Per
comprendere la genesi di una condizione patologica il primo passo e'
fare una correlazione anatomo – clinica. Questo e' reso possibile
in vivo dalle moderne tecniche di neuroimmagine. Per l'autismo, per
il quale si usa ormai la sigla ASD (Autism Specrtum Disorders),
l'impresa e' resa difficile dalla eterogeneita' del disturbo e dalla
scarsa collaborazione di molti probandi.
Un
gruppo di ricercatori Torinesi si e' cimentato in questa impresa
facendo uno studio di metaanalisi. Caterina Tonon e Lorenzo
Cirignotta hanno fatto la traduzione degli aspetti salienti del loro
lavoro.
La
strada indicata nelle conclusioni e' quella di programmare studi di
correlazioni anatomo – cliniche non piu' con l' autismo in quanto
tale, ma con sottotipi clinici distinti.
Ringrazio
Caterina Tonon e Lorenzo Cirignotta , che lavorano nel Dipartimento
di Scienze Biomediche dell'Universita' di Bologna diretto da Raffaele
Lodi, per l'ottima traduzione
Cauda
F, Geda E, Sacco K, D'Agata F, Duca S, Geminiani G, Keller R. Grey
matter abnormality in autism spectrum disorder: an activation
likelihood estimation meta-analysis study. J Neurol Neurosurg
Psychiatry. 2011
Dec;82(12):1304-13.
Alterazioni della sostanza grigia
nel disturbo dello spettro autistico: studio di meta-analisi.
Introduzione
Il disturbo dello spettro autistico
(ASD) è definito clinicamente sulla base di una compromissione
nell’interazione sociale, della comunicazione verbale e non verbale
e dalla presenza di comportamenti ripetitivi o stereotipati. La
metodica di analisi di dati RM di “morfometria basata sui voxel”
(VBM) fornisce una misura probabilistica della densità locale sia di
sostanza grigia che di sostanza bianca. In diversi studi di RM
condotti in campioni di pazienti ASD è stata applicata tale
metodica, che ha portato al riscontro di alterazioni volumetriche a
carico della sostanza grigia di molteplici strutture cerebrali, quali
il corpo calloso, il tronco cerebrale, l’amigdala, l’ippocampo ed
il cervelletto. Tuttavia alcuni studi in questo ambito sono risultati
contrastanti relativamente a due aspetti: l’identificazione univoca
delle regioni di sostanza grigia sedi di alterazioni morfometriche e
la direzione (aumento o riduzione di densità) delle alterazioni
rilevate.
Pertanto il presente si è proposto di
valutare, per la prima volta con un approccio statistico avanzato, i
risultati disponibili in letteratura relativamente all’applicazione
della VBM nel campo dell’ASD.
Metodi
Il presente studio consta di una
meta-analisi quantitativa dei principali risultati degli studi
disponibili in letteratura, condotti con la metodica di VBM,
finalizzato all’identificazione di regioni corticali alterate per
l’aumento o riduzione della densità di sostanza grigia. A questo
scopo è stata utilizzata un’analisi statistica di “stima della
probabilità di attivazione basata sui voxel” (ALE), che permette
una stima cumulativa dei dati patologici risultati consistenti in
diversi studi di imaging.
Selezione degli studi
Per effettuare una ricerca sistematica
degli studi pertinenti pubblicati, è stata utilizzata la parola
chiave “autismo” e “morfometria basata sui voxel”, oppure
“morfometria basata sui voxel” e “disturbi dello spettro
autistico” (includendo acronimi e sinonimi quali “VBM”, “ASD”,
“HFA”,”ASP”). I motori di ricerca utilizzati sono stati
PubMed, Scopus ed Università di Torino. Come criteri di inclusione
degli articoli sono stati stabiliti: (i) definizione della sede
anatomica di alterazione della sostanza grigia, (ii) confronto tra il
campione di pazienti con autismo e campione di controllo, e non con
altri tipi di disturbi, quali i disturbi pervasivi dello sviluppo) e
(iii) studi non preliminari e/o con sistema di analisi VBM non
specificato. Sono stati scaricati 23 articoli e, di questi, sette
sono stati esclusi, in quanto non soddisfacevano i criteri sovra
enunciati, per cui sono stati inclusi 16 articoli, per un totale di
728 soggetti, di cui 350 ASD (290 maschi e 60 femmine) e 378 soggetti
di controllo (301 maschi e 77 femmine). Nell’ambito del gruppo ASD
erano incluse diagnosi di autismo ad alto funzionamento (HFA) (66
pazienti), ASP (86 pazienti) e 198 pazienti con una diagnosi non
definita.
Risultati
Dalla meta-analisi dei diversi studi di
VBM sono stati riscontrati valori significativi ALE correlati
all’aumento di densità di sostanza grigia bilateralmente nel
cervelletto, nella circonvoluzione temporale media, nella corteccia
del cingolo anteriore destro, nella testa del caudato, nell’insula,
nella circonvoluzione fusiforme, nel precuneo, nella corteccia del
cingolo posteriore, e nella circonvoluzione linguale sinistra. Al
contrario, una riduzione di densità della sostanza grigia è stata
riscontrata bilateralmente nelle tonsille cerebellari e nel lobo
parietale inferiore, nell’amigdala destra, nell’insula, nella
circonvoluzione temporale media, nella coda del nucleo caudato, nel
precuneo e nella circonvoluzione precentrale.
Limiti dello
studio
I limiti degli studi valutati nella
meta-analisi sono rappresentati da potenziali fattori di
confondimento legati alla differenza di età, sesso, QI ed
eterogeneità clinica (dal disturbo autistico al ASP) dei campioni di
pazienti. In considerazione del numero limitato di articoli inclusi
in questa meta-analisi, non è stata però possibile una valutazione
delle singole analisi utilizzate. Un altro aspetto critico è
relativo al metodo in cui sono espressi i risultati VBM, in termini
di volume o densità; entrambi sono validi, ma rispecchiano diversi
approcci alla quantificazione della morfologia cerebrale. Dato
l’esiguo numero di articoli a disposizione, in cui 10 esaminavano
volumi di sostanza grigia, mentre sei concentrazioni, non è stato
possibile analizzare i due gruppi in maniera diversa.
Conclusioni
Sono stati riscontrati valori
significativi ALE correlati alle alterazioni della sostanza grigia
nelle regioni cerebrali principalmente implicate nei processi socio-
cognitivi e motori. Dai risultati della metanalisi si evince che
verosimilmente l’ASD non è correlato ad alterazioni cerebrali di
una singola sede specifica; ma rispecchia una disfunzione di multipli
sistemi neurali, spazialmente interconnessi.
Le alterazioni principali sono state
riscontrate nel sistema limbico e fronto-striatale, nel network
fronto-temporale e fronto-parietale, ed anche nel sistema
cerebellare. Verosimilmente il pattern di aumento/riduzione di volume
della sostanza grigia sottende fenotipi clinici distinti.
Studi futuri
dovrebbero essere indirizzati al riconoscimento, nell’ambito
dell’ampio ed eterogeneo spettro del ASD, di sottotipi clinici
distinti, per poter identificare accuratamente i pattern di
alterazioni neuroradiologiche correlati, una sorta di “impronta
digitale” sensibile e specifica. Inoltre i dati di correlazione
dei pattern RM di alterazioni cerebrali con il profilo genetico
potrebbero contribuire ulteriormente al chiarimento dell’eziologia
della sindrome e pertanto supportare la diagnosi nel singolo
soggetto.