UN MODELLO DI
SERVIZI PER L’AUTISMO
Ritengo sia interessante testimoniarvi di un lavoro in
progress che riguarda i regolamenti di accreditamento per
l’autismo della Regione Calabria. Devo essere grato al Dr M. Rocca che ha
condiviso la proposta di pensare a modelli di servizi non più stereotipati sui
moduli ambulatoriali; diurni e residenziali come pezzi autonomi classificati per
fascia di età.
Stiamo elaborando un modello di servizio polifunzionale che
si prende carico delle persone con autismo indipendentemente dalla fascia di
età e dal suo stato di gravità o comorbidità .Si
tratta di un Centro attrezzato e specializzato con figure professionali di alto livello di esperienza e competenza che può
rispondere a qualsiasi tipo di bisogno assistenziale e sanitario al fine di
mantenere una presa in carico centralizzata che garantisce la continuità di
assistenza , cura e supervisione . Sarà perciò composto di moduli diurni, residenziali
e case alloggio all’interno della stessa
organizzazione.
Per ogni persona sarà elaborato un progetto di vita vero che presuppone un
luogo, in famiglia o lontano dalla famiglia, dove essere vissuto.
Ogni persona ha diritto ad essere inserito in una attività lavorativa più o meno protetta
Ma ogni persona potrà anche avere bisogno per tutta la sua
vita di assistenza medica o farmacologica
ed educativa
Perciò sono previste dei centri polifunzionali diurni e
residenziali e case alloggio per attività murarie ed
extra murarie ed inserimenti lavorativi.
Quando una persona sarà sufficientemente autonoma lascerà , per es. , il modulo residenziale per andare a vivere in una casa alloggio da
dove uscire per recarsi al lavoro oppure per fare la spesa oppure per una
passeggiata o una cena fuori ecc.
Quando quella persona abbandona la struttura residenziale
per la casa alloggio lascia il suo posto letto per l’inserimento
di altro soggetto esterno per ricominciare il processo educativo ed abilitativo e sperimentare nel tempo che altri lasceranno
la struttura per innescare così un processo virtuoso di ricambio ed
emancipazione.
Sicuramente non si potrà pensare al definitivo ritorno in famiglia ma è la migliore organizzazione possibile che
conosco e che si può realizzare con le
norme sanitarie che ci governano.
Abbiamo già fatto un pezzo di strada di questo progetto che speriamo
ci sarà consentito di completare.
Sarà mia cura fare circolare il Decreto di
Accreditamento ufficiale che mi auguro mantenga queste premesse.
Credo che sfruttare queste esperienze serve nella
costruzione di un modello di accoglienza per mettere a frutto i mille convegni
e dibattiti scientifici che conosciamo e che altrimenti si connotano per autoreferenziali e senza una concreta prospettiva.
Giovanni marino