Carolalei ha scritto
“Qualche anno fa sul settimanale Oggi era uscito un articolo su un bambino "guarito" (o forse meglio dire "recuperato")”
 
Se era un bambino di età inferiore a tre anni, lo sviluppo nei primi anni di vita è un campo di ricerca  sul quale si conosce molto poco.
Gli studi prospettici sui fratelli minori di bambini con diagnosi di autismo stanno evidenziando dati del tutto nuovi. In particolare risulta che bambini seguiti dall’età di 4 mesi hanno presentato ritardi significativi  che si sono risolti spontaneamente, senza nessun trattamento, entro i 54 mesi.
Sally Rogers (What are Infant Siblings Teaching Us About Autism in Infancy?, Autism Research 1: 1–13, 2009) cita una ricerca di Gamliel et al. [2007] fatta su bambini ad alto rischio (con fratelli affetti) seguiti dall’età di 4 mesi, che a 14, 24 e 36 mesi presentavano significativi ritardi nella comunicazione e nella cognizione, ma che a 54 mesi avevano recuperato totalmente dopo una traiettoria di sviluppo fatta di accelerazioni e decelerazioni. La Rogers si pone molti interrogativi, che non sono domande retoriche, ma domande a cui solo un ampliamento di queste ricerche potrà dare risposte “. If delays resolve by 54 months in some untreated high-risk children who did not have ASD, what do the delays mean? If they resolve, should we be routinely recommending treatment when delays are found in such infants? And, if so, what level of severity should be the deciding point for diagnosis and/or referral? Does this apparent plasticity in the non-ASD high-risk sibs speak to the level of plasticity in infants who develop ASD? Will treatment be more effective if begun earlier? The recovery seen in that small group of high-risk infants with delays but without ASD is one of the most provocative findings thus far in the infant
sibling studies”