E' vero che la diagnosi arriva più precocemente come scrive la presidente Benedetta Demartis, rispetto al rapporto epidemiologico delle Dott.se Facchin e Manea ma di solito il trattamento non è immediato e ci sono liste di attesa per accedere ai servizi anche di un anno. Venti anni fa solo dopo i sei anni definivano la diagnosi di autismo.
Diagnosi su disturbi così impegnativi richiedono la formazione della famiglia e una abilitazione immediata del bambino con obiettivi concreti. Proprio perché la plasticità del bambino permette maggiori successi nel trattamento. Inoltre si permette alla famiglia un coinvolgimento importante e una fiducia di cui ha bisogno. Purtroppo il sentimento di impotenza di questi disturbi che colpiscono l'area sociale pervade i genitori.
Proprio per questo Angsa Veneto in questo periodo di pandemia ha strutturato un progetto con il finanziamento del Ministero del Lavoro e della Regione Veneto che da un supporto immediato alle famiglie che hanno ricevuto una diagnosi ma sono in lista di attesa per accedere ai servizi. Il progetto ha coinvolto tre ULSS area di Vicenza, Verona e Padova. Inizialmente il progetto prevedeva lavoro in piccoli gruppi per formazione, obiettivi e insegnamento di strategie educative, successivamente a causa della pandemia molta della formazione si è fatta on line con le famiglie con lo scambio di video per mostrare come si erano applicate le indicazioni dei formatori.
L'obiettivo sarebbe avviare un protocollo di intervento con la Regione per dare da subito alle famiglie degli strumenti per affrontare il percorso abilitativo del bambino
Sonia Zen