Il Mercoledì 27 Luglio 2016 7:58, Bertoni Roberto <roberto.bertoni@versalis.eni.com> ha scritto:
‎Salve anche a mio figlio hanno riscontrato una duplicazione di un tratto del cromosoma 6 tale e quale la mia e  non hanno saputo dargli un significato. 

Probabilmente non sono i suoi medici di riferimento che non sanno interpretare questo dato. Le nuove tecniche di indagine del genoma evidenziano alterazioni di piccole dimensioni, che prima non si conoscevano, in particolare duplicazioni e delezioni di piccoli tratti di DNA, le cosiddette CNV ( Copy Number Variants) la cui associazione con la patologia é talora casuale, talora causale, talora dubbia.
Per illustrare questa problematica copio alcuni stralci di un articolo di Lomartire S e Maestrini E 1
5. Copy number variants e autismo
Lo sviluppo di tecnologie che permettono lo studio sistematico dell’intero genoma mediante microarrays (array-CGH, SNPs arrays) ha reso possibile l’individuazione di varianti strutturali submicroscopiche (di dimensioni inferiori al limite di risoluzione dell’analisi classica del cariotipo) che comportano variazioni nel numero di copie di tratti di DNA, chiamate Copy Number Variants (CNVs). Le CNVs comprendono delezioni, duplicazioni o inserzioni, che spesso coinvolgono uno o più geni30.
Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi al fine di capire il significato evolutivo di queste varianti, il meccanismo con cui si formano, la loro estensione e frequenza nella popolazione generale e la possibile associazione con malattie complesse come l'autismo.
Innanzi tutto è emerso che le CNVs costituiscono una sostanziale fonte di variabilità genetica, così come gli SNPs. Tutti gli individui presentano nel proprio genoma CNVs che possono essere state ereditate da un genitore o possono insorgere come sporadici eventi de novo.
E’ stato stimato che in media in ogni genoma siano presenti 1000 CNVs, che interessano complessivamente milioni di nucleotidi31. Sebbene queste varianti strutturali in alcune regioni del genoma non abbiano alcuna conseguenza fenotipica, altre alterano l’espressione di uno o più geni sensibili al dosaggio causando malattie genetiche.
A partire dal 2007 sono stati condotti numerosi studi su larga scala, utilizzando le tecnologie basate su microarray, per analizzare il genoma di grandi numeri di individui affetti da ASD o da altre patologie (neuropsichiatriche e non) e per capire quale possa essere il contributo delle CNVs nell’eziologia di queste patologie complesse32.
Il quadro generale che è emerso da questi studi è che CNVs rare (sia de-novo che ereditate) contribuiscono all’eziologia genetica dell’autismo in modo significativo (almeno nel 10% dei casi). Le CNVs de novo sono 3-5 volte più frequenti in individui con ASD rispetto ai controlli33-36. Nei primi studi di CNV “genome-wide”33 le CNVs de novo sono risultate più frequenti nei casi sporadici di ASD (famiglie simplex) rispetto alle famiglie con più individui affetti (famiglie multiplex): 7-10% nelle singleton verso 2-3% nelle multiplex, rispetto all’1% nei controlli, suggerendo l’ipotesi che vi possano essere meccanismi diversi alla base dei casi sporadici e familiari. Tuttavia, questa tendenza non è stata confermata successivamente35. Studi più recenti basati sull’analisi ad alta risoluzione di migliaia di famiglie con ASD35-37 hanno confermato il ruolo delle CNVs de novo nell’eziologia dell’autismo idiopatico, ma hanno anche mostrato il contributo di CNV “ultrarare” (frequenza <1%) ereditate dai genitori. In particolare, lo studio condotto dall’AGP nel 201035 ha dimostrato che, mentre il numero delle CNVs rare non differisce significativamente tra i casi e controlli, la frequenza delle CNVs rare che contengono geni è maggiore nei casi rispetto ai controlli (1.19 volte, P=0.012); questa differenza è ancora più marcata restringendo l’analisi a geni precedentemente implicati nell’ASD e nel deficit intellettivo (1.69 volte, P=3.4 x 10-4)35.
Nell’insieme, questi studi hanno permesso di identificare un grande numero di CNV implicate nell’ASD, evidenziando un alto grado di eterogeneità genetica: non esistono specifiche CNVs frequentemente legate all’eziogenesi dell’ASD (nessuna variante è presente in più dell’1% dei casi di ASD), ma un insieme numeroso e variegato di CNV, individualmente rare e che interessano numerosi geni. Talvolta queste microdelezioni/duplicazioni hanno un’alta penetranza (sono sufficienti a determinare l’insorgenza della malattia). In altri casi costituiscono dei fattori di rischio, che probabilmente interagiscono con altri fattori genetici (altri CNV, mutazioni) o non-genetici nella predisposizione all’autismo o altri disordini quali la schizofrenia o vari deficit intellettivi.
Sebbene la maggior parte delle CNV associate all’ASD siano estremamente rare ed eterogenee, alcune regioni genomiche mostrano CNV ricorrenti in individui appartenenti a diverse famiglie. Alcuni esempi sono le delezioni/duplicazioni che coinvolgono le regioni del cromosoma 16p11.2, la regione 15q11.2-q13 (PB2-BP3) e 15q13.2-q13.3 (BP4-BP5), i loci 22q11.2, 1q21.1 e 7q11.2336.
Un’altra interessante osservazione è che spesso CNVs al medesimo locus (sia de-novo che ereditate) sono associate ad una vasta gamma di patologie neuropsichiatriche, suggerendo un possibile effetto pleiotropico di queste varianti. Un esempio sono le microdelezioni nella regione cromosomica 15q13.3 che manifestano un’estesa variabilità fenotipica, essendo presenti in individui normali, in casi di epilessia, ritardo mentale, autismo, schizofrenia e altri disturbi psichiatrici38-40. Anche le delezioni della regione 16p11.2 sono associate a un ampio range di fenotipi diversi e in parte con caratteristiche opposte rispetto alle corrispettive duplicazioni, suggerendo che tale regione sia sensibile al dosaggio: mentre le delezioni sono state identificate in pazienti con autismo, ritardo mentale, macrocefalia e obesità41-43, le duplicazioni sono state invece associate oltre che ad autismo, anche a schizofrenia, microcefalia e basso indice di massa corporea44, 45.
……..
Una questione importante è quindi quella di cercare di capire se i diversi geni implicati negli ASDs possono convergere su pathways comuni.
Dallo studio dei geni alterati dalle CNV rare o de novo identificate in soggetti con autismo, è emerso che alcuni set di geni sono maggiormente rappresentati: in particolare i geni target di FMRP, geni coinvolti nella trasmissione sinaptica, lo sviluppo e segnalazione neuronale, il remodelling della cromatina e la regolazione della trascrizione35.







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