esami genetici: un caso
Cari amici della lista, faccio un copia e incolla di un messaggio che non puo’ essere liberato, in quanto dall’indirizzo si puo’ evincere il nome e cognome del mittente, che dichiara di essere zio della paziente e pertanto da questo si potrebbe risalire all’identitá della paziente. Ricordo che la disabilitá, e la malattia in generale, é un dato sensibile e solo l’interessato o, nel caso di minori, i genitori, possono parlare a titolo personale. Ricordo inoltre che la lista autismo-biologia é nata per discutere temi di clinica e di ricerca scientifica e non per essere un ambulatorio in rete. A volte peró, come in questo caso, penso che possa essere utile discutere un caso clinico per fare poi considerazioni di carattere generale sull’interpretazione dei dati di laboratorio alla luce delle conoscenze che possediamo al momento attuale Daniela MC Ed ora il messaggio vi scrivo per avere delucidazioni riguardo gli esami genetici effettuati su mia nipote. Attualmente ha 5 anni ed è affetta da autismo ( livello di sintomi alto su scala ADOS), cognitivo nella norma, microcefalia. All'esame per la ricerca di mutazioni in geni noti associati o potenzialmente associati alla microcefalia primitiva autosomica recessiva MCPH ( targeted resequencing-ngs), il risultato è stato il seguente: WDR62; chr19:36594676; c.3946C>G ( rs35811023); p. Gln131glu; eterozigote; missenso, VUS ( classe3). Ci è stato riferito, che tale variante, non sembrerebbe correlare da sola, al fenotipo della piccola anche se non si può escludere in modo assoluto un possibile coinvolgimento quale concausa. Viene consigliato nel referto, lo studio dei genitori, ma questo non è mai stato fatto, in quanto si ritiene nella pratica, poco utile. Non volendoci rassegnare, abbiamo eseguito privatamente degli esami, per vederci più chiaro, consapevoli di potere andare incontro a fallimento. Ecco i risultati: Bambina: mutazione in eterozigosi C/G del polimorfismo rs35811023 del gene WDR62 Mamma:mutazione in eterozigosi C/G del polimorfismo rs35811023 del gene WDR62 Papà: nessuna mutazione. Lo zio, fratello della mamma, presenta: mutazione in omozigosi G/G del polimorfismo rs35811023 del gene WDR62 Mi chiedevo, se tale mutazione, presente sia nella mamma che nello zio, potrebbe avere un significato, rispetto l'insorgenza della variante genomica e se la presenza della stessa variante nello zio, merita ulteriori approfondimenti vista la ricerca di una gravidanza. Specifico, che la bambina è già stata sottoposta ad altri esami genetici ove non è stato riscontrato nulla, ma l'unica anomalia di significato incerto, è insorta nell'esame per la microcefalia. E' stato proposto, analisi dell intero esoma, ma con tempi biblici.
Buon giorno La mutazione in oggetto è indicata in letteratura come benigna o di incerto significato, anche se il numero di situazioni cliniche su cui si è condotto lo studio è molto limitato (7 nel database ClinVar di Medline). Apparentemente la bambina ha ereditato l'allele mutato dalla madre, che ne ha una sola copia a differenza del fratello; la normalità clinica dello zio e della madre della bambina (che non è espressa chiaramente, ma sembra possa essere assunta ragionevolmente) rende difficile attribuire valore clinico a questa mutazione. Infine, ragionando da clinico, lo studio dell'esoma (pur con i limiti tecnici che lo rendono molto lungo come esecuzione) è un consiglio sensato, anche se purtroppo i limiti del sapere sono più stringenti di quanto spesso ci piaccia ammettere. Un saluto ai componenti della lista. Matteo Alessio Chiappedi Il giorno 28 maggio 2018 11:11, <[email protected]> ha scritto:
Cari amici della lista, faccio un copia e incolla di un messaggio che non puo’ essere liberato, in quanto dall’indirizzo si puo’ evincere il nome e cognome del mittente, che dichiara di essere zio della paziente e pertanto da questo si potrebbe risalire all’identitá della paziente. Ricordo che la disabilitá, e la malattia in generale, é un dato sensibile e solo l’interessato o, nel caso di minori, i genitori, possono parlare a titolo personale. Ricordo inoltre che la lista autismo-biologia é nata per discutere temi di clinica e di ricerca scientifica e non per essere un ambulatorio in rete. A volte peró, come in questo caso, penso che possa essere utile discutere un caso clinico per fare poi considerazioni di carattere generale sull’interpretazione dei dati di laboratorio alla luce delle conoscenze che possediamo al momento attuale Daniela MC
Ed ora il messaggio
vi scrivo per avere delucidazioni riguardo gli esami genetici effettuati su mia nipote. Attualmente ha 5 anni ed è affetta da autismo ( livello di sintomi alto su scala ADOS), cognitivo nella norma, microcefalia. All'esame per la ricerca di mutazioni in geni noti associati o potenzialmente associati alla microcefalia primitiva autosomica recessiva MCPH ( targeted resequencing-ngs), il risultato è stato il seguente:
WDR62; chr19:36594676; c.3946C>G ( rs35811023); p. Gln131glu; eterozigote; missenso, VUS ( classe3).
Ci è stato riferito, che tale variante, non sembrerebbe correlare da sola, al fenotipo della piccola anche se non si può escludere in modo assoluto un possibile coinvolgimento quale concausa. Viene consigliato nel referto, lo studio dei genitori, ma questo non è mai stato fatto, in quanto si ritiene nella pratica, poco utile. Non volendoci rassegnare, abbiamo eseguito privatamente degli esami, per vederci più chiaro, consapevoli di potere andare incontro a fallimento. Ecco i risultati:
Bambina: mutazione in eterozigosi C/G del polimorfismo rs35811023 del gene WDR62
Mamma:mutazione in eterozigosi C/G del polimorfismo rs35811023 del gene WDR62
Papà: nessuna mutazione.
Lo zio, fratello della mamma, presenta: mutazione in omozigosi G/G del polimorfismo rs35811023 del gene WDR62
Mi chiedevo, se tale mutazione, presente sia nella mamma che nello zio, potrebbe avere un significato, rispetto l'insorgenza della variante genomica e se la presenza della stessa variante nello zio, merita ulteriori approfondimenti vista la ricerca di una gravidanza.
Specifico, che la bambina è già stata sottoposta ad altri esami genetici ove non è stato riscontrato nulla, ma l'unica anomalia di significato incerto, è insorta nell'esame per la microcefalia. E' stato proposto, analisi dell intero esoma, ma con tempi biblici.
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Buongiorno, Ho letto il messaggio inoltrato da Daniela riguardante l’interpretazione di un esame genetico e provo a dare una risposta. Per quanto riguarda l’interpretazione del significato patologico della variante rs35811023 riscontrata nel gene WDR62, mi pare di poter confermare le informazioni fornite, cioe’ che questa variante non abbia un significativo ruolo patologico, sebbene non è possibile escludere con assoluta certezza che possa avere piccolo effetto agendo in concomitanza con altri fattori . Questa variante infatti risulta classificata come di “significato incerto” o “probabilmente benigna" da ClinVar, il database che riporta le relazioni tra varianti genetiche e fenotipi. Inoltre i principali tools di predizione bioinformatica classificano la variante come tollerata o benigna. Il fatto che la variante risulti ereditata per via materna, e che lo zio della bambina sia omozigote per la variante stessa, confermano che la variante non abbia un ruolo patologico (mentre sarebbe stato possibile ipotizzare una possibile correlazione con il fenotipo della bambina se invece la variante fosse stata “de novo” cioe’ assente nei genitori). Per quanto riguarda questa specifica variante quindi non sono necessarie ulteriori indagini. L’analisi dell’esoma potrebbe dare informazioni piu’ complete su varianti genetiche presenti nell'intera porzione codificante del genoma (in aggiunta all'esame di microarray, che suppongo sia gia’ stato eseguito), ma, spesso, anche questa indagine non porta ad una identificazione di una chiara causa genetica. A ciò concorrono vari fattori, tra cui, il fatto che varianti patologiche potrebbero trovarsi al di fuori delle regioni dell’esoma (negli introni o nelle regioni intergeniche) e quindi non rilevabili con tale approccio, ed il fatto che il significato patologico di molto varianti non è sempre facilmente prevedibile. Alla complessità del problema si aggiunge l’origine multigenica dell’autismo, per cui in un singolo individuo le mutazioni correlate al fenotipo potrebbero non solo una, ma molteplici. cordiali saluti Elena Maestrini
On 28 May 2018, at 11:11, [email protected] wrote:
Cari amici della lista, faccio un copia e incolla di un messaggio che non puo’ essere liberato, in quanto dall’indirizzo si puo’ evincere il nome e cognome del mittente, che dichiara di essere zio della paziente e pertanto da questo si potrebbe risalire all’identitá della paziente. Ricordo che la disabilitá, e la malattia in generale, é un dato sensibile e solo l’interessato o, nel caso di minori, i genitori, possono parlare a titolo personale. Ricordo inoltre che la lista autismo-biologia é nata per discutere temi di clinica e di ricerca scientifica e non per essere un ambulatorio in rete. A volte peró, come in questo caso, penso che possa essere utile discutere un caso clinico per fare poi considerazioni di carattere generale sull’interpretazione dei dati di laboratorio alla luce delle conoscenze che possediamo al momento attuale Daniela MC
Ed ora il messaggio
vi scrivo per avere delucidazioni riguardo gli esami genetici effettuati su mia nipote. Attualmente ha 5 anni ed è affetta da autismo ( livello di sintomi alto su scala ADOS), cognitivo nella norma, microcefalia. All'esame per la ricerca di mutazioni in geni noti associati o potenzialmente associati alla microcefalia primitiva autosomica recessiva MCPH ( targeted resequencing-ngs), il risultato è stato il seguente:
WDR62; chr19:36594676; c.3946C>G ( rs35811023); p. Gln131glu; eterozigote; missenso, VUS ( classe3).
Ci è stato riferito, che tale variante, non sembrerebbe correlare da sola, al fenotipo della piccola anche se non si può escludere in modo assoluto un possibile coinvolgimento quale concausa. Viene consigliato nel referto, lo studio dei genitori, ma questo non è mai stato fatto, in quanto si ritiene nella pratica, poco utile. Non volendoci rassegnare, abbiamo eseguito privatamente degli esami, per vederci più chiaro, consapevoli di potere andare incontro a fallimento. Ecco i risultati:
Bambina: mutazione in eterozigosi C/G del polimorfismo rs35811023 del gene WDR62
Mamma:mutazione in eterozigosi C/G del polimorfismo rs35811023 del gene WDR62
Papà: nessuna mutazione.
Lo zio, fratello della mamma, presenta: mutazione in omozigosi G/G del polimorfismo rs35811023 del gene WDR62
Mi chiedevo, se tale mutazione, presente sia nella mamma che nello zio, potrebbe avere un significato, rispetto l'insorgenza della variante genomica e se la presenza della stessa variante nello zio, merita ulteriori approfondimenti vista la ricerca di una gravidanza.
Specifico, che la bambina è già stata sottoposta ad altri esami genetici ove non è stato riscontrato nulla, ma l'unica anomalia di significato incerto, è insorta nell'esame per la microcefalia. E' stato proposto, analisi dell intero esoma, ma con tempi biblici.
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
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