Cara Daniela, grazie per il tuo lavoro con la lista: è davvero molto utile. La questione dell'ossessività nel DSA è complessa. Non so in quanti casi si possa parlare di sintomi ossessivi propriamenti detti. Anche nel ragazzo di 21 anni che hai descritto, il fatto che gli eventi che gli si ripresentano più frequentemente alla mente riguardino il padre, scomparso recentemente, rende l'ascrivibilità a un sintomo ossessivo più incerta. L'identificazione delle cause di un problema psichico è spesso molto difficile, ma rappresenta anche il primo atto terapeutico. Ho appena pubblicato sul Giornale Italiano dei Disturbi del Neurosviluppo (dicembre 2017; vol.2, num. 3), con due mie collaboratrici del CREA, un case report sul DOC nel DSA, con dati di letteratura e riflessioni cliniche su come indentificare, distinguere e intervenire. Ricambio sentitamente gli auguri per le imminenti Festività a te e a tutto il gruppo. Dr. Marco Bertelli Medico-Chirurgo Psichiatra - Psicoterapeuta Libero professionista Direttore Scientifico CREA (Centro di Ricerca E Ambulatori) della Fondazione San Sebastiano, Firenze Via del Sansovino, 176 - 50142 Firenze - Tel. 0557392880 Direttore Scientifico MAPPsi (Medici Associati per la Psichiatria e la Psicoterapia) Via Pisana, 82 - 50018 Casellina, Scandicci (Firenze) ----- Original Message ----- From: <[email protected]> To: <[email protected]> Sent: Friday, December 22, 2017 3:15 PM Subject: [autismo-biologia] ossessivitá
In redazione é giunto il seguente messaggio
“Buongiorno a tutti. Chiedo se qualcuno sa indicarmi uno psicologo o simile valido in grado di lavorare sui pensieri direi ossessivi che presenta mio figlio di anni 21 riguardanti due episodi accaduti aventi protagonista suo padre recentemente scomparso. Mi pare che il suo pensiero vada in loop sempre di più complice anche il fatto che non c'è più neanche la scuola a stimolare il suo pensiero.”
Vorremmo tanto indicare a questa mamma uno psicologo “valido”, ma purtroppo sappiamo che tante famiglie si trovano in una situazione analoga difficilmente modificabile. Proprio i bambini nello spettro autistico piú brillanti, quelli che parlano bene con frasi compiute e che hanno buone abilitá nell’autonomia e in altri settori dello sviluppo, da adulti presentano un’ossessivitá esasperata, che spesso si accompagna all’aggressivitá auto ed eterodiretta. I farmaci (in genere neurolettici e SSRI) vengono dati a piene mani, ma di solito peggiorano la situazione. Se si trovasse un approccio biologico che agisse a monte dei sintomi, probabilmente tutti i sintomi ascrivibili al deficit del neurosviluppo migliorerebbero. Ma siamo ben lontani da questo. Ci si accontenterebbe di un rimedio che attutisse anche solo uno dei sintomi piú devastanti. L’ossessivitá, grave e frequente nell’autismo adulto, viene trascurata, é oggetto di ben poca ricerca, mentre meriterebbe grandi investimenti umani ed economici. Qualche iscritto alla lista ha qualche suggerimento da dare alla mamma in questione e alle tante che si trovano in situazioni simili? Grazie e auguri Daniela
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]