L’NIH (Ministero della Salute degli Stati Uniti) tiene un registro delle sperimentazioni cliniche sull’autismo che compaiono al link


https://clinicaltrials.gov/ct2/results?term=autism

Ci sono registrate ben 701 sperimentazioni.

Questo dá l’impressione che ci sia un grande fermento di ricerca e che siamo vicini a novitá importanti nell’approccio biologico alla terapia dell’autismo.

Se peró si leggono le singole voci si resta non poco delusi.

Di alcune ricerche si sono perse le tracce. Di altre si dice che lo studio é completato ma non ci sono risultati e non si danno spiegazioni del perché. Non sono riusciti a portare a termine la sperimentazione o i risultati sono negativi e non si ha la motivazione a renderli noti?
Sarebbe utile sapere queste cose perché, se i risultati sono negativi, non vale la pena ripetere la sperimentazione. Se invece la ricerca non é stata compiuta, potrebbe valerne la pena.

Molti clinical trials hanno per oggetto farmaci giá in commercio per altre patologie, come nel caso del trial dal titolo

Donepezil HCl: Treating Cognitive Deficits in Autism


https://clinicaltrials.gov/ct2/show/results/NCT00047697?term=Donepezil+and+autism&rank=4

Il donepezil é da anni in commercio per la cura dell’Alzheimer. Il vantaggio di usare farmaci noti é evidente. Si conosce giá la tollerabilitá e gli effetti collaterali nell’uomo, anche se, per l’Alzheimer, l’uso riguarda gli anziani e non i bambini.

Copio dalla videata


This study has been completed.
Sponsor:
National Institute of Mental Health (NIMH)
Information provided by:
National Institute of Mental Health (NIMH)

ClinicalTrials.gov Identifier:
NCT00047697
First received: October 11, 2002
Last updated: October 13, 2008
Last verified: October 2008
No Study Results Posted on ClinicalTrials.gov for this Study

La sperimentazione é iniziata nel 2002, completata nel 2008, sponsorizzata dal NIMH, ma non ci é dato di saperne nulla.


Un altro farmaco preso a prestito dall’Alzheimer é la memantina.
Correttamente gli autori hanno pubblicato i risultati di due studi anche se entrambi ad esito negativo: uno in doppio cieco di 12 settimane e uno, iniziato con un doppio cieco di sei settimane e seguito da uno studio in aperto di 42 settimane.


J Child Adolesc Psychopharmacol. 2016 Mar 15. [Epub ahead of print]

Safety and Efficacy of Memantine in Children with Autism: Randomized, Placebo-Controlled Study and Open-Label Extension.


http://escholarship.org/uc/item/33b7290c#page-1


Non vi é stata differenza nell’outcome primario misurato dalla Social Responsiveness Scale (SRS) compilata dai genitori o chi per essi tra farmaco e placebo, benché un miglioramento sia stato osservato in entrambi i gruppi, a documentare ancora una volta l’efficacia del placebo.


Nessun miglioramento nel gruppo trattato attivamente si é registrato neanche per gli end points secondari, anzi una delle sotto-scale contenute nel CCC-2 ha registrato un peggioramento del gruppo memantina rispetto al placebo (p=0.02) dopo 12 settimane.
In addition, there were no significant between-group differences on nine of the 10 CCC-2 subscales at Week 12; however, there was a significant difference favoring placebo in the context subscale ( p = 0.02) (Fig. 4).

The CCC-2 is a validated, norm-referenced, informant rated scale that assesses difficulties that affect communication (items 1–50) and strengths that may be demonstrated during communication (items 51–70).

The 10 subscales are rated from 0 to 3 (higher scores indicate greater impairment) and assess speech, syntax, semantics, coherence, initiation, scripted language, context, nonverbal communication, social relations, and interests.

Gli effetti collaterali indesiderati, che hanno avuto una incidenza maggiore nel gruppo memantina rispetto al gruppo placebo, sono stati: irritabilitá e aggressivitá


The most common TEAEs (Treatment Emergent Adverse Events) that occurred in the memantine group at a higher incidence than in the placebo group were irritability (6.7% vs. 3.3%) and aggression (6.7% vs. 4.9%).

Per quanto riguarda il placebo gli autori fanno le seguenti considerazioni.
This large placebo effect should not be surprising. In children with autism, randomized clinical trials using a variety of treatments have reported placebo response rates of 20–50% (King et al. 2013), which could be attributed to several factors, including heightened expectation of parents and caregivers, waxing and waning of symptoms, and positive response to the attention and structure inherent to clinical trials (Sandler 2005).

Il grande effetto del placebo da un lato ci deve indurre a utilizzare gli ingredienti di questo effetto nella gestione quotidiana delle persone con autismo, dall’altro ci mostra quanto siano necessarie le sperimentazioni controllate per non passare da illusione a illusione
     
     Daniela MC