n. 1766
Spettro autistico:
individuata una specifica forma di autismo
Il Font del 29/08/2022
Lo spettro autistico è caratterizzato da una forte eterogeneità, con sintomi e disfunzioni a livello neurologico di diversa gravità e impatto.
I ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dell’Università di Pisa, hanno individuato una forma di autismo causata da una specifica alterazione neuronale: la presenza di un eccessivo numero di sinapsi nella corteccia cerebrale. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Communications, potrà guidare lo sviluppo di futuri trattamenti farmacologici mirati a ripristinare queste alterazioni.
Spettro autistico: la scoperta
In questa immagine la porzione di un neurone in cui si
possono
osservare le sinapsi evidenziate da una fluorescenza verde e
la
corrispondente ricostruzione tridimensionale ha permesso ai
ricercatori
di quantificare il numero di sinapsi nelle aree con
iperattività
neuronale.
I ricercatori hanno individuato una disfunzione che riguarda
i neuroni di un’area cerebrale deputata alla comunicazione,
i quali presentano un eccessivo numero di sinapsi, ovvero
quelle microscopiche protuberanze che servono per inviare e
ricevere segnali tra neuroni.
L’osservazione di modelli animali tramite risonanza
magnetica ha mostrato che questa alterazione è associata a
un malfunzionamento del meccanismo molecolare della proteina
mTOR, responsabile della regolazione e produzione di
sinapsi, e potenziale target per trattamenti farmacologici.
A conferma del ruolo chiave di questa proteina, i
ricercatori hanno dimostrato che quando la sua attività
viene inibita farmacologicamente, il numero di sinapsi
ritorna a livelli fisiologici, ristabilendo completamente la
corretta funzionalità dei circuiti coinvolti. “Questo lavoro
si inserisce negli studi sul cervello e le malattie del
neurosviluppo e rappresenta una tessera importante per
decodificare il mosaico rappresentato dall’autismo, che è
appunto un insieme eterogeneo di disturbi e cause”, dice
Alessandro Gozzi, Coordinatore del Centro di Neuroscienze e
Sistemi Cognitivi (CNCS) di IIT a Rovereto.
“La sfida è identificare tutti i tasselli del mosaico
mancanti, così da permettere la futura messa appunto di
terapie di precisione mirate a specifici sottotipi di
autismo”.
Un passo avanti per nuove terapie e farmaci
sperimentali
A partire da questi risultati i ricercatori sono riusciti a
fare un ulteriore passo avanti e identificare fra chi è
affetto da disturbi dello spettro autistico e coloro che
hanno questa specifica forma. A questo scopo, i ricercatori
hanno confrontato i loro dati con quelli provenienti da
banche dati di risonanza magnetica cerebrale di persone con
autismo.
Attraverso l’uso di sistemi di intelligenza artificiale, il
confronto ha evidenziato in un sottogruppo di pazienti
disfunzioni di connettività cerebrale simili a quelle
riscontrate nei modelli murini e contemporaneamente analisi
genetiche hanno rivelato una anomalia della proteina mTOR.
“Con questo studio” - dice il professore Massimo Pasqualetti
dell’Università di Pisa - “Si dimostra ancora una volta
quanto sia fondamentale affiancare alla ricerca clinica
modelli avanzati per lo studio del funzionamento del nostro
cervello.
Questo, sia per capire quali alterazioni molecolari e
cellulari possono essere all’origine della patologia, che
per testare su questi stessi modelli farmaci sperimentali o
interventi terapeutici che potrebbero ridimensionare se non
addirittura eliminare le alterazioni cellulari osservate
nella condizione patologica”.
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