La resistenza dei sintomi Core (vedi ripetitività) agli attuali interventi educativi dovrebbe invece essere studiata più a fondo, per tracciare il più rapidamente possibile i limiti certi e nuove strade di ricerca degli interventi stessi.
Ammettere, capire, informare che allo stato attuale non esista un package educativo interamente “targettato” ed interamente e durevolmente efficace sull’autismo credo sia un importante assolvimento etico e possa risvegliare l’ interesse per la ricerca educativa, appunto, e per la ricerca biologica (sperando che si incontrino prima o poi, perché stiamo cercando di educare un cervello danneggiato).
19 agosto
Molti
articoli che danno il resoconto di sperimentazioni analoghe evidenziano solo i lati
positivi, anche se, dopo essere partiti da un campione di bambini con autismo,
come risultati elencano i miglioramenti soprattutto
in ambito cognitivo, sorvolando sui sintomi core dell’autismo. Fa lodevolmente
eccezione Remington e colleghi, che, dopo avere elencato i miglioramenti del
gruppo trattato con l’intervento oggetto della sperimentazione, evidenzia anche
i limiti, ovvero gli scarsi miglioramenti nei comportamenti problema e nei
sintomi propri dell’autismo.
Dal lavoro
pubblicato integralmente in rete
copio quanto segue
Groups did not
differ on assessments at baseline but after 2 years, robust differences
favoring intensive behavioral intervention were observed on measures of
intelligence, language, daily living skills, positive social behavior,
children in
the intervention group differentially
showed
robust improvements in parental ratings
of positive
social behaviors, but there was no ev-
idence of a
similar change in parents’ reports of
children’s
behavior problems or ratings of their
autistic behaviors.
Se non si
evidenziano i limiti dell’abilitazione, anche di quella ottimale, pare che già
ora si possa risolvere il problema e che non ci sia bisogno di fare ricerca
scientifica per affiancare ad una educazione ottimale anche terapie biologiche innovative.