Ma allora perchè ai convegni non si portano queste realtà invece di raccontare sempre di meravigliosi traguardi raggiunti e quando ci troviamo a casa con i nostri figli che rompono tutto perchè abbiamo detto una parola di troppo, perchè è finito il loro prodotto preferito oppure senza una causa precisa, cosa c'è ne facciamo in quel caso dei meravigliosi traguardi raggiunti? Purtroppo poi sulla base della mia esperienza pare che i comportamenti problema avvengano a qualsiasi età, quindi anche se non ci sono mai stati, possono sempre verificarsi. Insomma, anche i più fortunati non possono esimersi dal richiedere a gran voce maggiori risposte dalla comunità scientifica.

Inviato da iPhone

Il giorno 28/mar/2014, alle ore 09:29, "Cioli Agostino" <ogarosio@libero.it> ha scritto:

"ostaggi" , sono anni che uso questo concetto per sintetizzare la nostra condizione famigliare con amici, operatori ,insegnanti ecc. mi consola sapere che altri hanno questa consapevolezza, si sarebbe uno slogan che ci rende giustizia.
 
Saluti, Agostino Cioli
----- Original Message -----
From: daniela marianicerati
To: lista autismo-biologia
Sent: Thursday, March 27, 2014 9:53 PM
Subject: [autismo-biologia] 2 aprile: quale slogan?

 
La home page di  www.autismo33.it  si presenta così
Giornata mondiale dell'Autismo
 
 
Image

2 aprile 2014

Giornata Mondiale dell'Autismo

 
Cliccando su “guarda la presentazione” si puo’ vedere una sequenza di monumenti italiani e stranieri che gli scorsi anni sono stati illuminati di blu in occasione del 2 aprile.
Alternati alle foto ci sono alcuni slogan, tra cui “Autismo. Più comune di quello che pensi”
“Autismo. Impariamo a conoscerlo per non avere paura”
Non ho visto slogan che incoraggino a supportare una ricerca scientifica finalizzata a trovare cure biologiche che alleviino  i gravissimi sintomi e cambino la storia naturale dell’autismo.
E’ corretto dire “Impariamo a conoscerlo per non avere paura” o non sarebbe meglio dire “Facciamo ricerca e troviamo delle cure perché le persone colpite non facciano più paura?”
Qualche giorno fa ad un sabato di gioco educativo una bimba di cinque anni, dopo avere giocato bene per qualche ora, improvvisamente ha cominciato a sbattere violentemente la testa contro il muro; una ragazzina di 12 anni improvvisamente si è tolta tutti gli abiti e ha preso a calci e graffi la sua educatrice.
In entrambi i casi gli educatori hanno fatto del loro meglio per affrontare la spaventosa situazione, ma hanno avuto tanta paura. Si tratta di bambine seguite dai servizi sanitari e scolastici, con piani educativi personalizzati. Non si possono accusare i loro terapeuti, ma si deve puntare il dito sullo stato attuale della medicina, impotente di fronte a sintomi così gravi. Io proporrei degli slogan che puntassero prima di tutto ad implementare una ricerca applicata, che in questo caso non sarebbe un optional, ma una vera urgenza.
La mamma di un bambino che ha dei comportamenti aggressivi ha proposto lo slogan seguente “non ci sono soggetti autistici,  bensi' famiglie autistiche, perche' l'autismo stravolge la vita famigliare e spesso si e' tutti in ostaggio di questa malattia”


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