comunicato stampa di ANGSA Nazionale
COMUNICATO STAMPA DEL 4/3/2014 LAUREA CON COMUNICAZIONE FACILITATA Angsa onlus nazionale si congratula vivamente con Piercarlo Morello per la laurea conseguita. Tuttavia se il brano che si legge sul giornale Il Mattino di Padova del 3 c.m. è stato scritto da Piercarlo e non dal suo facilitatore, Piercarlo non può dirsi autistico, poiché dimostra di avere una comunicazione sociale molto buona. Una delle caratteristiche principali degli autistici è quella di essere incapaci di comunicazione sociale, indipendentemente dal modo di espressione, che può essere scritto oppure parlato oppure a segni. Quanto al ritardo mentale, si deve ricordare che soltanto una quota dei bambini con autismo lo presentano: tale disabilità deve essere valutata con appositi test, che non sono influenzati dalla capacità espressiva verbale, altrimenti lerrore diagnostico è inevitabile. Vi sono casi in cui persone con autismo, sfruttando le loro particolari abilità, si sono laureate senza utilizzare la Comunicazione Facilitata, ad esempio nel DAMS. Per non parlare delle persone con sindrome di Asperger, che possono laurearsi senza Comunicazione Facilitata in Scienze matematiche, fisiche ed altre materie nelle quali potranno effettivamente esercitare una professione utile alla loro inclusione sociale ed alla società. Pier può essere diagnosticato come un caso di mutismo, semmai elettivo, ma non come autistico, e se qualcuno ha fatto questa diagnosi si tratta di un ulteriore errore diagnostico. In medicina si commettono molti errori diagnostici, e quando questi sono errori per eccesso e si diagnostica una malattia inguaribile che non c'è, allora si creano le condizioni per poi gridare al miracolo della guarigione, indipendentemente dagli interventi effettuati. La Comunicazione Facilitata, che ora si presenta con il nome di WOCE, viene classificata dalla Linea guida n.21 dell'Istituto Superiore di Sanità del 2011 fra gli interventi non raccomandati per l'autismo. La Presidente di Angsa nazionale onlus Prof.Liana Baroni Fortini Tel. 3397392616 Giudicato ritardato mentale domani si laurea in Pedagogia La storia di Piercarlo che ha vinto i pregiudizi: «La disuguaglianza è la vera disabilità ma nella mia cesta di parole taciute trovo soli e lune, oceani calmi e colori di luce» PADOVA. «La disuguaglianza è la vera disabilità, so che cammino solo. Ho contro un male che rende la vita muta, solitaria, vacua e bisognosa di altri, ma nella mia cesta di parole taciute trovo anche soli e lune, oceani calmi e colori di luce. Le persone capiscono se viene data loro lopportunità di capire». Fino a 13 anni Pier, trentatreenne trevigiano, per i medici era un ritardato mentale. Nato con un deficit cognitivo, destinato a una vita a metà. Oggi Pier sta per laurearsi. Laurea specialistica in Scienze umane e pedagogiche alluniversità di Padova. Piercarlo Morello sarà il primo autistico non verbale a laurearsi in Italia. «Eppure» scrive «fino alle medie ricordo di aver solo colorato in silenzio tanti pallini e quadretti nei corridoi della scuola». Pier parla poco, per esprimersi usa il sistema della scrittura facilitata (Woce, ndr): una tecnica che gli consente di scrivere al computer grazie a uno stimolo esterno, un tocco al dorso di un assistente alla comunicazione. «Inclusione e ben-essere sociale. Una storia di autismo per capire»: è questo il titolo della tesi che Pier discuterà domani. E la sua storia ha molto da dire. Pier si è diplomato allistituto agrario, sostenendo lo stesso esame di Stato dei suoi compagni, con lunica differenza che ha usato la scrittura al computer. «Finite le superiori» ricorda papà Luciano «lUsl mi ha proposto di inserirlo in un Ceod, ma significava tornare al ritardo mentale. Così Pier ha fatto quello che fa la maggior parte dei ragazzi dopo il diploma: si è iscritto alluniversità. Abbiamo trovato professori eccezionali, lufficio per le disabilità delluniversità dà un supporto importantissimo ed è stato costantemente accompagnato a Padova da tutor e tirocinanti dellassociazione Oikia». Ma è stato tuttaltro che facile: insegnare a Pier a prendere il treno e arrivare da solo a Padova, per esempio, vivere nel costante terrore che da un momento allaltro unimprevedibile reazione del ragazzo a circostanze inusuali lo mettesse in pericolo. E lo scontro con un sistema cieco: «Volevano togliere a Pier lassegno di accompagnamento» racconta il papà «dicevano che se va alluniversità non ne ha bisogno». Un anno e mezzo di peregrinare fra gli uffici con i pugni serrati dalla rabbia e il cuore gonfio di disperazione, pile di certificati per convincere la burocrazia che dallautismo non si guarisce. Che quei soldi servono per le terapie, per gli operatori, per lassistenza che deve essere costante. «La vita di questi ragazzi» dice Morello «rimane un percorso a ostacoli. Non si può ancora sperare che dalle strutture pubbliche arrivi una risposta adeguata, ogni passo è una lotta che ci vede protagonisti in prima persona». Pier non ha solo studiato fino a oggi: lavora part time in una scuola materna. E nella sua tesi canta il diritto allinclusione, a vivere, studiare e crescere insieme agli altri: questa è la vera terapia oltre che diritto civile. E i traguardi che Pier ha raggiunto stanno a dimostrarlo. Con Pier a Padova studia un altro ragazzo autistico: Andrea Terrin, veneziano, è al terzo anno di Scienze delleducazione. Lui ha una forte inclinazione per larte e ama lo sport, soprattutto le arti marziali che pratica con il papà Luca. Unaltra storia di autismo in cammino. Per capire e interrogare ciascuno di noi. Elena Livieri, 2 marzo 2014 -- Convegni Autismo33.it
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