Ecco quindi che i casi complessi di
autismo ( cioè la maggioranza ) non trovano collocazioni adeguate perchè le
tipologie previste tendono ad una standardizzazione non solo nelle attività
ma, ancor prima, nella classificazione del funzionamento degli
individui, a cui si attribuiscono etichette troppo rigide
non aderenti alle diagnosi, o almeno non a tutte e certamente
non all'autismo.
Siamo però ancora pochi, troppo pochi a far
sentire questa richiesta. Dove sono le famiglie, quando nelle strutture si
assiste ad un mero badantato, e non ad un trattamento abilitativo ? Impariamo a
chiedere di più, facciamolo insieme, ma per farlo occorre essere informati,
competenti e vigili. La maggioranza di noi è disposta a sacrificare ancora un pò
della sua vita investendo in questo impegno?
Attualmente , in casi di autismo complesso e complicato da
comorbidità, neppure una famiglia informata trova risposte puntuali. In tutto il
Paese pochi hanno la competenza e l'esperienza necessarie ad una presa
in carico dell'adulto con autismo, sia per la terapia farmacologica (
su cui pochi hanno cultura specifica e su cui non abbiamo registri ), sia per
gli aspetti abilitativi . Se non ci impegneremo in un'azione di
massa, le cose non cambieranno ancora per molti anni, e temo che
saremo in molti a non vedere altra soluzione se non quella finale ipotizzata
dalla madre toscana.
Il tragico paradosso, in tutto ciò, è che si tratta di una forma di amore
estremo, incomprensibile per i genitori di figli piccoli,
poichè coloro che vendono "guarigioni" miracolose giureranno loro di avere
la soluzione e li faranno sentire appartenenti ad "altro", che non sia ciò di
cui stiamo parlando .
Con ciò, spero di non essere fraintesa, perchè non sto dicendo che lavorare
sui bambini non serva. Tutt'altro, oggi che abbiamo indicazioni
precise, NPIA ed Educatori più informati. Credere nei
miracoli invece mi pare superstizione ( o qualcosa del genere ). Lavorare,
tutti per tutti, perchè l'ingiustizia sociale della negazione dell'autismo
nell'adulto venga superata, questo sarebbe un segno di civiltà.
L'argomento richiederebbe maggiore puntualizzazione, non opportuna
qui, e me ne scuso. Domani è un altro giorno, forse sarò più ottimista,
continuiamo a lavorare perchè le cose cambino.
NC
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