E’ stato pubblicato ieri l’articolo Alan S. Brown et al. Association of Maternal Insecticide Levels With Autism in Offspring From a National Birth Cohort. American Journal of Psychiatry, 2018 DOI: 10.1176/appi.ajp.2018.17101129 https://ajp.psychiatryonline.org/doi/10.1176/appi.ajp.2018.17101129 Da tempo si sospettava che gli insetticidi fossero un fattore di rischio per autismo sulla base di dati epidemiologici e di dati provenienti da modelli animali https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28475976 La ricerca oggetto dell’articolo sopra menzionato ha documentato, grazie alle banche dati e alle banche biologiche della Finlandia, una correlazione tra i livelli di un metabolita del DDT presente nel sangue della madre all’inizio della gravidanza e i casi di autismo nella prole. The odds of autism among offspring were significantly increased with maternal p,p′-DDE levels that were in the highest 75th percentile, with adjustment for maternal age, parity, and history of psychiatric disorders (odds ratio=1.32, 95% CI=1.02, 1.71). The odds of autism with intellectual disability were increased by greater than twofold with maternal p,p′-DDE levels above this threshold (odds ratio=2.21, 95% CI=1.32, 3.69). Il rischio di autismo con disabilità intellettiva aumenta di più del doppio (odds ratio=2.21) quando il metabolita del DDT p,p′-DDE è alle concentrazioni più alte (the highest 75th percentile) Questi studi non credo che possano avere conseguenze terapeutiche per le persone con autismo, in quanto il danno provocato dagli insetticidi sullo sviluppo dell’embrione è verosimilmente irreversibile. Essi hanno invece grande importanza per la prevenzione di nuovi casi attraverso l’alimentazione delle donne in gravidanza. Per quanto riguarda il DDT, il suo uso in Italia è vietato da molti anni, ma sono ammessi prodotti di importazione da paesi dove il DDT è ancora in uso. Diceva il Prof. Giorgio Cantelli Forti che a Bologna è stato trovato DDT nel latte di una donna che non si era mai spostata da Bologna ma che, durante la gravidanza, aveva mangiato dell’uva comprata ad un supermercato nel mese di febbraio. Ci dovrebbe essere più coerenza tra le leggi dell’agricoltura e quelle del commercio internazionale. A livello individuale poi sarebbe buona norma comprare frutta e verdura direttamente da produttori fidati secondo il principio "Dal produttore al consumatore" in modo da evitare sia il DDT che altri prodotti chimici potenzialmente dannosi per la salute in generale e per la salute riproduttiva in particolare Daniela Mariani Cerati
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daniela@autismo33.it