Segnalo
l’articolo
” Preschool
to School in Autism: Neuropsychiatric Problems 8 Years After Diagnosis at 3
Years of Age, M. Barnevik Olsson1,2 • S. Lundstro ¨m1 • J. Westerlund1,3 • M.
B. Giacobini2 • C. Gillberg1 • E. Fernell1, J Autism Dev Disord (2016)
46:2749–2755 DOI 10.1007/s10803-016-2819-0”
L’ articolo si inserisce in uno studio prospettico che segue
negli anni un gruppo di bambini a cui era stata fatta diagnosi di disturbo
dello spettro autistico prima dell’età di 4 anni e mezzo e trattati da un
Centro di eccellenza di Stoccolma, “ a specialized habilitation center in
Stockholm, the Autism Center for Young Children (ACYC)”
Al momento della diagnosi il quoziente intellettivo andava
dalla normalità (superiore a 84), al border line (tra 84 e 70), alla disabilità
intellettiva ( inferiore a 70).
Dopo 8 anni dalla diagnosi, quando i bambini avevano come
età mediana 11 anni, i genitori di 128
bambini, dei 313 nati tra il 2002 e il 2006 e diagnosticati nello spettro autistico
nella contea di Stoccolma, sono stati
contattati telefonicamente.
L’intervista è consistita in un questionario strutturato che
mirava a constatare se a 11 anni erano ancora presenti gli elementi per fare
diagnosi di spettro autistico. Il questionario indagava anche se erano presenti
elementi per fare diagnosi di altri disordini e precisamente: ADHD (deficit
dell’attenzione e iperattività); disabilità intellettiva; disordine oppositivo
provocatorio-sfidante (ODD: Oppositional defiant disorder); disordine dello sviluppo della coordinazione
motoria (DCD: Developmental coordination disorder).
I dati raccolti riguardano solo i disordini sopra elencati .
Non si puo’ pertanto escludere che i bambini avessero altre comorbidità
psichiatriche non comprese nel questionario, perché i bambini non sono stati
valutati direttamente da medici, ma soltanto attraverso questionari presentati
ai genitori da parte di operatori
esperti nella somministrazione di questi questionari.
I risultati sono i seguenti:
dei 34 bambini con AIF “average intellectual function” (QI
maggiore di 84):
6 (18%) non presentano sintomi di nessuno dei disordini
sopra elencati
24 (71 %) presentano ancora un quadro di disturbo dello
spettro autistico
20 (59 %) presentano ADHD
12 (35 %) presentano ODD
17 (50 %) presentano DCD
11 (32 %) presentano disturbi dell’apprendimento/disabilità
intellettiva. Questo rappresenta un peggioramento in quanto stiamo esaminando
il gruppo di bambini che prima dei 4 anni avevano un QI superiore a 84.
Dei 58 bambini con ID “intellectual disability”, ovvero con
Quoziente intellettivo inferiore a 70 il quadro che emerge dalla ricerca è il
seguente:
2 (3%) non presentano sintomi di nessuno dei disordini sopra
elencati
55 (95 %) presentano ancora un quadro di disturbo dello
spettro autistico
46 (79 %) presentano ADHD
26 (45 %) presentano
ODD
25 (43 %) presentano DCD
54 (93 %) presentano Disabilità intellettiva. Questo
significa che 4 (7%) sono migliorati in quanto facevano parte del gruppo che
prima dei 4 anni e mezzo avevano un QI inferiore a 70.
Prima di commentare questi dati, ribadisco i limiti della
ricerca, basata soltanto su interviste telefoniche con i genitori, che talvolta
tendono a presentare i figli meglio di quello che sono. Fatte queste premesse,
commenterei i dati come segue.
Tra i 34 bambini con
QI superiore a 84:
10 (29%) non presentano più il quadro dello spettro
autistico, però di questi soltanto 6 (18%) non presentano nessuno dei sintomi riferibili ai disordini indagati. Da
qui si evince che 4 bambini hanno sintomi riferibili agli altri disordini dello
sviluppo sopra riferiti.
11 (32 %) presentano disturbi dell’apprendimento/disabilità
intellettiva che non erano presenti prima dei 4 anni e mezzo. Una notevole percentuale presenta deficit di
attenzione, comportamenti oppositivi sfidanti e problemi di coordinazione
motoria.
Tra i 58 bambini con
autismo e disabilità intellettiva diagnosticati prima dei 4 anni e mezzo ( QI
inferiore a 70):
3 (5%) non presentano più sintomi riferibili allo spettro autistico
e 2 non hanno sintomi riferibili a nessuno dei disordini indagati
4 (7%) non hanno disabilità intellettiva
Nei restanti casi è pesante il cumulo di sintomi riferibili a disattenzione,
iperattività, disordine oppositivo sfidante e coordinazione motoria.
Questa ricerca ci ricorda che la prognosi dell’autismo
rimane severa anche dopo un trattamento precoce praticato in centri dedicati.
Ci ricorda inoltre che non bisogna focalizzarsi soltanto sulla valutazione
dell’autismo in quanto tale, ma anche sugli altri disturbi del neurosviluppo,
molto spesso presenti in comorbilità. Documenta anche una minoranza di bambini
che migliorano sensibilmente nel tempo.
Per quanto riguarda l’insegnamento che si puo’ trarre, la
presente la ricerca ci dice che i servizi preposti all’assistenza dei minori
con autismo non devono ridurre le risorse dopo l’età scolare perché purtroppo,
pur con qualche eccezione, i problemi restano, talvolta cambiano e a volte
aumentano e le famiglie non devono essere lasciate sole ad affrontare questi
problemi.
Per il futuro questa ricerca ci dice che l’abilitazione, pur
doverosa, non basta e che bisogna promuovere una ricerca ben supportata per
approfondire la patogenesi al fine di trovare cure biologiche innovative per
migliorare la prognosi dello spettro autistico.