The Autism Phenome Project: i disturbi d'ansia
L’articolo “Nordahl CW, Andrews DS, Dwyer P, Waizbard-Bartov E, Restrepo B, Lee JK, Heath B, Saron C, Rivera SM, Solomon M, Ashwood P and Amaral DG (2022) The Autism Phenome Project: Toward Identifying Clinically Meaningful Subgroups of Autism. Front. Neurosci. 15:786220. doi: 10.3389/fnins.2021.786220”, già citato nel messaggio del 28 gennaio scorso http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2022-January/004512.html ha esaminato la prevalenza dei disturbi d’ansia nella coorte di persone con autismo, seguita dal progetto APP a partire dai 2 /3 anni, ai tempi 4 e 5 , che corrispondono alle età di 9 – 13 e 15 – 19 anni. La valutazione è stata fatta sia con i test ideati per identificare le forme di ansia descritte nel manuale DSM, ovvero riferite alla popolazione generale, che includono il disturbo d’ansia generalizzato, l’ansia da separazione, la fobia specifica e la fobia sociale, sia con i test specifici per identificare le forme d’ansia specificamente correlate con l’autismo, come le paure idiosincrasiche e le fobie correlata alla confusione sociale, a interessi intensi e ai cambiamenti. Per questa ultima rilevazione gli autori si sono avvalsi del test ADIS Autism Spectrum Addendum (ADIS-ASA) (Kerns et al., 2017). Al tempo 4 (età 9 – 13 anni) il 69% dei bambini con autismo è risultato avere un disturbo d’ansia clinicamente significativo. Tra questi il 21% presenta un disturbo d’ansia classico, il 17% un disturbo rilevabile con ADIS-ASA e il 31% entrambi i disturbi. Qui ci troviamo nel campo delle cosiddette co occorrenze psichiatriche, che pongono difficilissimi problemi di gestione, dal momento che i farmaci che normalmente si usano per i disturbi d’ansia senza autismo sono mal tollerati dalle persone con autismo, nelle quali l’effetto paradosso rappresenta più la regola che l’eccezione. L’articolo evidenzia delle cose note, quantizzandole. E’ noto infatti che i disturbi d’ansia si associano spesso all’autismo, ma è una spiacevole sorpresa questa percentuale del 69% già a 9 – 13 anni. Il problema della gestione dei disturbi d’ansia deve pertanto essere preso in considerazione non solo in età adulta, ma già in età minorile, possibilmente studiando le strategie che presentano il miglior rapporto beneficio/rischio e sottoponendole a sperimentazioni specifiche. Daniela Mariani Cerati
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