Penso che se le famiglie avessero i giusti supporti non proverebbero quel senso di abbandono e scoramento.
Purtroppo la solitudine  e l'impotenza sono  forieri di grande dolore che in alcuni casi può diventare una tragedia.
Ci siamo visti  più volte a perorare  delle risposte alle famiglie con figli con autismo.
Poi con pressioni costanti le risposte arrivano. Ma non dovrebbe essere un privilegio  dare risposte alle famiglie ma un diritto visto che si tratta di disabilità croniche.
Si parla spesso del diritto al progetto di vita della legge 328
 Ma troppo spesso rimane una chimera l'applicazione della legge. 
Grazie a Daniela e Donata che riescono a comunicare quelle difficoltà delle nostre famiglie con tanta chiarezza e a sostenere la dignità delle persone con autismo e delle loro famiglie.
Sonia Zen Presidente Angsa Veneto

Il sab 8 set 2018, 22:26 <daniela@autismo33.it> ha scritto:
In un convegno del 23 maggio 2002 Helmut Remschmidt, Presidente
dell’Associazione Internazionale IACAPAP, Associazione di professionisti
che si occupa della salute mentale di bambini e adolescenti, disse che il
sostegno picologico ai genitori di bambini con autismo era un’esigenza
prioritaria.

E Donata Vivanti gli rispose

   “I genitori di persone con autismo non hanno bisogno di supporto
psicologico più di quanto ne abbia qualunque persona duramente provata
dalla vita. Non sarebbe certo giusto negare loro la possibilità di
chiederlo, se ne sentono la necessità; purché però prima si siano offerte
spiegazioni, informazioni, giusti consigli, la possibilità di avere punti
di riferimento stabili, e soprattutto educazione e cure continuative,
adeguate e rispettose del bambino e del suo diritto a crescere
serenamente e a vivere una vita degna di essere vissuta.
Altrimenti sarebbe come offrire un supporto psicologico ad un terremotato
senza ricomporgli la casa, o ad un disoccupato senza ridargli il lavoro”
(Atti della Conferenza internazionale ”Un patto per l’autismo tra
Istituzioni, Comunità scientifica e famiglie” in memoria di Donald Cohen,
Roma, 23 maggio 2002, Autismo Italia-onlus, Milano, pp. 13-14)”

Le parole di Donata sono ancora tremendamente attuali. Questa é la
prioritá per i genitori di persone con autismo di tutte le etá e questa é
la “cura” della depressione dei genitori.

Forse é azzardato pensare che i gesti estremi di cui stiamo parlando siano
la punta dell’iceberg del disagio nel quale si trovano i genitori delle
persone con autismo, in particolare dei genitori anziani di soggetti
adulti.
Per questi ci dovrebbe essere un’alternativa alla convivenza con genitori
vecchi, stressati e spesso malati. L’alternativa dovrebbe essere
costituita da residenze che non fossero  ghetti o parcheggi, ma luoghi in
cui la qualitá della vita fosse la migliore possibile consentita dalla
disabilitá.
    Daniela Mariani Cerati


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