Interazione fra geni nell’autismo
Il Domenica 4 Maggio 2014 12:48, daniela marianicerati <[email protected]> ha scritto: La strada per arrivare a comprendere i meccanismi patogenetici dell’autismo è tutta in salita. Più la si studia, e più aumenta la complessità, come si evince dal seguente articolo divulgativo http://www.vaccinarsi.org/inprimopiano/2014/05/02/autismo-nuove-vie-interazi... che riassume Nature communications, 2014, n. 5 – Protein interaction network of alternatively spliced isoforms from brain links genetic risk factors for autism. L'articolo citato è di difficile comprensione. Abbiamo chiesto a Giorgio Lenaz, Professore emerito di biochimica all'Università di Bologna, di leggerlo per noi e di darcene un resoconto comprensibile anche a chi non è specialista in biologia molecolare. Grazie al professore a nome degli iscritti al forum. Ed ecco il resoconto Interazione fra geni nell’autismo Corominas et al Nature Communications , Aprile 2014-05-07 L’eziologia genetica dell’autismo è oltremodo eterogenea e può essere attribuita a centinaia di geni predisponesti, solo alcuni dei quali hanno però una vera evidenza causale. Tra questi vi sono geni implicati in rare forme genetiche di autismo, geni deputati a strutture sinaptiche e alcuni geni, di recente identificati, con nuove mutazioni. L’ipotesi più accreditata è che la predisposizione genetica all’autismo sia dovuta alla convergenza di molte vie molecolari con mutazioni e polimorfismi genetici. Questa ipotesi è stata molto indagata soprattutto a livello della interazione tra proteine (p.es. enzimi, fattori di trascrizione ecc) implicate in queste vie; gli studi sono stati però finora incompleti e si sono limitati alla elencazione dei geni candidati, indicando solo alcune delle interazioni fra questi geni. Inoltre, nonostante che si sappia che la maggior parte dei geni subiscono uno “splicing” alternativo con numerose proteine derivanti dallo stesso gene, solo alcune di queste forme sono state finora studiate. N.B. Lo splicing (che significa “taglia e cuci”) è un processo che avviene dopo la trascrizione di un gene in un RNA immaturo (trascritto primario) che poi viene tagliato in frammenti (esoni), che rappresentano solo una parte del trascritto primario, e che sono ricuciti insieme dando un RNA messaggero maturo che verrà tradotto in proteina, mentre i restanti frammenti di RNA che non sono codificanti vengono eliminati. Per la maggior parte dei trascritti esiste uno “splicing alternativo”, per cui esistono molte varianti dei frammenti che vengono riconosciuti come esoni, dando così origine a parecchie proteine diverse dallo stesso gene. Questo studio è innovativo perché prende in esame le forme derivanti dallo splicing alternativo di oltre 200 geni che sono stati implicati nella predisposizione all’autismo e lo fa in campioni di RNA derivanti dal cervello umano, in modo da considerare le varianti specifiche cerebrali e non quelle che potrebbero prevalere in altri organi. I cervelli esaminati sono cervelli normali, ma i geni indagati ( o meglio gli RNA maturi derivanti da splicing alternativo) sono quelli che si ritengono responsabili dell’autismo, in modo da vedere quali associazioni tra le varianti di ogni gene prevalgono in ciascun individuo. In altre parole si può vedere come una variante di un certo gene prevale sulle altre e associare questa prevalenza alla variante di un altro gene. La comprensione di queste associazioni per metterà in futuro di comprendere meglio come mutazioni di uno o più geni e delle loro varianti di splicing possono portare a disturbi nella interazione fra vie metaboliche e di trasmissione di segnali implicate nello sviluppo cerebrale.
participants (1)
-
daniela marianicerati