Parlando di adulti, si é detto come ci
siano gravi carenze nell'assistenza e nella terapia abilitativa e
farmacologica. A tutto questo si potrebbe e si dovrebbe rimediare
subito, facendo quanto oggi é possibile. Ma credo che sia opportuno
ricordare anche l'arretratezza della medicina nella cura delle gravi
complicanze psichiatriche dell'autismo, anche quando l'assistenza e
la terapia oggi possibili sono ottimali.
Prendo un caso emblematico. Susie Wing,
figlia di John e Lorna Wing, entrambi psichiatri e grandi
ricercatori nel campo dell'autismo, é deceduta per una complicanza
psichiatrica, la polidipsia psicogena, ovvero una compulsione
incontenibile a bere qualsiasi liquido avesse a portata di mano, in
particolare acqua.
Susie died in 2005, aged 49. She
began to obsessively drink huge quantities of fluid. In the end she
severely diluted her blood and died of a heart attack. (Giulia
Rhodes, Autism: a mother's labour of love, The Guardian, Tuesday 24
May 2011)
In questo caso abbiamo la certezza che
a Susie non sia mancato nulla in fatto di assistenza e terapia, ma
l'ossessivitá e la compulisivitá a bere non hanno evidentemente
risposto a nulla e la figlia di una delle maggiori studiose di
autismo del nostro tempo é morta per una complicanza psichiatrica
dell'autismo.
Potrei continuare con altri
esempi a me noti, di cui peró parlerei mal volentieri perché
spesso, anche senza citare né la cittá né altri riferimenti, essi
vengono riconosciuti.
Vorrei comunque ribadire che, oltre a
provvedere ad ottimizzare quanto oggi si puo' giá fare,
bisogna anche impostare una ricerca seria, sistematica e ben finanziata, per riempire le tante lacune
che oggi esistono nella terapia delle complicanze psichiatriche
dell'autismo in etá adulta.
Alla prossima
Daniela