Il Venerdì 8 Gennaio 2016 22:06, "mazzoni.armando@libero.it" <mazzoni.armando@libero.it> ha scritto:



Un po’ di considerazioni personali e domande:
·         “diagnosticare e trattare ogni disordine psichiatrico che sia distinto dal disturbo comportamentale”..che vuol dire? E soprattutto si può fare con scientificità e senza arbitrio?


Vuol dire che una persona con autismo puo' avere gli stessi disordini psichiatrici che hanno gli altri esseri umani: depressione, disturbi d'ansia, disturbo bipolare, schizofrenia ecc. Chi ha fatto ricerche in questo campo ha visto che questi disturbi, distinguibili dall'autismo, sono molto piu' frequenti tra le persone con autismo che nel resto della popolazione. Essendo queste malattie curabili, se non si diagnosticano, dando la colpa di ogni sintomo all'autismo in quanto tale, si rischia di non curare malattie curabili.
Detto questo, si pone il problema di fare diagnosi e terapia. Il problema della diagnosi e' oggetto di ricerca, in quanto la diagnosi di queste malattie si fa solitamente sulla base di quanto il paziente dichiara sulla sua soggettivita', cosa impossibile per molte persone nello spettro.
Sono in corso ricerche finalizzate a identificare criteri diagnostici specifici per la diagnosi della comorbilita' psichiatrica nelle persone con autismo. E' uscito qualche mese fa l'articolo “Depression and its measurement in verbal adolescents and adults with autism spectrum disorders”,

Katherine Gotham, Ph.D.,1 Kathryn Unruh, B.S.,2 and Catherine Lord, Ph.D.3



La ricerca e' finalizzata a identificare una metodologia rigorosa per fare diagnosi di

depressione nelle persone con autismo. Per cominciare gli autori hanno preso un

campione di 50 soggetti dai 16 ai 31 anni con linguaggio fluente e quoziente intellettivo di

72-140.

Copio i risultati

Ten participants received a secondary diagnosis of a current active mood disorder (20%

of sample; n=7, Major Depressive Disorder; n=2, Dysthymic Disorder; n=1 Mood

Disorder-Not Otherwise Specified). Twelve individuals received a diagnosis of a current

anxiety disorder (24% of the sample; n=4, Generalized Anxiety Disorder; n=3, Obsessive-

Compulsive Disorder; n=5, Anxiety Disorder-Not Otherwise Specified).”


Naturalmente fare diagnosi di comorbilita' psichiatrica nei soggetti con autismo associato a

disabilita' intellettiva e grave limitazione della comunicazione e' molto piu' difficile. Per

questi bisogna valorizzare sintomi diversi dal racconto del paziente e soprattutto

valorizzare quanto riferito dai genitori o chi per loro.

Una volta fatta la diagnosi, che puo' essere anche una diagnosi non di certezza ma di

probabilita', si pone il grosso problema della terapia. Sappiamo che la risposta agli

psicofarmaci delle persone con autismo e' spesso peculiare, imprevedibile e non

raramente paradossa.

Proprio per questi motivi la cura della comorbilita' psichiatrica dovrebbe essere concepita

come ricerca-azione. Non credo ci siano protocolli specifici di diagnosi e cura e proprio per
 
questo bisognerebbe costruirli, cosa possibile se si da' la possibilita' ad alcuni medici di 

dedicarsi specificamente a questo campo che sta emergendo in tutta la sua gravita'.

  Daniela MC