Linee guida su autismo negli adulti – Bologna 28.02.2026 Intervento dr. Giuseppe Leocata – medico del lavoro, esperto in disabilità e lavoro
Il convegno è stato di alto valore umano-etico-professionale-culturale e di condivisione. Ciò è molto importante in una società che vive sempre più 'in remoto'. Il quadro attuale è critico, la burocrazia, la distanza e la perdita della memoria storica sembrano avere fatto perdere nel vento il giuramento di Ippocrate... Molti giovani non vogliono più scegliere neuropsichiatria infantile e adolescenziale né psichiatria per adulti, sembra affermarsi sempre più il gioco del sistema per ridurre gli interventi possibili sulla psiche umana spingendo soltanto sugli psicofarmaci delle multinazionali. Nel settore pubblico sono pochi e in numero insufficiente i neuropsichiatri infantili e adolescenziali e non riescono a gestire i numerosi utenti, nelle stesse condizioni sono gli psichiatri per adulti i quali talvolta giungono anche a dichiarare che dopo i 18 anni non esiste più l'autismo ... Il nuovo DLgs 62 sta stravolgendo un cammino storico pluriennale fatto da persone che hanno creduto in dei valori, lavorato in modo condiviso e costruito un bel cammino. Oggi sembra che il nuovo percorso sia scritto da persone fuori dal settore e senza storia. ICF, Whodas, questionari e altri strumenti e procedure farraginose sono poco gestibili e fanno perdere di vista l'obiettivo della tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie e della società. Non bisognerebbe fuoriuscire dal cammino comune e vanno supportate la neuropsichiatria infantile e adolescenziale e la psichiatria per adulti e le persone che hanno bisogno di un supporto; bisogna programmare e realizzare i 'gruppi della transizione' (adolescenti – adulti, un importante passaggio di mano tra operatori). Mi occupo di disabilità dal 1991 e al convegno ho sentito l'assenza di tasselli importanti del puzzle, quelli aziendali: medico competente, responsabile servizio protezione prevenzione, rappresentante lavoratori sicurezza, preposti: c'è stato qualche dirigente ma l'avviamento protetto si fa anche con il coinvolgimento delle figure sopra citate e i centri per l'impiego. Queste figure non possono essere scavalcate, saltate, stiamo parlando di un supporto a persone adulte che potrebbero anche avere un lavoro e una vita autonoma. Gli operatori sopra citati sono quelli che dovrebbero e devono pensare alla salute e alla sicurezza di tutti nel posto di lavoro protetto e mirato. Si lavorerebbe meglio insieme e si costruirebbe una casa comune e più solida. Inoltre, le associazioni che supportano le persone con diverse patologie dovrebbero, dopo il loro specifico percorso, mettersi insieme per chiedere e ottenere i loro obiettivi – pur specifici – che non possono essere settoriali, l'unione e una visione globale a 360° fanno la forza di tutti. Con diversi professionisti stiamo portando avanti corsi di formazione su 'disability management' (gruppo MODI) per aziende pubbliche e private di tutta Italia e sviluppando un sistema di comunicazione aumentativa (LOGOS TEAM) per autistici a-verbali e afasici, informatica e AI al servizio dell'uomo, a supporto delle imprese e delle singole persone. Il tutto per proporre un lavoro insieme e una vita insieme nel rispetto delle diversità, il tutto non in ambienti chiusi, ghetti soltanto per i neurodivergenti (es. ristoranti e cucine) ma imprese in cui si opera tutti insieme e in modo condiviso e rispettoso, persone con differenze insieme ai cosiddetti normodotati. Buon lavoro e buon cammino a tutti. Lavorare insieme non è un metodo ma un valore (Sauro Garzi). Giuseppe Leocata , specialista in Medicina del Lavoro, esperto in disabilità e lavoro
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