via Whole-Exome and Whole-Genome Sequencing. Biochem Genet (2025).
ZCCHC17, e SPTBN5) in famiglie iraniane.
strategies and early diagnosis.
Il 2025-04-05 11:43 daniela via autismo-biologia ha scritto:
> Il 2 aprile ci sono stati molti eventi che hanno trattato vari aspetti
> dell’autismo. Credo che sia stato molto importante che uno di questi
> eventi abbia avuto come sede il Ministero della Salute e che vi
> abbiano partecipato rappresentanti dei tanti ministeri che dovrebbero
> essere interessati all’autismo, a partire dal Ministero
> dell’Università e della Ricerca fino alla Presidenza del Consiglio dei
> Ministri.
>
>
https://www.youtube.com/watch?v=3aVhtia97dI&t=9147s>
> Dopo i SALUTI ISTITUZIONALI e la lettura del MANIFESTO AUTISMO: ATTI,
> PROPOSTE CONDIVISE ED AZIONI ATTESE, Evan Eichler, professore
> all’Università di Washington, ha tenuto una lectio magistralis sul
> tema “Comprendere la genetica dell’autismo”
> La conoscenza della genetica dell’autismo è andata di pari passo con
> l’evoluzione delle tecniche di esplorazione genetica.
> Il microarray ha permesso di evidenziare piccole duplicazioni o
> delezioni di segmenti di DNA e di iniziare a suddividere la grande
> massa degli autismi, definiti soltanto in base ai sintomi, in
> sottogruppi omogenei dal punto di vista genetico. Con questa tecnica
> sono stati identificati diversi sottogruppi tra i quali uno con una
> delezione nel cromosoma 17 e un altro con delezione nel cromosoma 15
> L’avvento, nel 2010, di una nuova tecnologia, il sequenziamento
> dell’esoma, ossia la parte di genoma che codifica per la sintesi di
> proteine, che costituisce l’1% del genoma, ha permesso di scoprire
> molte mutazioni de novo, presenti cioè nel bambini affetti e non nei
> genitori né nei fratelli. Le mutazioni sono tante, ma si possono
> suddividere in base alle reti neurali (pathways) nelle quali sono
> coinvolte. Questa suddivisione potrebbe essere la premessa per
> l’individuazione di target sui quali agire per future terapie mirate.
> Grazie a questa tecnologia è stato individuato, tra gli altri, un
> sottogruppo con mutazione del gene DYRK1A, situato sul cromosoma 21,
> caratterizzato da mutazioni tutte de novo e tutte patogenetiche, con
> disabilità intellettiva e microcefalia nel 100%, epilessia ad esordio
> tardivo nell’89%, ansia nel 95%, autismo e grave compromissione del
> linguaggio nell’83%, atipie facciali.
> Anche le mutazioni del gene ADNP sono risultate tutte de novo e tutte
> patogenetiche, caratterizzate da disabilità intellettiva, autismo con
> mancanza quasi completa del linguaggio, anomalie facciali ed eruzione
> completa dei denti entro l’anno di vita.
> Le mutazioni del gene CHD8 , anch’esse tutte de novo, sono
> caratterizzate, nell’80% dei casi, da macrocefalia, con aumento del
> numero di neuroni nel cervello.
>
> Vediamo pertanto come fenotipi simili abbiano basi patogenetiche
> diverse, talora opposte: microcefalia in un sottogruppo; macrocefalia
> in un altro sottogruppo.
> Il relatore ha fatto notare quanto sia irrazionale fare
> sperimentazioni con una stessa terapia su popolazioni tanto
> eterogenee, come si è fatto sino ad ora, e auspica che in futuro le
> sperimentazioni volte a testare l’efficacia di nuove terapie si
> facciano su sottogruppi omogenei dal punto di vista molecolare.
>
> Allo stato attuale delle conoscenze il 25% circa dei casi di autismo
> puo’ essere spiegato da larghi CNV ( copy number variations) e
> mutazioni patogenetiche de novo.
> Negli ultimi 5 anni il gruppo diretto da Echler compie la ricerca di
> geni mutati non soltanto sull’esoma, ovvero la porzione codificante
> del genoma, ma su tutto il genoma. Questo nei casi non risolti
> mediante le tecniche sopra ricordate (microarray ed esoma).
> Echler non ritiene realistica una eventuale terapia genica, mentre
> ritiene possibile una terapia che agisca a valle dei geni: sulle
> proteine da essi codificate e sulle reti neurali nelle quali le
> proteine sono coinvolte.
>
> Echler auspica che a questi progressi nella conoscenza facciano
> seguito al più presto progressi nella terapia, che deve essere
> preceduta da sperimentazioni su gruppi omogenei e non più sul mare
> magnum degli autismi, accomunati da sintomi causati da condizioni
> biologiche a volte antitetiche, come nel caso della microcefalia nella
> mutazione di DYRK1A e della macrocefalia nella mutazione di CHD8
>
> Daniela Mariani Cerati
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