Canadian girl with autism in world-first test on how brain stimulation could stop severe self-harm
Segnalo questa notizia (non è uno studio) del primo caso di stimolazione profonda che avrebbe ridotto gli episodi di autolesionismo. https://www.ctvnews.ca/health/canadian-girl-with-autism-in-world-first-test-... questo è il sito dell'ospedale https://www.sickkids.ca/en/about/about-sickkids/ e questo il link alla tecnica utilizzata https://www.aboutkidshealth.ca/Article?contentid=3972&language=English
Il 2022-06-25 11:13 Enrico Toffolo ha scritto:
Segnalo questa notizia (non è uno studio) del primo caso di stimolazione profonda che avrebbe ridotto gli episodi di autolesionismo.
https://www.ctvnews.ca/health/canadian-girl-with-autism-in-world-first-test-...
questo è il sito dell'ospedale
https://www.sickkids.ca/en/about/about-sickkids/
e questo il link alla tecnica utilizzata
https://www.aboutkidshealth.ca/Article?contentid=3972&language=English _______________________________________________
Il caso presentato nell’articolo segnalato da Toffolo è il primo della sperimentazione presentata nell’articolo “Yan, H., Siegel, L., Breitbart, S. et al. An open-label prospective pilot trial of nucleus accumbens deep brain stimulation for children with autism spectrum disorder and severe, refractory self-injurious behavior: study protocol. Pilot Feasibility Stud 8, 24 (2022)” https://doi.org/10.1186/s40814-022-00988-3 pubblicato il 2 febbraio scorso Gli autori di questo lavoro partono dalla triste constatazione che molti bambini e adolescenti con autismo presentano comportamenti autoaggressivi severi, che possono portare a gravi danni alla propria incolumità fisica, come cecità, emorragie cerebrali, automutilazioni e altro. Molti di questi casi sono refrattari ai trattamenti abilitativi e farmacologici. Da qui la necessità di nuovi approcci terapeutici. Quale nuovo approccio terapeutico, riservato a casi gravi di autoaggressività refrattari ai trattamenti sopra riferiti, gli autori propongono una sperimentazione con la stimolazione cerebrale profonda ( Deep Brain Stimulation DBS) del nucleus accumbens. La DBS è una strategia di neuromodulazione mirata ad un circuito cerebrale patologico, i cui meccanismi d’azione, in questo caso, sono solo in parte noti. La DBS consiste nell’impianto di elettrodi (spesso due, uno a destra e uno a sinistra) in un preciso punto del cervello e nella scarica di una corrente elettrica con questi elettrodi tramite un impulso proveniente da un generatore impiantato nel torace. Il generatore puo’ essere acceso o spento. Questo è utile in quanto, se si verificano effetti indesiderati dovuti all’impulso, essi possono essere aboliti immediatamente con lo spegnimento. Alcune patologie sono state già trattate con questa metodica. Tra queste il disturbo ossessivo compulsivo, la dipendenza da droghe e l’alcolismo. La novità di questa sperimentazione consiste nell’indicazione, l’autoaggressività refrattaria ai trattamenti usuali, e nell’età pediatrica, nella quale peraltro la metodica è stata già sperimentata per l’epilessia. La DBS viene presentata come una opzione chirurgica minimamente invasiva. Il minimamente però si riferisce a persone collaboranti. Un bambino con autismo potrebbe strapparsi i tubicini che trasportano gli impulsi agli elettrodi, soprattutto in considerazione del fatto che questo trattamento è riservato a casi con grave autoaggressività che si suppone siano non collaboranti. Per tale motivo il primo obiettivo dello studio è la fattibilità del trattamento in questa peculiare categoria di pazienti. Gli autori si ripromettono di reclutare sei soggetti dai 7 ai 18 anni con i seguenti criteri di inclusione - Diagnosi di spettro autistico - Fallimento o controindicazioni alla terapia medica, con ripetuti comportamenti autolesionistici persistenti dopo sei mesi o più di terapia - Il bambino deve essere stato sottoposto ad un rigoroso assessment funzionale dei comportamenti, con conseguente trattamento di almeno 6 mesi senza risultati - Diagnosi di stereotipie secondarie con evidenza di autoaggressività pericolosa per l’incolumità fisica del bambino - Rischio di danni permanenti - Genitori o tutori informati e capaci di dare un consenso informato Gli autori si ripromettono di arruolare sei bambini o ragazzi con queste caratteristiche per poi passare ad una sperimentazione più ampia nel caso i risultati siano positivi. Il primo caso ha dato risultati entusiasmanti, tanto che i genitori si sono rivolti ad una televisione nel desiderio di incoraggiare altri genitori , comprensibilmente poco propensi ad accettare un trattamento chirurgico per l’autolesionismo, ad approcciare questo trattamento che a loro ha cambiato la vita. Una rondine non fa primavera. Vedremo se i risultati positivi si ripeteranno anche negli altri probandi Daniela Mariani Cerati
Scusate, forse ho capito male io. Ma l'innovativo intervento sarebbe l'elettroshock? Il Sab 25 Giu 2022, 16:03 daniela <[email protected]> ha scritto:
Il 2022-06-25 11:13 Enrico Toffolo ha scritto:
Segnalo questa notizia (non è uno studio) del primo caso di stimolazione profonda che avrebbe ridotto gli episodi di autolesionismo.
https://www.ctvnews.ca/health/canadian-girl-with-autism-in-world-first-test-...
questo è il sito dell'ospedale
https://www.sickkids.ca/en/about/about-sickkids/
e questo il link alla tecnica utilizzata
https://www.aboutkidshealth.ca/Article?contentid=3972&language=English _______________________________________________
Il caso presentato nell’articolo segnalato da Toffolo è il primo della sperimentazione presentata nell’articolo
“Yan, H., Siegel, L., Breitbart, S. et al. An open-label prospective pilot trial of nucleus accumbens deep brain stimulation for children with autism spectrum disorder and severe, refractory self-injurious behavior: study protocol. Pilot Feasibility Stud 8, 24 (2022)”
https://doi.org/10.1186/s40814-022-00988-3
pubblicato il 2 febbraio scorso
Gli autori di questo lavoro partono dalla triste constatazione che molti bambini e adolescenti con autismo presentano comportamenti autoaggressivi severi, che possono portare a gravi danni alla propria incolumità fisica, come cecità, emorragie cerebrali, automutilazioni e altro. Molti di questi casi sono refrattari ai trattamenti abilitativi e farmacologici. Da qui la necessità di nuovi approcci terapeutici. Quale nuovo approccio terapeutico, riservato a casi gravi di autoaggressività refrattari ai trattamenti sopra riferiti, gli autori propongono una sperimentazione con la stimolazione cerebrale profonda ( Deep Brain Stimulation DBS) del nucleus accumbens.
La DBS è una strategia di neuromodulazione mirata ad un circuito cerebrale patologico, i cui meccanismi d’azione, in questo caso, sono solo in parte noti. La DBS consiste nell’impianto di elettrodi (spesso due, uno a destra e uno a sinistra) in un preciso punto del cervello e nella scarica di una corrente elettrica con questi elettrodi tramite un impulso proveniente da un generatore impiantato nel torace. Il generatore puo’ essere acceso o spento.
Questo è utile in quanto, se si verificano effetti indesiderati dovuti all’impulso, essi possono essere aboliti immediatamente con lo spegnimento.
Alcune patologie sono state già trattate con questa metodica. Tra queste il disturbo ossessivo compulsivo, la dipendenza da droghe e l’alcolismo. La novità di questa sperimentazione consiste nell’indicazione, l’autoaggressività refrattaria ai trattamenti usuali, e nell’età pediatrica, nella quale peraltro la metodica è stata già sperimentata per l’epilessia.
La DBS viene presentata come una opzione chirurgica minimamente invasiva.
Il minimamente però si riferisce a persone collaboranti.
Un bambino con autismo potrebbe strapparsi i tubicini che trasportano gli impulsi agli elettrodi, soprattutto in considerazione del fatto che questo trattamento è riservato a casi con grave autoaggressività che si suppone siano non collaboranti.
Per tale motivo il primo obiettivo dello studio è la fattibilità del trattamento in questa peculiare categoria di pazienti.
Gli autori si ripromettono di reclutare sei soggetti dai 7 ai 18 anni con i seguenti criteri di inclusione
- Diagnosi di spettro autistico - Fallimento o controindicazioni alla terapia medica, con ripetuti comportamenti autolesionistici persistenti dopo sei mesi o più di terapia - Il bambino deve essere stato sottoposto ad un rigoroso assessment funzionale dei comportamenti, con conseguente trattamento di almeno 6 mesi senza risultati - Diagnosi di stereotipie secondarie con evidenza di autoaggressività pericolosa per l’incolumità fisica del bambino - Rischio di danni permanenti - Genitori o tutori informati e capaci di dare un consenso informato
Gli autori si ripromettono di arruolare sei bambini o ragazzi con queste caratteristiche per poi passare ad una sperimentazione più ampia nel caso i risultati siano positivi.
Il primo caso ha dato risultati entusiasmanti, tanto che i genitori si sono rivolti ad una televisione nel desiderio di incoraggiare altri genitori , comprensibilmente poco propensi ad accettare un trattamento chirurgico per l’autolesionismo, ad approcciare questo trattamento che a loro ha cambiato la vita.
Una rondine non fa primavera. Vedremo se i risultati positivi si ripeteranno anche negli altri probandi
Daniela Mariani Cerati
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. www.apriautismo.it
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Il 2022-06-25 16:06 Federica Ferraris ha scritto:
Scusate, forse ho capito male io. Ma l'innovativo intervento sarebbe l'elettroshock?
Copio dal link segnalato da Toffolo https://www.aboutkidshealth.ca/Article?contentid=3972&language=English Once activated, DBS provides a mild electrical current to stimulate an area deep in the brain. The stimulation changes the activity of brain cells in a way that can relieve specific symptoms. E' una corrente elettrica a bassa intensità, che non viene avvertita dal soggetto, che stimola un'area posta in profondità nel cervello e produce dei cambiamenti nell'attività delle cellule cerebrali in modo tale da annullare dei sintomi specifici. L'elettroshok si avvale anch'esso di corrente elettrica, ma è tutt'altra cosa https://it.wikipedia.org/wiki/Terapia_elettroconvulsivante
participants (3)
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daniela -
Enrico Toffolo -
Federica Ferraris