Buongiorno a
tutti,
segnalo alla
vostra attenzione un articolo riguardante una ricerca sul trapianto di
microbiota, e uno sulla relazione tra microbiota e disturbi del neurosviluppo,
riportando due riflessioni che testimoniano l’interesse della ricerca italiana
rivolta verso i fattori di fragilità che portano alla
perturbazione del neurosviluppo (Panisi e
Panisi-Bertelli).
I sintomi dell’autismo sono diminuiti di quasi il 50%
due anni dopo il trapianto fecale:
Disturbi del neurosviluppo: studio conferma correlazione con
microbiota intestinale:
Cristina
Panisi:
“Prevalenza e
gravità delle manifestazioni gastrointestinali nelle persone autistiche sono
ampiamente documentate dalla letteratura. Allego una metanalisi pubblicata su
una delle più importanti riviste pediatriche https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24777214?fbclid=IwAR1qoHXzpd2QYZBWUy9B3Zb0TrnT5bX_8uNkxHGNLhQyzMhH1PcLNBa6NCk
La questione intestinale non è atto di fede, bensì materia di
studio. Il fatto di non considerarla costituisce una negligenza medica.
Accanto alla conoscenza della letteratura, la valutazione delle
manifestazioni internistiche nell'autismo richiede una notevole esperienza,
occorre aver visto numerose persone, tutte assai diverse tra loro, esattamente
come siamo abituati a considerare la variabilità sul piano del comportamento. La
semeiotica (cioè i segni clinici) è assai diversa rispetto alla popolazione
generale, soprattutto nelle persone con forme gravi e non verbali. In altre
parole - e in modo un po' semplicistico - un mal di pancia raramente viene
comunicato toccandosi la pancia, ma molto spesso percuotendosi e procurandosi un
altro dolore che "distolga" dal primo. Circa lo studio riguardante il trapianto
fecale, oltre alla scala per la valutazione dei sintomi gastrointestinali
(Gastrointestinal Symptom Rating Scale (GSRS) , anche le scale per valutare le
modifiche del comportamento mi sembrano adeguate (CARS, ABC, SRS, Vineland ...).
E’ evidente che lo
studio richiederà di essere replicato e il dato dovrà trovare ulteriori conferme
prima di poter diventare evidenza scientifica. Resta il fatto che offre
importanti spunti a chi di noi si occupa da anni di questi temi. Molto
interessante il fatto che il risultato positivo sia mantenuto a distanza di 2
anni e che la biodiversità del microbiota aumenti nel tempo. Speriamo che lo
studio venga presto replicato, per capire se i dati troveranno conferma.
Per quanto riguarda
gli orientamenti della ricerca italiana, molto di ciò che potremo fare dipenderà
dalla lungimiranza delle istituzioni, sulla base delle argomentazioni che
decideranno di
ascoltare”
Buon Primo
Maggio a tutti.
Antonella
Foglia
ANGSA
Marche
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