Credo sia utile leggere questo articolo sulla grande varietà dei casi all'interno dello Spettro autistico che il DSM 5 degli americani ha voluto assemblare sotto un'unica denominazione
Se le classificazioni hanno un senso, quello di rendere possibile la previsione dell'effetto di un intervento, come ad esempio un farmaco, sulla base dell'osservazione scientifica delle esperienze fatte in precedenza da persone con simili problematiche (EBM, medicina basata sull'evidenza delle prove), allora si comprende bene perchè tanti esperti di autismi, come anche Baron Cohen, ritengono oggi che si debbano rifare le distinzioni.
Persino la genetica può accomunare persone con sintomatologia molto differente, data la variabilità individuale, ma può essere comunque una base molto più produttiva di conoscenze che pongano le basi per terapie innovative. Peccato che non sia molto praticata nel nostro Paese per i bambini con autismo la ricerca di cause genetiche che i laboratori mettono a disposizione a costi modesti, con la scusa che "tanto non ci sono farmaci". Ma se non si trovano gruppi importanti di casi omogenei, e qui si trovano soltanto condizioni rare e ultrarare, difficilmente la ricerca potrà raggiungere i suoi obiettivi.
Personalmente ritengo che, restando nell'ambito dell'osservazione sintomatica, sia ancora preferibile la classificazione sulla base dell'ICD10 CM, dell'OMS, senza applicare quella ICD 11 che per fortuna ancora non è stata tradotta ufficialmente. La classificazione sulla base dell'ICD10 CM, dell'OMS, consentirebbe di costruire serie storiche più affidabili e fornirebbe una migliore osservazione dei cambiamenti del fenomeno, come il grande aumento dei casi che non si sa quanto sia dovuto ai nuovi criteri diagnostici.