Cari Amici,
Da qualche tempo mi
arriva uno di questi messaggi ogni giorno. Non so cosa ne pensiate. In
primo luogo, sono messaggi non richiesti, è illegale inviarli e mi auguro che
si interrompano, prima di dover ricorrere al garante per l’informazione. Ma
soprattutto mi viene una grande tristezza a pensare quanto è difficile in
Italia somministrare terapie farmacologiche che i nostri colleghi spagnoli (lasciamo
stare gli USA e l'Inghilterra) non hanno alcun problema a somministrare, a
fronte di risposte terapeutiche oggettive più che soddisfacenti, a condizione
che la diagnosi sia corretta, il farmaco sia mirato in base a sintomo e
gravità, ed il trattamento farmacologico sia integrato con un opportuno
trattamento riabilitativo.
Non mi pare che in Italia
esista un problema di abuso di psicofarmaci in età pediatrica, a meno che non
siate a conoscenza di statistiche in tal senso che però non ho mai visto. Mi
pare invece esista un abuso da parte di venditori di pratiche riabilitative del
tutto scientificamente infondate, completamente assenti dalla letteratura
internazionale e praticate a solo scopo di lucro sulla pelle di tante famiglie
disperate.
Cordiali Saluti a tutti,
Antonio Persico
Antonio
M. Persico, M.D.
Assoc.
Prof. in Child & Adolescent Psychiatry
PRABB-Lab.
of Molecular Psychiatry & Neurogenetics
University
"Campus Bio-Medico"
Via
Alvaro del Portillo, 21
I-00128
Rome
Italy
Tel
+39-06-22541-9155
e-mail a.persico@unicampus.it
-----Messaggio originale-----
Da: IDO-ORTOFONOLOGIA [mailto:comunicazione@ortofonologia.org]
Inviato: giovedì 15 dicembre 2011 12.49
A: Persico Antonio
Oggetto: MINORI. LIMITARE TERAPIE FARMACOLOGICHE E SPROPORZIONATA SEGNALAZIONE
DSA
MINORI. LIMITARE TERAPIE FARMACOLOGICHE E SPROPORZIONATA SEGNALAZIONE
DSA
DOMANI CONFERENZA STAMPA PRESSO AULA MONTECITORIO SU DISTURBI
APPRENDIMENTO, CON DATI RICERCA IDO.
“Nessun medico può essere obbligato a somministrare un farmaco
che non ritenga adatto al malato. Si tratta di un grave abuso di autorità,
anche perché nell’ambito dell’azienda sanitaria ci vuole maggiore
rispetto per le reciproche competenze. Se i medici ritengono che ci sia un
problema di ordine psicopedagogico, prima di passare ai farmaci bisogna
necessariamente esplorare tutte le iniziative di carattere formativo ed
educativo”. Lo ha dichiarato il responsabile mondo Scuola Udc, onorevole
Paola Binetti, in merito a quanto avvenuto nell’Ausl di Modena, dove un
gruppo di neuropsichiatri infantili ha protestato, dando le dimissioni, pur di
non essere “obbligati con ordine di servizio a prescrivere farmaci che
non ritenevano appropriati” per la cura di alcuni bambini.
E proprio contro l’abuso di terapie farmacologiche e per arginare
il problema legato alla sproporzionata segnalazione dei disturbi specifici
dell’apprendimento(Dsa) o della sindrome da deficit di attenzione e
iperattività (Adhd), che domani nella sala delle conferenze stampa di
Montecitorio, in Via della Missione 6 alle ore 11, l’Istituto di
Ortofonologia (IdO) presenterà i risultati di un indagine condotta nelle scuole
materne ed elementari per individuare i bambini a rischio Dsa, in occasione
della conferenza stampa sul tema ‘La scuola dell’obbligo ed i
disturbi specifici dell’apprendimento’.
“Invece di prescrivere farmaci - ha proseguito Binetti - ci
sarebbe bisogno di una tata tutor, come avviene nel programma televisivo
‘Sos tata’, per reinsegnare nelle famiglie a gestire autorità e
affettività. Più educazione e meno Ritalin e medicalizzazione - ha spiegato -
perché non bastano dei consigli generici, occorre un aiuto concreto come un
intervento psicopedagogico domiciliarizzato”.
Della stessa opinione è il giornalista scientifico e portavoce del
comitato ‘Giù le mani dai bambini’, Luca Poma, sostenendo che
bisognerebbe inserire per i medici una nuova patologia: “alcuni
psichiatri - ha affermato - dovrebbero essere curati per bulimia da diagnosi, a
causa di questo vizio tutto americano di medicalizzare sempre il disagio. Una
prassi - ha precisato - che deve essere assolutamente contrastata”.
Per il giornalista, “sono pochi i fondi destinati ad incentivare
le cure integrate e quindi le sirene del distributore automatico delle pillole
della felicità sono suadenti per i medici che come principale risorsa
psicoterapeutica hanno il farmaco”. Poma ha sottolineato come vada
radicalmente cambiata questa logica, dato che “i motivi del vero
malessere del bambino non possono ovviamente essere curati con delle
pillole”.
Fortunatamente, secondo il direttore dell’Ido Federico Bianchi di
Castelbianco, “’l’Adhd è poco presente nel nostro paese,
grazie alla serietà di tanti operatori (pediatri, psicologi e psichiatri), ma è
necessario sottolineare che in Italia non esiste una modalità diagnostica
obiettiva, confondendo sintomi vari, che non hanno una radice reale, come
deficit di attenzione e iperattività”.
Anche per l’onorevole Mariella Bocciardo “bisogna approfondire
la manifestazioni dei disagi da parte dei bambini, poiché troppi vengono
considerati dislessici quando in realtà non lo sono, o ancora non è giusto che
spesso alcuni disagi siano erroneamente diagnosticati come Adhd, condizionando
poi tutto il futuro del bambino. Non si devono semplificare le problematiche
– ha denunciato - utilizzando i farmaci. Abbiamo tante responsabilità e
mi auguro che questo momento così difficile porti a riflessioni profonde. I
bambini sono il nostro futuro e noi dobbiamo tutelarli, sapendo che i farmaci
sono l’ultima spiaggia”.
Infine, conclude Castelbianco, “ci auguriamo che venga presa una
posizione netta anche sulla cosiddetta scientificità dei questionari
somministrati nelle scuole e nelle famiglie, da cui si formulano diagnosi che
possono dare corpo a trattamenti farmacologici”. È una questione cruciale
anche per Bocciardo, poiché “il problema non è semplicemente abrogare i
farmaci, ma normarne l’uso per la cura dei bambini e degli adolescenti”.
Tra i presenti alla conferenza stampa, su ‘La scuola
dell’obbligo ed i disturbi specifici dell’apprendimento’, il
direttore dell’IdO, Federico Bianchi di Castelbianco; il responsabile del
mondo Scuola Udc, onorevole Paola Binetti; il membro della XII commissione
Affari sociali, onorevole Mariella Bocciardo.
Rachele Bombace
Ufficio Stampa - Istituto di Ortofonologia – IdO
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