Describing the Brain in Autism in Five Dimensions
Nei giorni scorsi la stampa ha dato grande risalto ad uno studio di neuro immagine dell’autismo compiuto a Londra. Riporto alcuni tioli 15 minute brain scan to test for autism Mirror.co.uk.news 11 agosto 2010 Quick brain scan could screen for autism Reuters 10 agosto 2010 Autism can be diagnosed with brain scan – study The Guardian 11 agosto 2010 Brain scan promises to identify the hidden sufferers of autism The Independent 11 agosto 2010 In lingua italiana ho trovato PagineMediche.it del 11-08-2010 Scansione cervello per diagnosticare l'autismo Naturalmente i giornalisti, che passano dalle neuroscienze al vaso etrusco, riportano la notizia come possono e devono dare risalto a possibili risvolti pratici immediati o non troppo lontani. I più prudenti titolano “promette” o “could screen” al condizionale. Altri passano all’indicativo “can be diagnosed” o simili “scansione per diagnosticare l’autismo” A noi interessa risalire alla fonte The Journal of Neuroscience, August 11, 2010, 30(32):10612-10623; doi:10.1523/JNEUROSCI.5413-09.2010 Describing the Brain in Autism in Five Dimensions—Magnetic Resonance Imaging-Assisted Diagnosis of Autism Spectrum Disorder Using a Multiparameter Classification Approach Christine Ecker,1 Andre Marquand,2 Janaina Mourão-Miranda,3,4 Patrick Johnston,1 Eileen M. Daly,1 Michael J. Brammer,2 Stefanos Maltezos,1 Clodagh M. Murphy,1 Dene Robertson,1 Steven C. Williams,3 and Declan G. M. Murphy1 Il full text è in rete al link http://www.jneurosci.org/cgi/content/full/30/32/10612?maxtoshow=&hits=10&RES... Ognuno di noi lo puo’ leggere, meditare e farsi una sua idea. Per parte mia faccio alcune considerazioni Il lavoro è frutto di una ricerca multidisciplinare molto seria. L’ultima cosa di cui gli autori parlano è di un test diagnostico che si possa sostituire alla clinica o alla testistica. Il campione è costituito da venti adulti maschi con autismo ad alto funzionamento, quindi tutti con quoziente intellettivo nella norma, confrontati con due gruppi di controllo: adulti sani e adulti con ADHD. L’esame è la Risonanza Magnetica. La novità è l’elaborazione dell’immagine mediante un sofisticato programma in grado di valutare fini alterazione di forma e di volume di diverse aree del cervello. “A set of five morphological parameters including volumetric and geometric features at each spatial location on the cortical surface was used to discriminate between people with ASD and controls using a support vector machine (SVM) analytic approach, and to find a spatially distributed pattern of regions with maximal classification weights” Lo scopo dello studio è spiegato così “We aimed to demonstrate that the neuroanatomical patterns discriminating individuals with autism from controls are truly multidimensional, comprising multiple and most likely independent cortical features. If so, this may guide further exploration of the specific genetic and neuropathological underpinnings of ASD” Questo programma è stato in grado di distinguere i casi dai controlli in un’altissima percentuale di casi. I risultati si possono così riassumere “Our results confirm that the neuroanatomy of ASD is truly multidimensional affecting multiple neural systems……………………. our study provides further evidence to support the hypothesis that the "autistic brain" is not just bigger or smaller but is also abnormally shaped.” Dunque gli autori hanno dato un contributo alla definizione anatomica del cervello di adulti autistici senza ritardo mentale, confermando che le cose sono tutt’altro che semplici: non c’è una sola area colpita, non si puo’ parlare di cervello più piccolo o più grande del normale, ma di fini alterazioni della forma che interessano aree diverse. Come conclusione gli autori delineano linee di ricerca che proseguano il lavoro “The discriminating patterns detected using SVM may help further exploration of the genetic and neuropathological underpinnings of ASD……………… Nevertheless, while classification values and specific patterns we report must be considered as preliminary, our study offers a "proof of concept" for describing the complex multidimensional gray matter differences in ASD” Dunque: un altro tassello del complicatissimo puzzle dell’autismo
Grazie ai fondi investiti negli anni scorsi i ricercatori di base hanno attestato inequivocabilmente che le persone con autismo si distinguono non solo per il fenotipo comportamentale, ma anche per il substrato genomico e l'endofenotipo neurale. Fondi di quell'ampiezza non vi saranno più per l'autismo. Il compito ora è selezionare quali obiettivi e misure di prevenzione, terapia e adattamento siano efficaci ed etici. Stefano Palazzi
Grazie Daniela, la soluzione non è così vicina Sonia Zen ----- Original Message ----- From: "daniela marianicerati" <[email protected]> To: "lista autismo-biologia" <[email protected]> Sent: Thursday, August 12, 2010 11:35 AM Subject: [autismo-biologia] Describing the Brain in Autism in Five Dimensions Nei giorni scorsi la stampa ha dato grande risalto ad uno studio di neuro immagine dell’autismo compiuto a Londra. Riporto alcuni tioli 15 minute brain scan to test for autism Mirror.co.uk.news 11 agosto 2010 Quick brain scan could screen for autism Reuters 10 agosto 2010 Autism can be diagnosed with brain scan – study The Guardian 11 agosto 2010 Brain scan promises to identify the hidden sufferers of autism The Independent 11 agosto 2010 In lingua italiana ho trovato PagineMediche.it del 11-08-2010 Scansione cervello per diagnosticare l'autismo Naturalmente i giornalisti, che passano dalle neuroscienze al vaso etrusco, riportano la notizia come possono e devono dare risalto a possibili risvolti pratici immediati o non troppo lontani. I più prudenti titolano “promette” o “could screen” al condizionale. Altri passano all’indicativo “can be diagnosed” o simili “scansione per diagnosticare l’autismo” A noi interessa risalire alla fonte The Journal of Neuroscience, August 11, 2010, 30(32):10612-10623; doi:10.1523/JNEUROSCI.5413-09.2010 Describing the Brain in Autism in Five Dimensions—Magnetic Resonance Imaging-Assisted Diagnosis of Autism Spectrum Disorder Using a Multiparameter Classification Approach Christine Ecker,1 Andre Marquand,2 Janaina Mourão-Miranda,3,4 Patrick Johnston,1 Eileen M. Daly,1 Michael J. Brammer,2 Stefanos Maltezos,1 Clodagh M. Murphy,1 Dene Robertson,1 Steven C. Williams,3 and Declan G. M. Murphy1 Il full text è in rete al link http://www.jneurosci.org/cgi/content/full/30/32/10612?maxtoshow=&hits=10&RES... Ognuno di noi lo puo’ leggere, meditare e farsi una sua idea. Per parte mia faccio alcune considerazioni Il lavoro è frutto di una ricerca multidisciplinare molto seria. L’ultima cosa di cui gli autori parlano è di un test diagnostico che si possa sostituire alla clinica o alla testistica. Il campione è costituito da venti adulti maschi con autismo ad alto funzionamento, quindi tutti con quoziente intellettivo nella norma, confrontati con due gruppi di controllo: adulti sani e adulti con ADHD. L’esame è la Risonanza Magnetica. La novità è l’elaborazione dell’immagine mediante un sofisticato programma in grado di valutare fini alterazione di forma e di volume di diverse aree del cervello. “A set of five morphological parameters including volumetric and geometric features at each spatial location on the cortical surface was used to discriminate between people with ASD and controls using a support vector machine (SVM) analytic approach, and to find a spatially distributed pattern of regions with maximal classification weights” Lo scopo dello studio è spiegato così “We aimed to demonstrate that the neuroanatomical patterns discriminating individuals with autism from controls are truly multidimensional, comprising multiple and most likely independent cortical features. If so, this may guide further exploration of the specific genetic and neuropathological underpinnings of ASD” Questo programma è stato in grado di distinguere i casi dai controlli in un’altissima percentuale di casi. I risultati si possono così riassumere “Our results confirm that the neuroanatomy of ASD is truly multidimensional affecting multiple neural systems……………………. our study provides further evidence to support the hypothesis that the "autistic brain" is not just bigger or smaller but is also abnormally shaped.” Dunque gli autori hanno dato un contributo alla definizione anatomica del cervello di adulti autistici senza ritardo mentale, confermando che le cose sono tutt’altro che semplici: non c’è una sola area colpita, non si puo’ parlare di cervello più piccolo o più grande del normale, ma di fini alterazioni della forma che interessano aree diverse. Come conclusione gli autori delineano linee di ricerca che proseguano il lavoro “The discriminating patterns detected using SVM may help further exploration of the genetic and neuropathological underpinnings of ASD……………… Nevertheless, while classification values and specific patterns we report must be considered as preliminary, our study offers a "proof of concept" for describing the complex multidimensional gray matter differences in ASD” Dunque: un altro tassello del complicatissimo puzzle dell’autismo -------------------------------------------------------------------------------- _______________________________________________ autismo-biologia mailing list [email protected] http://autismo33.it/mailman/listinfo/autismo-biologia
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