intervento precocissimo
E’ uscito recentemente l’articolo Rogers SJ, Yoder P, Estes A, Warren Z, McEachin J, Munson J, Rocha M, Greenson J, Wallace L, Gardner E, Dawson G, Sugar CA, Hellemann G, Whelan F. A Multisite Randomized Controlled Trial Comparing the Effects of Intervention Intensity and Intervention Style on Outcomes for Young Children With Autism. J Am Acad Child Adolesc Psychiatry. 2020 Aug 24:S0890-8567(20)31350-2. doi: 10.1016/j.jaac.2020.06.013. Epub ahead of print. PMID: 32853704. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32853704/ Di questo importante lavoro ha dato un resoconto in italiano Elena Clò sulla pagina facebook dell’associazione Pane e cioccolata https://www.facebook.com/associazionepaneecioccolata/photos/pcb.279402813538... https://www.facebook.com/associazionepaneecioccolata/photos/pcb.279427630202... Dalle diapositive della Clò copio quanto segue • 87 bambini con diagnosi di ASD di età compresa tra i 12 e i 30 mesi • Composizione razziale e di demografica variata, inglese come prima lingua a casa, nessuna condizione medica o genetica associata, nessun altro intervento in essere • Studio condotto tra il 2013 e il 2019 Mia considerazione : “Lo studio, che riguarda l’efficacia di un trattamento di un anno, è molto importante per diversi motivi: si rivolge a bambini tra i 12 e i 30 mesi di età e copre un periodo di sei anni, studi difficile da realizzare e ancor più difficile da replicare, per cui bisogna fare tesoro di quanto emerge dallo studio.” ----------------------------------- Dalle diapositive: Sono stati analizzati in baseline, dopo 6 mesi (a metà del trattamento), dopo 12 mesi (alla fine del trattamento) e dopo 24 mesi (follow-up): • Severità dei sintomi autistici • Linguaggio espressivo • Linguaggio ricettivo • Abilità non verbali RISULTATI • Né intensità né stile di insegnamento hanno dimostrato effetto su alcuna delle variabili misurate. • I caregiver di entrambi i modelli, in maniera indipendente dall’intensità hanno riportato il massimo grado di soddisfazione Mia considerazione: “I risultati non sono stati influenzati né dalla formula di trattamento (intervento comportamentale EIBI, contro intervento misto comportamentale ed evolutivo ovvero Denver model), né dalla sua intensità, misurata col numero di ore di trattamento strutturato (15 ore settimanali contro 25)”. ------------------------------------ • I caregiver di entrambi i modelli, in maniera indipendente dall’intensità hanno riportato il massimo grado di soddisfazione Mia considerazione: Mi meraviglio che per bambini così piccoli si usi il termine caregiver e non quello di “genitori”. In ogni caso il massimo grado di soddisfazione è un risultato importantissimo non solo perché riflette un miglioramento dei bambini, ma anche perché il benessere della famiglia deve essere uno degli obiettivi di qualunque trattamento rivolto a bambini, tanto più se piccolissimi. • La severità della sintomatologia e del ritardo di sviluppo NON ha influenzato i risultati di ESDM né di EIBI in termini di progresso nelle aree esaminate. MA è importante considerare che, pur essendo ciascun trattamento estremamente fedele al suo modello, in ciascuno dei modelli è presente un ampio margine di adattamento e di individualizzazione che ha fatto convergere le modalità di presa in carico sulla base delle esigenze di ciascun bambino Mia considerazione: Questa considerazione invita gli operatori ad impadronirsi molto bene del metodo scelto, sia esso EIBI o Denver, e ad applicarlo, come entrambi i metodi esigono, in modo personalizzato, tagliato su misura sulle esigenze di ogni bambino --------------------------------------- Il «brand» dell’intervento non è tanto importante quanto sono importanti caratteristiche comuni di qualità: • Approccio manualizzato basato sull’evidenza che insegni obiettivi in tutte le aree dello sviluppo • Fondamenta nella scienza dello sviluppo e del comportamento • Insegnamento in diversi contesti con il massimo coinvolgimento della famiglia Mia considerazione finale: “Il massimo coinvolgimento della famiglia è la conditio sine qua non per il buon esito del trattamento. Ricordo che Ivar Lovaas, il primo autore che ha applicato a bambini in età prescolare l’intervento intensivo comportamentale, prima di applicarlo con successo a bambini inseriti nella famiglia, lo aveva applicato tale quale a bambini istituzionalizzati e non aveva ottenuto nessun risultato. Il coinvolgimento, obbligatorio, dei genitori, che in entrambi gli approcci ricevevano una formazione specifica (coaching) due volte al mese, fa sì che il trattamento venga esteso dalle ore di terapia strutturata alla vita normale, rendendo possibile quell’insegnamento incidentale che per i bambini normodotati avviene in tutte le ore di veglia, ma che nei bambini con autismo avviene solo se gli adulti applicano delle strategie basate su ricerche scientifiche di buona qualità. Le diagnosi precoci vengono fatte, ma sono solo dannose se anticipano l’angoscia, il ricorso a sedicenti terapie illusorie e truffaldine o la prescrizione di farmaci dannosi per il presente e per il futuro. Daniela Mariani Cerati
participants (1)
-
daniela