autismo bumetanide attenuates in completers the global SRS score particularly on social communication and restricted interests. I responders ci sono stati per tutte le etá e per tutti i gradi di severitá responders were found in all subpopulations, ages and ASD severity according to CARS scores suggesting that the treatment is not restricted to a particular group. Gli autori sottolineano i limiti dello studio The small size of the population and the short observation period limit the determination of the best responders in terms of age, severity and clinical characteristics. It is also not possible at present to claim that bumetanide will act on the entire population of ASD pediatric population as children and adolescents taking other medications and/or having other comorbidities as these were excluded. An additional important limitation concerns the lack of information on treatment response predictors including intelligence quotient, schooling and comorbidity. Clearly this trial must be viewed as a source of data on the safety and dose-ranging usage of bumetanide and it provides further support to justify a large multisite European Phase III trial. Dunque un risultato incoraggiante che peró non autorizza ancora alla immissione sul mercato del farmaco per un uso terapeutico, ma giustifica una piú ampia sperimentazione multicentrica di fase 3 che ci auguriamo venga fatta al piú presto. 17 dicembre 2012
A proposito di http://www.nature.com/tp/journal/v2/n12/full/tp2012124a.html Translational Psychiatry (2012) 2, e202; doi:10.1038/tp.2012.124 Published online 11 December 2012 A randomised controlled trial of bumetanide in the treatment of autism in children E Lemonnier1,2, C Degrez1, M Phelep1, R Tyzio3, F Josse1, M Grandgeorge1,2, N Hadjikhani4,5 and Y Ben-Ari3
Il discorso dell’eccesso di Cloro intraneuronale e della conseguente terapia con diuretici è molto interessante sia per l’ipotesi di lavoro, del tutto nuova, sia per il risvolto terapeutico, nuovo per l’autismo, ma che propone farmaci noti da decenni, di cui si conoscono gli effetti collaterali, che non solo si possono riconoscere e curare, ma anche prevenire. Per questo mi sono messa in contatto col primo autore del lavoro col quale ho avuto uno scambio di mail. I quesiti che gli ho posto sono i seguenti - la risposta al trattamento, in termini di riduzione della scala CARS, viene data come media tra la CARS prima e dopo il trattamento. Sarebbe interessante conoscere i dati disaggregati in quanto, essendo presumibilmente la risposta in rapporto con l’eccesso di Cloro intraneuronale, è verosimile che questo non sia uniformemente distribuito nel campione. Una delle caratteristiche dell’autismo è l’eterogeneità. E’ pertanto verosimile che anche in questa caratteristica ci sia un’ampia variabilità. Mi aspetterei pertanto che ci siano dei buoni rispondenti e dei cattivi rispondenti . - E’ chiaro che non si puo’ determinare il cloro intraneuronale. Ma, analogamente ad altre situazioni, non si potrebbe vedere se la stessa situazione biochimica intracellulare è presente anche in cellule del sangue periferico, testare su queste la condizione e dare il diuretico solo a chi mostra un eccesso intracellulare di Cloro? Eric Lemonnier mi ha mandato la mail di risposta che copio di seguito Vous avez évidemment raison. La réponse au traitement est variable selon les patients et nous avons le projet de mieux préciser sur quelle dimension psycho-cognitive l'action porte, et ce faisant sur quels patients. La question de la posologie est également d'importance Il s'agit de la teneur en chlore intracellulaire. du coup un dosage périphérique ne nous donnera pas d'indication ni de prédictibilité de réponse mais j'espère bien pouvoir dégager d'autres arguments à cette prédictibilité Cordialement Eric Lemonnier Mia libera traduzione Lei ha evidentemente ragione. La risposta al trattamento è variabile secondo i pazienti e noi abbiamo il progetto di meglio precisare su quale dimensione psico–cognitiva il farmaco agisce e di conseguenza su quali pazienti. La questione della posologia è ugualmente importante. Il punto di partenza è la concentrazione del cloro intracellulare, tuttavia allo stato attuale delle nostre conoscenze un dosaggio periferico non darebbe né indicazioni né prevedibilità di risposta, ma spero di avere presto a disposizione altri argomenti per la prevedibilità della risposta._______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]