L' incontro sulla comorbilita' psichiatrica nell'autismo adulto era l' ultimo di tre incontri che Rita Di Sarro ha tenuto su questo tema, ogni volta affiancata da un neuropsichiatra infantile. Questo e' un primo segnale di presa di coscienza da parte del SSN della necessita' di creare un ponte tra gli operatori dell' infanzia e quelli dell'eta' adulta e soprattutto del fatto che degli adulti con disabilita' intellettiva si debbano interessare anche e soprattutto gli psichiatri e non solo gli assistenti sociali. All'incontro del 6 novembre scorso, il solo che e' stato filmato da un amatore presente in sala, la Di Sarro e' stata affiancata dalla NPI Paola Visconti, la quale ha parlato di gravi comportamenti dirompenti, ma non solo di farmaci. Ha riferito di un caso venuto alla sua osservazione nel quale un cambiamento drastico del comportamento di un quindicenne era stato determinato da un ematoma subdurale, a sua volta causato dai reiterati colpi sulla testa che il giovane si dava per una autoaggressivita' incontenibile.
Il resoconto di questo caso e' stato tanto impressionante quanto istruttivo. Ci da' conto della gravita' di non pochi casi di autismo, della necessita' di non attribuire all' autismo ogni nuovo sintomo e di non rinunciare a fare esami clinici solo perche' questo e' reso difficile dalla non collaborazione. Per fare questa diagnosi e la conseguente terapia chirurgica e' stata necessaria la collaborazione in urgenza di anestesisti e neurochirurghi. L' intervento e' stato subito praticato ed e' andato bene, ma come prevenire la recidiva della terribile autoaggressivita'? Ritorniamo al tema di qualche messaggio fa. Analisi funzionale con le conseguenti strategie abilitative, farmaci strettamente monitorati. Ma sappiamo che il successo e' molto lontano dal 100 per cento. Un casco per ridurre il danno? Anche. Ma soprattutto poniamo questa condizione come priorita' per la ricerca di nuove strategie biologiche e\o abilitative.
Paola Visconti ha detto molto altro. Buona parte della relazione si puo' ascolatare ai link
https://www.youtube.com/watch?v=eA1t7z7U_xs
https://www.youtube.com/watch?v=uzdzLtxRuH0



Il Mercoledì 2 Settembre 2015 17:34, daniela marianicerati <marianicerati@yahoo.it> ha scritto:


Un collega mi ha segnalato l'articolo

col seguente commento
Penso che la problematica sia più complessa. Molto spesso la doppia diagnosi o la presenza di sintomi psicotici/psichiatrici in realtà non viene codificata, perché ritenuta più o meno erroneamente parte della diagnosi.”

E' importante che questo grave problema emerga in tutta la sua gravita' e che gli psicofarmaci vengano dati a ragion veduta ai disabili intellettivi quando necessari e per i tempi dovuti; non vita natural durante senza monitoraggio e non in sostituzione, ma a complemento di un programma abilitativo supervisionato e costantemente aggiornato da esperti qualificati e specificamente dedicati.

Mi ha fatto molto piacere leggere nel manifesto che annuncia un incontro sul tema “ FARMACI E COMPORTAMENTI DIROMPENTI IN BAMBINI E ADULTI CON AUTISMO E/O DISABILITA’ MENTALE” che la psichiatra del DSM AUSL di Bologna Rita Sarro ha la qualifica di Alta Specializzazione sui Comportamenti Problema nella Disabilità Intellettiva.
Sapevo che si era avvicinata con entusiasmo e competenza a questo campo inesplorato, ma non sapevo che avesse un incarico ufficiale nell'AUSL.
Questo e' di buon auspicio. Il primo passo per risolvere i problemi e' farli emergere e non lasciarli covare sotto la cenere.


21 novembre 2015

Il 6 novembre scorso Rita Di Sarro ha tenuto una relazione sulla comorblita' psichiatrica nella disabilita' intellettiva e nell'autismo in eta' adulta. Ha espresso molto bene quanto sia difficile muoversi in un campo nel quale il paziente non sa esprimere la sua soggettivita' e  sintomi come aggressivita' e irritabilita' possono essere espressione di patologie psichiatriche opposte che necessitano di cure totalmente diverse. La difficolta' non deve pero' essere un motivo per eludere il problema o per fare dei miscugli irrazionali di farmaci. Alla mancanza di protocolli si deve ovviare nel presente con l'esperienza e con un intenso monitoraggio e nel futuro con la creazione di protocolli ad hoc. 
La relazione e' stata videoripresa ed e' in rete ai link Rita di Sarro, Farmaci e comportamenti dirompenti - Prima parte



_______________________________________________
Lista di discussione autismo-biologia
autismo-biologia@autismo33.it
ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).
Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus.
Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: valerio.mezzogori@autismo33.it