Cara Daniela,
Ti ringrazio molto per il commento, con il
quale concordo pienamente. Continuare a vedere le terapia farmacologiche e le
terapie riabilitative come contrapposte è assolutamente fuorviante: non sono
entità contrapposte, bensì alleati terapeutici a condizione che ambedue siano basate
sull’evidenza. E proprio andando nella direzione da te auspicata, ho il
piacere di informare tutti gli amici della mailing list che abbiamo aperto da
alcuni giorni il sito WWW.Pharmautisme.IT.
Si tratta della versione italiana del sito PharmautismeTR, creato alcuni anni
fa dal collega Joaquin Fuentes dell’Università Gautena di San Sebastian
che molti di voi conoscono. Questo sito fornisce informazioni relative ai
farmaci più frequentemente prescritti o potenzialmente utili nell’ambito
dei DPS. Abbiamo curato la traduzione con il massimo impegno, cercando anche di
integrarla con aggiunte relative a leggi e regolamentazioni vigenti in Italia. Non
riteniamo certamente che si tratti di un punto di arrivo, bensì di un punto di
partenza. Penso che riusciremo ad arricchire il sito con un maggior numero di
schede, anche sulla base delle segnalazioni che riceveremo dagli utenti nonché dalla
disponibilità dei curatori del sito spagnolo, che è comunque ampia.
Approfitto per augurare a tutti un Buon
Natale ed un ottimo 2012!
Cordiali Saluti,
Antonio Persico
Da:
autismo-biologia-bounces@autismo33.it [mailto:autismo-biologia-bounces@autismo33.it]
Per conto di daniela marianicerati
Inviato: sabato 17 dicembre 2011
10.10
A:
Oggetto: Re: [autismo-biologia] I:
MINORI. LIMITARE TERAPIE FARMACOLOGICHE E SPROPORZIONATA SEGNALAZIONE DSA
Da: Persico Antonio
<A.Persico@unicampus.it>
A: '
Inviato: Venerdì 16 Dicembre 2011
12:00
Oggetto: [autismo-biologia] I:
MINORI. LIMITARE TERAPIE FARMACOLOGICHE E SPROPORZIONATA SEGNALAZIONE DSA
Ma soprattutto mi viene una grande tristezza a pensare quanto è
difficile in Italia somministrare terapie farmacologiche che i nostri colleghi
spagnoli (lasciamo stare gli USA e l'Inghilterra) non hanno alcun problema a
somministrare, a fronte di risposte terapeutiche oggettive più che
soddisfacenti, a condizione che la diagnosi sia corretta, il farmaco sia mirato
in base a sintomo e gravità, ed il trattamento farmacologico sia integrato con
un opportuno trattamento riabilitativo.
Non mi pare che in Italia
esista un problema di abuso di psicofarmaci in età pediatrica,
Nella grande
maggioranza dei casi c’è una mancata prescrizione di farmaci anche in
condizioni
gravissime, là dove gli approcci riabilitativi, anche quelli più corretti, sono inefficaci o
insufficienti.Un amico psichiatra adulti mi diceva che alcuni genitori di nascosto andavano da lui, che
operava in un poliambulatorio pubblico, dopo essere stati dal Neuropsichiatra infantile che,
pure in presenza di sintomi gravissimi di agitazione, aggressività e distruttività, non
prescriveva nessun farmaco. Lo supplicavano di aiutare la famiglia disperata calmando un po’
il bambino. E, senza fare miracoli, una prescrizione prudente e mirata aiutava. Un’amica NPI, invece, mi diceva: “Io non ho dimestichezza con gli psicofarmaci per cui,
quando ne vedo la necessità, affido il minore ad un collega psichiatra di adulti, sempre lo
stesso, in modo che si faccia un’esperienza continuativa su questi particolari bambini”Questo mi sembra un comportamento corretto.Resta lo sgomento per la mancanza di farmaci efficaci sul nucleo di sintomi propri dell’autismo
e per la risposte imprevedibili ai farmaci prescritti per la comorbilità psichiatrica.Il manicheismo, la demonizzazione del farmaco non aiuta chi è nel bisogno e crea un clima
culturale sfavorevole alla ricerca di nuovi farmaci e/o alla sperimentazione di farmaci vecchi
per nuove indicazioni, cosa di cui c’è un bisogno disperato.