Copio
dall'articolo segnalato quanto segue
La
TMS per riprodurre e modificare i segni dell'autismo
La TMS è
uno strumento non invasivo e indolore di stimolazione della corteccia
cerebrale e
può essere usato sia per scopi di indagine scientifica che per scopi
terapeutici in ambito psichiatrico e neurologico.
I neuroscienziati
francesi dell'INSERM,
della Sorbona e dell'Hôpital Necker hanno
applicato la TMS a un'area corticale implicata nel
controllo dello sguardo e nella percezione dello sguardo
altrui. L'area
di corteccia si chiama Solco
Temporale Superiore,
per brevità indicata con la sigla STS,
e sono note sue anomalie
strutturali e funzionali associate all'autismo.
"Abbiamo
applicato la TMS alla porzione
posteriore dell'area STS di
un gruppo di bambini sani" spiega Ana Saitovitch, coordinatrice
dello studio "e abbiamo misurato in maniera oggettiva le
reazioni del loro sguardo. Soltanto stimolando secondo determinati
parametri l'area
STS posteriore di destra siamo
riusciti a interferire con l'attività del cervello e a riprodurre
alcuni segni dell'autismo, come una ridotta propensione a fissare o a
seguire lo sguardo delle altre persone, in bambini sani".
Lo
studio non solo getta luce sui meccanismi
nervosi alla
base dell'autismo, ma prepara la strada a nuovi approcci terapeutici
non farmacologici e di supporto alle terapie attuali e più efficaci.
Mio
commento
Lo
studio e' interessante anzitutto dal punto di vista conoscitivo.
E'
la conferma che l'area
STS posteriore di destra, e non quella di sinistra,
e' implicata nel
controllo dello sguardo e nella percezione dello sguardo altrui,
a conferma della asimmetria e della diversa specializzazione dei due
emisferi cerebrali.
Ci
dice che con la TMS
si puo' interferire su una funzione cerebrale in modo specifico e
puntiforme senza agire su altri organi ed apparati, come fanno sempre
i farmaci.
Tuttavia,
da questo raffinato esperimento ad un uso terapeutico della TMS gli
interrogativi sono tanti.
Lo
stimolo negativo e' stato efficace nel riprodurre uno dei tanti
sintomi dell'autismo in persone sane.
Lo
stimolo positivo nelle persone con autismo avrebbe l'effetto opposto?
Troverebbe i recettori che, stimolati, porterebbero ad uno sguardo e
a una percezione dello sguardo altrui meno anomali?
Se
si', la correzione dello sguardo proprio e della percezione dello
sguardo altrui avrebbe un influsso positivo sul comportamento
generale?
Lo
sguardo anomalo e' solo associato al comportamento sociale anomalo o
e' una condizione che agisce in modo causale sullo sviluppo sociale?
Se fosse vera la seconda ipotesi, questo avverrebbe solo nei primi
anni di vita, quando le abilita' sociali si sviluppano, o anche nelle
altre eta'?
Insomma:
lo studio e' interessante e promettente, ma speriamo che gli
ulteriori sviluppi non si facciano attendere per altri decenni.
Alla prossima
Daniela MC