studio sulla aneuploidia dei cromosomi sessuali
In un lavoro pubblicato il 15 ottobre scorso Berry ASF e colleghi si pongono il problema del perché la prevalenza di autismo sia maggiore nei maschi (rapporto maschi:femmine 3.8, una differenza tra i sessi che è stata osservata in modo consistente nel tempo e in popolazioni diverse). Berry ASF, Finucane BM, Myers SM, Walsh LK, Seibert JM, Martin CL, Ledbetter DH, Oetjens MT. A genome-first study of sex chromosome aneuploidies provides evidence of Y chromosome dosage effects on autism risk. Nat Commun. 2024 Oct 15;15(1):8897. doi: 10.1038/s41467-024-53211-7. PMID: 39406744; PMCID: PMC11480344. La prima ipotesi era stata che il sesso femminile avesse un ruolo protettivo, in analogia con quanto avviene in alcune malattie per le quali la madre è portatrice sana e i figli sono affetti. Tra le tante condizioni con trasmissione materna ai figli maschi sono ben note l’emofilia, la distrofia di Duchenne e il daltonismo. In queste malattie il gene assente o mutato, situato sul cromosoma X, è presente in duplice copia nel sesso femminile e in unica copia nel sesso maschile, da cui la presenza di malattia solo nel sesso maschile. Questa ipotesi era già stata confutata da una ricerca pubblicata nel 2020, che aveva coinvolto 1 milione di bambini dal Swedish National Patient Register, nella quale si era esaminato se le sorelle di persone con autismo avessero una predisposizione genetica per autismo maggiore dei fratelli maschi. Lo studio svedese concludeva che la differenza di autismo nella prole dei due gruppi di rischio (sorelle e fratelli di persone affette) non era sufficiente a spiegare la maggior prevalenza nei maschi. (Bai D, Marrus N, Yip BHK, Reichenberg A, Constantino JN, Sandin S. Inherited Risk for Autism Through Maternal and Paternal Lineage. Biol Psychiatry. 2020 Sep 15;88(6):480-487. doi: 10.1016/j.biopsych.2020.03.013. Epub 2020 Apr 2. PMID: 32430199; PMCID: PMC7483301. ) Per colmare questo gap di conoscenza, gli autori hanno esaminato le aneuploidie dei cromosomi sessuali in una larga coorte caso-controllo per valutare la relazione tra il dosaggio dei cromosomi X e Y e il rischio di autismo. Da questi dati sono state estrapolate tre relazioni tra dosaggio dei cromosomi sessuali e rischio di autismo: l’effetto di un cromosoma Y in più l’effetto di un cromosoma X in più la aploinsufficienza di un cromosoma sessuale (femmine con un solo cromosoma X, condizione che fa parte della più complessa sindrome di Turner) E’ stato rilevato che un Y in più aumenta significativamente il rischio di autismo rispetto ad un X in più. Tra le femmine si è osservata una larga associazione tra la monosomia X (un solo X anziché 2) e autismo, confermando l’aploinsufficienza di un cromosoma sessuale come importante fattore di rischio per autismo. Il maggiore effetto di un cromosoma Y sopranumerario suggerisce che uno o più geni sensibili al dosaggio situati sul cromosoma Y contribuiscano alla più alta suscettibilità all’autismo dei maschi. I geni NLGN4Y e USP9Y sono stati proposti come loci candidati alla propensione all’autismo nei maschi Anche da questo articolo si evince come vi sia un discreto fervore nella ricerca genetica sull’autismo. L’auspicio è che l’interesse per l'autismo dimostrato dalla comunità scientifica porti presto a scoperte più vicine alla clinica, tali da migliorare la qualità della vita di chi ne è affetto Daniela Mariani Cerati
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