E’ stato pubblicato un nuovo studio sui gemelli,
condizione che si presta a discriminare il contributo dei fattori genetici da
quelli ambientali.
Lo ha letto per noi Elena Maestrini, docente di
genetica all’Università di Bologna, autrice di studi sulla genetica dell’autismo
pubblicati su prestigiose riviste internazionali
Heritability of Autism
Spectrum Disorder in a UK Population-Based Twin Sample.
Colvert E, Tick B, McEwen F, Stewart C, Curran SR, Woodhouse E,
Gillan N, Hallett V, Lietz S, Garnett T, Ronald A, Plomin R, Rijsdijk F, Happé
F, Bolton P.
JAMA Psychiatry. 2015 Mar
4. doi: 10.1001/jamapsychiatry.2014.3028. [Epub ahead of print]
Gli autori hanno studiato il contributo dei
fattori genetici e ambientali nello sviluppo dei disturbi dello spettro
autistico (ASD) utilizzando i dati provenienti da uno studio precedente in cui
sono stati inclusi tutti i gemelli monozigotici e dizigotici nati in
Inghilterra e in Galles negli anni dal 1994 al 1996.
Le coppie di gemelli analizzate nello studio di
Colvert et al. sono state sottoposte a due tipi di test differenti per i disturbi
dello spettro autistico: test categoriali e test dimensionali. I test
categoriali utilizzati per la diagnosi di ASD (DAWBA, ADI-R e ADOS, e diagnosi
clinica usando tutte le informazioni disponibili) permettono di suddividere la
popolazione in esame in tre categorie: soggetti non affetti, soggetti con
tratti autistici e soggetti con ASD; mentre il test dimensionale impiegato
nello studio (CAST) non suddivide la popolazione in categorie ma fornisce un
punteggio che permette di evidenziare tratti autistici più o meno gravi.
Gli autori hanno utilizzato i risultati ottenuti
da questi due test per valutare se fossero concordi o meno nel determinare
l’importanza dei fattori genetici e/o ambienatali nell’ ASD. La correlazione
tra gemelli MZ è risultata elevata (0.77-0.99) mentre la correlazione tra
gemelli DZ è sensibilmente più bassa (0.22-0.65). Questa sostanziale differenza
indica la forte influenza della componente genetica, con stime
dell’ereditabilità che vanno dal 95% (per la diagnosi clinica) al 56% (per
l’ADI-R).
I risultati di questo studio hanno evidenziato che
l’eziologia dell’autismo può essere attribuita ai fattori genetici mentre solo
una piccola parte può essere spiegata dai fattori ambientali individuali (non
condivisi tra coppie di gemelli). Conclusioni simili sono state raggiunte
indipendentemente dalla metodologia diagnostica utilizzata, suggerendo che
queste conclusioni siano generalizzabili.
I risultati di questo studio riaffermano quindi
l’importanza dell’influenza genetica rispetto alla componente ambientale, in
contrasto con altri studi su popolazioni di gemelli (vedi Hallameyer et al, Arch
Gen Psychiatry, 2011) che avevano
rilevato una importanza maggiore dei fattori ambientali (in particolare quelli
condivisi tra coppie di gemelli).
I punti di forza di questo studio rispetto a precedenti
indagini riguardano un rigoroso e sistematico screening dei casi (basato su
tutta la popolazione), e l’inclusione di soggetti che presentano tratti
autistici subclinici, evidenziando come i fattori genetici che predispongono
all’autismo definito in senso stretto, predispongono anche ad un più ampio
spettro di tratti subclinici definiti in modo dimensionale.