Carissima, Carissimo,
mando lo stralcio finale dell'ottimo articolo dell'Avv.Nocera su Superando:
 (https://www.superando.it/2023/11/24/anche-lapposita-classe-di-concorso-per-il-sostegno-e-una-proposta-innovativa).
La nostra proposta è quindi di un apposito corso di laurea triennale in Scienze dell’Educazione, seguito da un biennio di specializzazione, che comprenda la Pedagogia Speciale e le Didattiche Speciali, per rispondere ai bisogni derivanti dalle prevalenti minorazioni, ossia tiflologia per la cecità; LIS-Lingua dei Segni Italiana per i sordi segnanti; lettura labiale e comunicazione orale per i sordi oralisti; lettura facile e CAA-Comunicazione Aumentativa Alternativa per la disabilità intellettiva; metodo ABA-Analisi Applicata del Comportamento per gli alunni con  disturbi del neurosviluppo; modalità di autonomia apprenditiva per alunni con disabilità motorie o difficoltà del linguaggio. Ovviamente, chi voglia poi passare su cattedra curricolare, avendo già la laurea in Scienze dell’Educazione, con un biennio prenderà la laurea magistrale e potrà lasciare la cattedra di sostegno.
Tutto ciò permetterebbe una seria valutazione della qualità inclusiva realizzata nelle singole scuole e nel sistema d’istruzione.
In realtà il quarto articolo del citato Decreto Legislativo 66/17 (Valutazione della qualità dell’inclusione scolastica) è stato sì attuato, ma “all’italiana”; annualmente, infatti, le scuole debbono compilare un DAV (Documento di AutoValutazione), ovvero un questionario predisposto dall’INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione), relativo appunto alla qualità realizzata per l’inclusione.
Ebbene, in esso vi sono quesiti realmente risibili del tipo «Realizzate l’inclusione nella Vostra scuola?». E chi potrebbe rispondere “No”, dal momento che ormai i nostri alunni e alunne con disabilità sono presenti ovunque? Altra domanda: «È un’inclusione di qualità?». E anche qui chi risponderebbe “no”? Queste ed altre risposte vengono poi condensate nel RAV (Rapporto di AutoValutazione) che il Ministero pubblica annualmente, secondo il quale «tutto va bene, madama la marchesa!». E invece le cose non vanno affatto bene, come ha dimostrato il professor Ianes con la ricerca illustrata al convegno di Rimini.
Se vogliamo quindi avere un rapporto serio, è necessario che vi sia pure la valutazione delle famiglie e di un soggetto terzo, come l’INVALSI o l’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa) e che le domande del DAV siano ben più analitiche: ad esempio, «La classe rispetta il tetto massimo di 20, massimo 22 alunni per classe, di cui al DPR 81/09?»; «In classe c’è un docente specializzato?»; «I docenti curricolari hanno effettuato almeno un corso di aggiornamento sulle didattiche inclusive relative all’alunno attualmente presente in classe?»; «Ci sono sufficienti ausili, sussidi e strumenti tecnologici idonei a compensare i deficit degli alunni?»; «Gli assistenti per l’autonomia e la comunicazione sono competenti per i casi da loro seguiti e quali titoli di studio posseggono?»; «C’è continuità didattica con lo stesso alunno dei docenti di sostegno. come stabilito dall’articolo 1, comma 181, lettera c, n. 2 della Legge 107/15 e dall’articolo 14 del Decreto Legislativo 66/17?»; «C’è continuità educativa per gli assistenti per l’autonomia e la comunicazione?». Su quest’ultimo aspetto segnalo l’interessantissima recente pubblicazione di Paola Di Michele, intitolata L’assistenza educativa per l’autonomia e la comunicazione degli alunni con disabilità, pubblicata da Erickson, della quale ho avuto l’onore di scrivere la prefazione [ripresa integralmente anche sulle  nostre pagine, N.d.R.].
Tornando ai DAV e ai RAB, senza quanto tutto detto, essi, almeno per l’inclusione scolastica, diventano una vera e propria “burletta!”.

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invito a firmare la petizione al Ministro contro le raccomandazioni di prescrivere antipsicotici e altri psicofarmaci ai bambini con autismo
http://chng.it/4PCKz4n6ct
Prof. Carlo Hanau
già docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari nelle Università di Modena e Reggio Emilia e di Bologna. 
Presidente di A.P.R.I. Odv ETS pagina Facebook al link      https://www.facebook.com/APRI.ONLUS/