Un amico mi ha segnalato il seguente articolo del New Yorker del 6 aprile scorso “How Greta Thunberg Transformed Existential Dread Into a Movement" By Emily Witt April 6, 2020 https://www.newyorker.com/books/under-review/how-greta-thunberg-transformed-... L’articolo commenta quanto scritto dalla madre di Greta nel libro autobiografico “Our House Is on Fire”. Il libro descrive la famiglia Thunberg le cui figlie, Greta e Beata, hanno presentato in età scolare problemi tali da richiedere l’aiuto degli psichiatri. A Greta, dopo un periodo di anoressia e chiusura al mondo esterno, sono state fatte diverse diagnosi psichiatriche tra cui sindrome di Asperger e disturbo ossessivo – compulsivo. Tutti conosciamo l’evoluzione successiva di Greta: un eloquio suadente che ha incantato il mondo, una competenza sul tema del clima e dell’inquinamento che farebbe invidia a non pochi professori universitari e un’attrazione delle folle che ha riempito le piazze di mezzo mondo. Io provo una grande simpatia per Greta, ma mi preoccupa il fatto che si sottolinei da troppe parti una diagnosi, secondo me buttata lì con superficialità dagli psichiatri che l’hanno formulata, di Asperger, e quindi di autismo, anche se ad alto funzionamento. All’amico che mi ha segnalato l’articolo ho inviato una mail che rendo pubblica perché trovo davvero preoccupante e fuorviante il fatto che si tenda a identificare l’autismo con Greta. Ecco il mio commento all’articolo Le diagnosi psichiatriche sono convenzioni e l’idea di radunare una marea di condizioni nello spettro autistico è, a mio parere, dannosa. Le tante persone autistiche che conosco io non hanno nulla in comune con Greta. Io penso che semmai era opportuno mantenere la diagnosi di Asperger ben separata dalla diagnosi di autismo. L’autismo che conosciamo noi è una disabilità gravissima e, se chiamiamo autismo quello di Greta, il suo fascino fa sì che ci si dimentichi dell’autismo classico che non ha nulla di affascinante Perché supportare una ricerca volta a scoprire la cause profonde dell’autismo se questo è un vantaggio che puoi anche sfruttare? Che valore ha parlare di una condizione gravissima e frequente se poi l’esempio è Greta? La raccolta fondi mediante il numero solidale 45588 è fatta per aiutare, mediante una ricerca scientifica finalizzata a trovare terapie innovative, l’autismo associato a grave disabilità, e non certo a tarpare le ali di qualcosa a cui sarebbe bene dare un altro nome per non ingenerare ambiguità e disincentivare la ricerca. Daniela Mariani Cerati
Si, in questo forse non ha aiuato nemmeno il nuovo DSM5 che, non so se ho capito bene, mette tutto in un grosso calderone invece di tenere separati la Sindrome di Asperger e l'Autismo. Canevaro dice che si dovrebbe sempre parlare di "autismi", vista la complessità della condizione. L'impairment nella social communication sembra implicare anche, nel nuovo sistema di classificazione, che le difficoltà nella comunicazione sociale possono manifestarsi anche tardi con l'età, quando le aspettative sociali legate a famiglia, lavoro ecc. crescono... Ma persone con autismo non sono solo persone un po' strane o bizzarre socialmente, perchè allora saremmo tutti autistici... Questo secondo me confonde anche di più e nessuno sa di cosa si parli. Altra cosa che confonde è, l'aihmè politically correct definizione di: "diversamente abili" o di persone con "stili cognitivi diversi", perchè non chiamare le cose col loro nome? Che problema c'è a parlare di difficoltà o di handicap? Invece quando usai il termine "con handicap" a un corso sulla lingua dei segni, nel lontano 2000, dopo essermi trasferita in UK, l'insegnante mi redarguì impallidendo... ----- Original Message ----- From: "daniela" <[email protected]> To: <[email protected]> Sent: Thursday, April 09, 2020 2:52 PM Subject: [autismo-biologia] uno spettro troppo ampio
Un amico mi ha segnalato il seguente articolo del New Yorker del 6 aprile scorso
“How Greta Thunberg Transformed Existential Dread Into a Movement" By Emily Witt April 6, 2020
https://www.newyorker.com/books/under-review/how-greta-thunberg-transformed-...
L’articolo commenta quanto scritto dalla madre di Greta nel libro autobiografico “Our House Is on Fire”. Il libro descrive la famiglia Thunberg le cui figlie, Greta e Beata, hanno presentato in età scolare problemi tali da richiedere l’aiuto degli psichiatri.
A Greta, dopo un periodo di anoressia e chiusura al mondo esterno, sono state fatte diverse diagnosi psichiatriche tra cui sindrome di Asperger e disturbo ossessivo – compulsivo.
Tutti conosciamo l’evoluzione successiva di Greta: un eloquio suadente che ha incantato il mondo, una competenza sul tema del clima e dell’inquinamento che farebbe invidia a non pochi professori universitari e un’attrazione delle folle che ha riempito le piazze di mezzo mondo.
Io provo una grande simpatia per Greta, ma mi preoccupa il fatto che si sottolinei da troppe parti una diagnosi, secondo me buttata lì con superficialità dagli psichiatri che l’hanno formulata, di Asperger, e quindi di autismo, anche se ad alto funzionamento.
All’amico che mi ha segnalato l’articolo ho inviato una mail che rendo pubblica perché trovo davvero preoccupante e fuorviante il fatto che si tenda a identificare l’autismo con Greta.
Ecco il mio commento all’articolo
Le diagnosi psichiatriche sono convenzioni e l’idea di radunare una marea di condizioni nello spettro autistico è, a mio parere, dannosa. Le tante persone autistiche che conosco io non hanno nulla in comune con Greta. Io penso che semmai era opportuno mantenere la diagnosi di Asperger ben separata dalla diagnosi di autismo.
L’autismo che conosciamo noi è una disabilità gravissima e, se chiamiamo autismo quello di Greta, il suo fascino fa sì che ci si dimentichi dell’autismo classico che non ha nulla di affascinante
Perché supportare una ricerca volta a scoprire la cause profonde dell’autismo se questo è un vantaggio che puoi anche sfruttare? Che valore ha parlare di una condizione gravissima e frequente se poi l’esempio è Greta?
La raccolta fondi mediante il numero solidale 45588 è fatta per aiutare, mediante una ricerca scientifica finalizzata a trovare terapie innovative, l’autismo associato a grave disabilità, e non certo a tarpare le ali di qualcosa a cui sarebbe bene dare un altro nome per non ingenerare ambiguità e disincentivare la ricerca.
Daniela Mariani Cerati
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