E’ giunta in redazione una lettera che chiede delucidazioni in merito all’uso dei farmaci per la disattenzione con iperattività associata all’autismo.
Si tratta del metilfenidato e dell’atomoxetina, che vengono presi in considerazione anche dalla linea guida dell’Istituto Superiore di Sanità emessa nell’ottobre 2011
http://www.snlg-iss.it/cms/files/LG_autismo_def.pdf
La raccomandazione per il metilfenidato è la seguente
Il metilfenidato può essere preso in considerazione per il trattamento dell’iperattività in bambini o adolescenti fino ai 14 anni con disturbi dello spettro autistico; il trattamento deve essere prescritto da un centro specialistico e deve essere dedicata una particolare attenzione all’accertamento diagnostico.
Prima di una somministrazione protratta, la tollerabilità del metilfenidato nei bambini dovrebbe essere verificata attraverso una dose test.
Gli effetti collaterali dovrebbero essere attentamente monitorati.

Non si osservano differenze di efficacia tra l’atomoxetina e il placebo per quanto
riguarda i sintomi del versante disattenzione misurati dai genitori secondo i criteri del
DSM IV, le performance cognitive e i comportamenti ripetitivi.
Si segnala che il tasso di risposta all’atomoxetina ottenuto nei soggetti con disturbi
dello spettro autistico e sintomi simil-ADHD è inferiore a quello ottenuto nei soggetti
con ADHD e normale sviluppo.
Gli autori conducono anche un’analisi dei risultati confrontando i due gruppi al
termine della prima fase di trattamento, prima del crossover: l’efficacia dell’atomoxetina
sul placebo rimane confermata solo sui sintomi del versante iperattività/impulsività
misurati dai genitori secondo i criteri del DSM IV (d: 1,15; p=0,036).
 
Di questo argomento si è parlato il 19 dicembre 2009 con Benedetto Vitiello, Responsabile della Neuropsichiatria infantile dell’NIH, ad un convegno a Ferrara. Di questa conversazione riporto quanto segue.
L’efficacia del metilfenidato nell’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è molto alta nei bambini dai sei ai dodici anni che hanno solo ADHD senza autismo.
Nei bambini di età inferiore e nei bambini con autismo associato l’efficacia è molto inferiore, non superiore al 50% dei casi.
Quando però il farmaco è efficace, lo è davvero e molto e in modo tale da migliorare significativamente la qualità di vita del bambino e di chi gli sta intorno.
A differenza di altri farmaci nei quali l’eventuale efficacia e tossicità si vedono nel tempo e gli effetti collaterali compaiono in modo insidioso per cui è difficile identificarli come tali, per il metilfenidato è possibile, come ben sottolinea l’ISS, una dose test grazie alla quale si vede subito se il farmaco è utile o dannoso.
 
Come dice la linea guida, nel caso la dose test dia un risultato utile, è imperativo che il bambino sia seguito da medici esperti per i possibili effetti collaterali che possono comparire nel tempo.