Gentilissima onorevole Binetti, la Comunità
scientifica ha aspettato 67 anni, dal 1943, cioè da quando Leo Kanner ha
descritto l'autismo, che i cultori dell'approccio psicodinamico cominciassero ad
usare metodiche scientifiche per provare che l'intervento psicodinamico produce
risultati positivi, abilitando bimbi autistici, senza riuscire a leggere niente
di serio, cioè di scientificamente provato, in proposito (ad eccezione dei
risultati i Bruno Bettelheim, dimostrati falsi da Pollack (Rapporto
Pollack, reperibile in Internet); La Tustin, dopo una vita che faceva
psicoterapia alla madre e al bambino separatamente, nell'84 ha pubblicato
un atto di riconoscimento dell'errore applicando l'approccio psicodinamico
all'autismo (colpevolizzazione della madre in quanto empaticamente fredda nei
riguardi del figlio) ("The perpetuation of an error" - e ancora "Autistic
children who are assessed as not brain damaged" The Journal of child
Psychotherapy).
Senza dubbio è costituzionale scegliere la terapia
da parte del cittadino, purché sia stato messo in condizioni di poterlo fare con
cognizione di causa: dopo che un pretore ordinò una ricerca apposita per la cura
Di Bella contro i linfomi, i cui risultati furono totalmente negativi, nessuno
si sognerebbe di includere ancora la cura Di Bella tra le possibili
opzioni per curare un linfoma: La Linea Guida 21 dell'Istituto Superiore della
Sanità ha funzionato come quel gruppo di ricerca che sanzionò l'inutilità della
cura stessa: sulla base dei risultati scientificamente provati ha fatto
chiarezza tra metodi che possono essere utili (ma che necessitano di ulteriori
studi e di confronto con l'ABA in quanto unico approccio validato dalla Comunità
Scientifica Internazionale) e quelli di provata inefficacia o addirittura
da non tentare nemmeno: questo significa appunto uscire dallo stato di
indeterminatezza esistente fino al gennaio us. ed ora non più.
D'altra parte i cultori dell'approccio
psicodinamico possono provare il contrario e io sarò ben lieto di leggere
i loro risultati, non appena riescano ad ottenerli.
Va detto anche, addirittura con Leonardo, che
ragionare sulla base del principio di autorità è fuorviante quando si
tratta di campi in cui non si può fare a meno del principio di
competenza.
Distinti saluti
Giovanni Del Poggetto, ----- Original
Message -----
Sent: Monday, March 26, 2012 9:25
AM
Subject: R: [autismo-biologia] trafiletto
di Roberto Satolli su l'Espresso
Credo che sia giusta e necessaria una precisazione, tanto semplice quanto
trascurata:
la "battaglia" che stiamo facendo in parlamento per una revisione delle
linee guida è del tutto coerente con quanto affermato dalla SINPIA
nel 2005, quando suggerisce la possibilità di lasciar coesistere i due
approcci. Quello cognitivo comportamentale
e quello psicodinamico,
senza ideologizzare nè
l'uno nè
l'altro... E'
una operazione per altro coerente con il principio di libera
scelta del paziente rispetto alle cure, tanto più nel contesto
di attuale indeterminatezza.
L'enfasi aggressiva non è ne scientifica nè
coerente con
l'art. 32 della ns
Costituzione.
Cordialmente
Paola Binetti
Da:
autismo-biologia-bounces@autismo33.it [autismo-biologia-bounces@autismo33.it]
per conto di daniela marianicerati [marianicerati@yahoo.it]
Inviato:
domenica 25 marzo 2012 22.34
A: lista
autismo-biologia
Oggetto: [autismo-biologia] trafiletto di Roberto
Satolli su l'Espresso
Copio dall’Espresso di oggi il trafiletto che segue
Non illudete i
genitori
di Roberto Satolli
Stranamente in uno
stesso giorno di gennaio i giornali francesi e italiani hanno parlato di
autismo, un problema sempre dimenticato. A Lille la regista Sophie Robert è
stata condannata a ritirare da tutta la Francia un documentario nel quale
denuncia il persistere di vecchi approcci psicanalitici ormai screditati, che
fanno solo danno. A Roma sono state presentate le Linee guida preparate
dall'Istituto superiore di sanità, con una scia di polemiche cui ha dato voce
l'onorevole Paola Binetti, centrate sull'accusa di aver fatto un documento
"troppo scientifico" sui trattamenti. Questo perché le linee guida non
raccomandano, o decisamente sconsigliano, diverse pratiche più o meno bizzarre
con cui i genitori vengono illusi, ma che non hanno alcuna prova a
favore.
La coincidenza è impressionante, non solo perché segnala una comune
arretratezza culturale dei due Paesi. Colpisce soprattutto lo sconfinamento,
in un caso della giustizia con un'anacronistica censura, nell'altro della
politica (una conferenza stampa in Parlamento) su temi che dovrebbero essere
riservati alla scienza.
Non tutto il male viene per nuocere, però. La
censura sta facendo al film una pubblicità su Internet che non avrebbe mai
avuto. E la polemica "politica" sta facendo conoscere le Linee guida ben fuori
dal giro degli addetti, alle 75 mila famiglie con figli autistici. Nei forum e
nelle discussioni sul Web si percepisce il sollievo che il documento produce:
finalmente qualcuno si è preso la responsabilità di dirci che cosa serve
davvero e cosa no.
La linee guida 21 è in rete al link
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