Dal libro sulle linee guida in età evolutiva, a cura di Arduino e Valeri, il contributo di Serenella Grittani
La Dottoressa Serenella Grittani fa parte del panel di esperti della “Linea guida sulla diagnosi e sul trattamento di adulti con disturbo dello spettro autistico. Ottobre 2025” https://www.iss.it/documents/20126/8968214/Linea_Guida_ASD_adulti_agg2025.pd... Nel volume di recente pubblicazione “Linee guida per l'autismo in età evolutiva. Dalle Raccomandazioni ai percorsi diagnostici terapeutici, assistenziali e educativi” a cura di Giuseppe Maurizio Arduino e Giovanni Valeri, Edizioni Erickson, Trento, 2026, ha scritto il capitolo 5: Equilibrio tra esperienza clinica e rigore scientifico nella presa in carico del neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza https://www.erickson.it/it/linee-guida-per-l-autismo-in-eta-evolutiva?sku=ED... Serenella Grittani dà un contributo alla spiegazione della linea guida per l’autismo in età evolutiva, e ne ha ben diritto, dal momento che la sua carriera è iniziata nel 1999 come neuropsichiatra infantile, per allargare poi il suo impegno anche all’età adulta, tanto che ora è responsabile della struttura interdipartimentale denominata “Disturbi dello Spettro Autistico nell’arco della vita”. Le sue considerazioni sugli psicofarmaci nei bambini e adolescenti con autismo derivano pertanto dalla letteratura scientifica e dalla sua esperienza trentennale e sono in perfetto accordo con quanto più volte è stato ribadito in questa lista di discussione. Scrive infatti: “Propongo gli ambiti di occupazione della figura medica specializzata: diagnosi iniziale, diagnosi in comorbidità anche in fasi successive, decisione su quali approfondimenti eziologici condurre, integrazione dei loro risultati alla prassi operativa, supervisione degli interventi messi a punto, impostazione di un eventuale trattamento farmacologico” Faccio notare che davanti alle parole “trattamento farmacologico” pone l’aggettivo “eventuale” e che il trattamento farmacologico, che è solo eventuale, è messo alla fine, dopo le mansioni attribuite alla figura medica specializzata. “il medico, insieme allo psicologo, puo’ riconoscere e diagnosticare le condizioni psichiatriche/psicopatologiche che si associano alle diverse fasi dello sviluppo solo se ha una conoscenza approfondita delle stesse nella popolazione neurotipica, se conosce bene il disturbo dello spettro autistico e se conosce bene la persona con autismo nel suo stile di funzionamento di base” E’ stato più volte ribadito in questa lista che è necessario concentrare la prescrizione di psicofarmaci alle persone con autismo su pochi psichiatri, in modo che questi si facciano un’esperienza specifica negli ambiti descritti così bene dalla Grittani. Tutto questo è favorito dalla creazione di un centro per lo spettro autistico che comprende l’arco intero della vita. “I disturbi psicopatologici in comorbidità e i comportamenti problema sono gli unici target del trattamento farmacologico……….non esistono attualmente farmaci efficaci sui sintomi core; l’opzione terapeutica farmacologica va presa in considerazione solo quando i sintomi aggiuntivi determinano un impatto funzionale importante e quando altri approcci (Psico-educativi, comportamentali, di sostegno alle abilità socio-comunicative ecc.) non sono risultati efficaci…….si indica…….di eseguire uno stretto monitoraggio, valutando sempre la sospensione dei farmaci…” Faccio ancora notare la piena sintonia tra quanto detto dalla Grittani e quanto più volte abbiamo ribadito su questa lista di discussione. Quello che meraviglia è il fatto che nelle diverse edizioni della linea guida per i minori sia stata scritta prima e ribadita poi la raccomandazione “Il Panel della Linea Guida sulla diagnosi e trattamento del disturbo dello spettro autistico suggerisce di usare i D2 bloccanti in bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico” presente ancora a pagina 40 dell’edizione del 2025 https://www.iss.it/documents/20126/8977108/Linea+Guida+ASD_bambini+e+adolesc... Daniela Mariani Cerati
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