uso degli psicofarmaci negli adulti con autismo in Emilia Romagna
In questa lista si è parlato più volte dell’uso e abuso di psicofarmaci, in particolare di antipsicotici http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2022-October/004740.html e, cosa ancor più problematica, della polifarmacoterapia http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2022-October/004738.html Questo sulla base di osservazioni personali e/o di dati della letteratura provenienti da paesi diversi dall’Italia https://mail.yahoo.com/d/search/keyword=from%253Adaniela%2540autismo33.it%25... Ma in Italia come sta la situazione del consumo di psicofarmaci da parte delle persone con autismo, in particolare degli adulti con autismo associato o meno a disabilità intellettiva? A questa domanda hanno risposto Rita di Sarro e colleghi che, con una pazienza davvero certosina, hanno esaminato tutte le cartelle elettroniche dei centri di salute mentale dell’Emilia-Romagna identificando 486 adulti con diagnosi di disturbo dello spettro autistico (ASD). E’ interessante notare che in questo campione di adulti c’è una quota di ASD senza Disabilità Intellettiva (DI) pari al 64,8%. Questo in quanto molti di loro sono stati riclassificati da adulti e dunque il campione è rappresentativo di ASD con e senza DI. La ricerca ha mostrato che il 56% degli adulti con ASD assumono almeno uno psicofarmaco, mentre solo il 15,2% ha una diagnosi psichiatrica in comorbilità che ne giustifica l’uso. Il 63% di coloro che assumono psicofarmaci ne assume più di uno, arrivando fino a 10 farmaci, con un 37% che ne assume 3 o più. 245 partecipanti (50,4%) assumono antipsicotici di prima o seconda generazione, a dispetto del fatto che solo 22 (9%) hanno una diagnosi di disturbo dello spettro psicotico. Anche in questa, come in altre ricerche analoghe, è stato rilevato un consumo di antiepilettici in persone senza epilessia, ma indubbiamente il dato più macroscopico riguarda gli antipsicotici, che vengono somministrati principalmente per i comportamenti problema. Nella discussione gli autori parlano in modo approfondito dei comportamenti problema, che devono essere affrontati da un gruppo di professionisti multidisciplinare per farne un’analisi funzionale che esamini i tanti fattori favorenti, che vanno dalle malattie organiche alla richiesta di attenzione alla comorbilità psichiatrica, situazione nella quale un uso prudente e competente di psicofarmaci è giustificato. La situazione descritta non è peggiore di quella rilevata in altri paesi, ma non si puo’ dire “Mal comune mezzo gaudio” Si deve dire “Affrontiamo il problema e cerchiamo di migliorare la situazione”. Il primo passo per migliorare la situazione è fare emergere ciò che è sommerso e contrastare la forza d’inerzia in base alla quale troppo spesso si fa così solo perché si è sempre fatto così. E’ quello che stanno facendo lodevolmente la Di Sarro e colleghi con la ricerca di cui sopra, pubblicata nell’articolo Rita Di Sarro, Niccolò Varrucciu, Anna Di Santantonio, Francesca Natali, Shaniko Kaleci, Annamaria Bianco, Michela Cappai, F. Lucchi & Marco O. Bertelli (2023) Appropriateness of psychopharmacological therapies to psychiatric diagnoses in persons with autism spectrum disorder with or without intellectual disabilities: a cross-sectional analytic study, Expert Opinion on Drug Safety, DOI: 10.1080/14740338.2023.2172396 Daniela Mariani Cerati
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