La mia risposta è una domanda: lo potevano fare? La carta dei servizi deve prevedere la collaborazione con la famiglia? 
La seconda domanda, sicuramente generata dalla mia scarsa informazione sull'argomento, è come mai non si prende nemmeno in considerazione un'opzione semplice e naturale: stare nella propria casa. Avere un educatore che segua il ragazzo mentre fa un giro nel quartiere, fa sport o altre attività, fa la spesa, prepara il pranzo.
Forse sarebbe meglio di un trasferimento non desiderato. Sembra che invece Spello sia una scelta obbligata, un prendere o lasciare.
Claudia Celenza

----Messaggio originale----
Da: "daniela marianicerati" <marianicerati@yahoo.it>
Data: 09/10/2016 22.49
A: "Autismo Biologia"<autismo-biologia@autismo33.it>
Ogg: [autismo-biologia] Quando la scuola finisce, a Roma

La triste storia di P. mi sembrava degna di un pubblico piú vasto di quello della presente lista, per cui l’ho mandata all’amico Gianluca Nicoletti. Eccola