Gentili iscritti,
cogliendo lo spunto dell'articolo proposto da Claudia Nicchiniello, sottolineo la raccomandazione di una scrupolosa esclusione di disturbi di natura organica, prima di concentrare l'attenzione sugli aspetti educativi.
Tra i più comuni, disturbi del cavo orale, difficoltà respiratorie (dunque apnee notturne), disturbi gastrointestinali. Tra questi, ampiamente sottostimato è il reflusso gastroesofageo, spesso di difficile diagnosi soprattutto nelle persone con disabilità intellettiva e maggiori difficoltà di comunicazione.
In caso di rifiuto di mettersi sdraiati o di posizione seduta durante i risvegli, il reflussogastroesofageo va sempre ipotizzato e ricercato con modalità che tengano conto delle peculiarità di presentazione dei sintomi nella persona autistica.
un cordiale saluto
Cristina Panisi