Un
collega mi ha segnalato l'articolo
col
seguente commento
“Penso
che la problematica sia più complessa. Molto spesso la doppia
diagnosi o la presenza di sintomi psicotici/psichiatrici in realtà
non viene codificata, perché ritenuta più o meno erroneamente parte
della diagnosi.”
E'
importante che questo grave problema emerga in tutta la sua gravita'
e che gli psicofarmaci vengano dati a ragion veduta ai disabili
intellettivi quando necessari e per i tempi dovuti; non vita natural
durante senza monitoraggio e non in sostituzione, ma a complemento di
un programma abilitativo supervisionato e costantemente aggiornato da
esperti qualificati e specificamente dedicati.
Mi
ha fatto molto piacere leggere nel manifesto che annuncia un incontro
sul tema “ FARMACI
E COMPORTAMENTI DIROMPENTI IN BAMBINI E ADULTI CON AUTISMO E/O
DISABILITA’ MENTALE” che
la psichiatra del DSM AUSL di Bologna Rita Sarro ha la qualifica di
Alta Specializzazione sui Comportamenti Problema nella Disabilità
Intellettiva.
Sapevo
che si era avvicinata con entusiasmo e competenza a questo campo
inesplorato, ma non sapevo che avesse un incarico ufficiale
nell'AUSL.
Questo
e' di buon auspicio. Il primo passo per risolvere i problemi e' farli
emergere e non lasciarli covare sotto la cenere.
21 novembre 2015
Il 6 novembre scorso Rita Di Sarro ha tenuto una relazione sulla comorblita' psichiatrica nella disabilita' intellettiva e nell'autismo in eta' adulta. Ha espresso molto bene quanto sia difficile muoversi in un campo nel quale il paziente non sa esprimere la sua soggettivita' e sintomi come aggressivita' e irritabilita' possono essere espressione di patologie psichiatriche opposte che necessitano di cure totalmente diverse. La difficolta' non deve pero' essere un motivo per eludere il problema o per fare dei miscugli irrazionali di farmaci. Alla mancanza di protocolli si deve ovviare nel presente con l'esperienza e con un intenso monitoraggio e nel futuro con la creazione di protocolli ad hoc.