Rispondo come mamma di un ragazzo di 14 anni affetto dalla sindrome di Phelan McDermid.

Mio figlio, autistico non verbale con disabilità cognitiva, agli esami genetici "di rito" risultava perfetto.

Approfondendo le ricerche genetiche fatte tramite la Dott.ssa Paola Visconti e tramite genetisti dell'Ospedale Gemelli di Roma abbiamo scoperto la delezione del cromosoma 22.

Anche noi come genitori, avevamo spesso pensato a varie cause: l'età nostra avanzata, l'intervento di atresia esofagea di nostro figlio alla nascita e a tutte quelle cause esterne alle quali inconsciamente ci si aggrappa per non dover ammettere la causa genetica (ereditaria o non).

Ecco, ci siamo trovati spiazzati e proprio tramite la Dott.ssa Daniela Mariani Cerati, siamo stati messi in contatto con il Dottor Carlo Sala e la Dott.ssa Chiara Verpelli della CNR di Milano che stavano e stanno tuttora effettuando uno studio su questa delezione.

Anche noi, abbiamo effettuato un prelievo di cute di nostro figlio e i due ricercatori stanno operando nella procedura descritta dalla dott.ssa Mariani Cerati.

Ho conosciuto altre famiglie con la stessa sindrome (in Italia siamo circa 100). Ci siamo incontrate, e anche quest'anno in aprile ci incontreremo a Bologna. Anche i soggetti affetti da Phelan pur avendo caratteristiche comuni sono tutti diversi fra loro. Caratteristica comune è quasi sempre l'ipotonia muscolare (molti non riescono a camminare), il ritardo mentale quasi sempre presente come gli aspetti autistici.

Confermo che sono in corso diverse ricerche sulla Phelan McDermid e speriamo che prima o poi si possa scoprire un farmaco che migliori le condizioni dei nostri figli.

Marialba Corona

Il giorno 1 febbraio 2016 19:29, daniela marianicerati <marianicerati@yahoo.it> ha scritto:
Secondo la Betancur la sindrome di Phelan McDermid sta emergendo come una delle cause piu' frequenti e sottodiagnosticate di autismo.
E' pertanto utile per i cultori della materia avere a disposizione una review completa e aggiornata, come quella uscita recentemente sul Journal of Child Neurology 2015, Vol. 30(14) 1861-1870 ,a firma di Hala Harony-Nicolas e colleghi e intitolata "Phelan McDermid Syndrome: From Genetic Discoveries to Animal Models and Treatment”
La sindrome, caratterizzata da autismo, disabilita' intellettiva e ritardo o assenza del linguaggio, e' in rapporto con la delezione della regione terminale del cromosoma 22, 22q13.3, dove si trova il gene SHANK3 la cui delezione pare esserne il principale determinante. Un fenotipo molto simile e' dato infatti anche da mutazioni isolate di detto gene.
Al pari di altre condizioni monogeniche anche per la PMS la ricerca sta facendo il percorso: gene – funzione dello stesso – modelli animali, coltura in vitro di cellule dei pazienti in cui si e' operata la sdifferenziazione a cellule staminali e poi la ridifferenziazione a neuroni per studiare le anomalie dello sviluppo che si verificano nel passaggio da cellula staminale a neurone. La cosa piu' interessante e' che si sono sperimentate con successo delle terapie sia sugli animali che sulle colture cellulari. Una terapia in particolare, la IGF-1 (insulin-like growth factor-1), ha fatto regredire le anomalie delle cellule e i sintomi degli animali.
Un primo passaggio dagli studi preclinici alla sperimentazione sull'uomo e' stato compiuto mediante uno studio pilota su 9 soggetti portatori della sindrome, dai 5 ai 15 anni, mediante trial randomizzato in doppio cieco cross over con IGF – 1. (Kolevzon A, Bush L, Wang AT, Halpern D, Frank Y, Grodberg D, Rapaport R, Tavassoli T, Chaplin W, Soorya L, Buxbaum JD. A pilot controlled trial of insulin-like growth factor-1 in children with Phelan-McDermid syndrome. Mol Autism. 2014;5:54. doi: 10.1186/2040-2392-5-54)

Confrontato col placebo, IGF-1 ha dato miglioramenti statisticamente significativi nel campo del deficit della socialita' e dei comportamenti ristretti.
La significativita' statistica non e' pero' alta.

Copio dall'articolo

B) Mean change in ABC-SW score between baseline and week 12 of drug or placebo. P= 0.040; 
ABC-SW = Aberrant Behavior Checklist Social Withdrawal subscale


RBS-R Restricted Behavior score between baseline and week 12 of drug or placebo
(B) Mean change in RBS-R Restricted Behavior score between baseline and week 12 of drug or placebo. P = 0.042;


Non vi e' stata differenza tra farmaco e placebo nelle altre aree dello sviluppo
Results from the other RBS-R subscales were not statistically significant (Stereotyped Behavior: t = −0.269, P = 0.789; Self-Injurious Behavior: t = −1.896, P = 0.063; Compulsive Behavior: t = 0.888, P = 0.378; Ritualistic Behavior: t = −0.192, P = 0.848; Sameness: t = 0.005, P = 0.996).


In conclusione i risultati hanno dato qualche positivita' grazie alle quali gli autori pensano di passare a trials di maggiori dimensioni. Diciamo che sono incoraggianti, ma non entusiasmanti. 

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