Segnalo l’articolo
“A stable pattern of EEG spectral coherence
distinguishes children with autism from neuro-typical
controls a large case control study
Frank H. Duffy1* and Heidelise Als2
BMC Medicine 2012, 10:64 doi:10.1186/1741-7015-10-64”
 
Il cui testo integrale è al link
 http://www.biomedcentral.com/content/pdf/1741-7015-10-64.pdf
 
Un resoconto in italiano si trova al link
http://www.sanitanews.it/quotidiano/intarticolo.php?id=6349&sendid=791
 
Nel commento in italiano viene enfatizzata la possibilità di fare diagnosi all’età di due anni grazie all’eeg.
 
Io credo che basti l’osservazione clinica da parte di un occhio esperto per fare diagnosi.
 
Ritengo invece che tale studio sia utile per approfondire la patogenesi dell’autismo, in particolare le alterazioni della connettività in difetto e in eccesso.
Vi sono infatti degli elementi che avvalorano la teoria di un difetto di potatura
 (Increased connectivity, as seen in this study, is primarily represented by long inter-electrode distance factors. This might represent a
failure of developmentally appropriate pruning or die-back and, thereby, constitute a
further functional liability……………
 
Failure of expected die-back of certain cortical-cortical
connections with the attendant, aberrant over-connectivity might interfere with normal
cortical processing.)
 
Questo è molto interessante anche in una prospettiva terapeutica.
La caratteristica dell’insufficiente pruning è un dato ben documentato nell’X fragile per il quale sono in avanzata fase di sperimentazione alcuni farmaci innovativi.
 
Proprio le analogie tra alcune caratteristiche patogenetiche dell’X fragile e dell’autismo criptogenetico sono alla base della sperimentazione in atto degli stessi farmaci per le due condizioni.
A questo tema ha dedicato un interessante articolo anche il New York Time il 19 giugno scorso, dal titolo “Competitors Form Partnership to Develop Autism Drugs”
Se il farmaco sperimentale si rivelerà superiore al placebo, questo darà un’ulteriore spinta alla ricerca di terapie biologiche da affiancare a quelle abilitative, già oggi disponibili.