Un po’ di considerazioni personali e domande:
· “diagnosticare e trattare ogni disordine psichiatrico che sia distinto dal disturbo comportamentale”..che vuol dire? E soprattutto si può fare con scientificità e senza arbitrio?
Vuol
dire che una persona con autismo puo' avere gli stessi disordini
psichiatrici che hanno gli altri esseri umani: depressione, disturbi
d'ansia, disturbo bipolare, schizofrenia ecc. Chi ha fatto ricerche
in questo campo ha visto che questi disturbi, distinguibili
dall'autismo, sono molto piu' frequenti tra le persone con autismo
che nel resto della popolazione. Essendo queste malattie curabili, se
non si diagnosticano, dando la colpa di ogni sintomo all'autismo in
quanto tale, si rischia di non curare malattie curabili.
Detto
questo, si pone il problema di fare diagnosi e terapia. Il problema
della diagnosi e' oggetto di ricerca, in quanto la diagnosi di queste
malattie si fa solitamente sulla base di quanto il paziente dichiara
sulla sua soggettivita', cosa impossibile per molte persone nello
spettro.
Sono
in corso ricerche finalizzate a identificare criteri diagnostici
specifici per la diagnosi della comorbilita' psichiatrica nelle
persone con autismo. E' uscito qualche mese fa l'articolo “Depression
and its measurement in verbal adolescents and adults with autism
spectrum disorders”,
La
ricerca e' finalizzata a identificare una metodologia rigorosa per
fare diagnosi di
depressione
nelle persone con autismo. Per cominciare gli autori hanno preso un
campione
di 50 soggetti dai 16 ai 31 anni con linguaggio fluente e quoziente
intellettivo di
72-140.
Copio
i risultati
“Ten
participants received a secondary diagnosis of a current active mood
disorder (20%
of
sample; n=7, Major Depressive Disorder; n=2, Dysthymic Disorder; n=1
Mood
Disorder-Not
Otherwise Specified). Twelve individuals received a diagnosis of a
current
anxiety
disorder (24% of the sample; n=4, Generalized Anxiety Disorder; n=3,
Obsessive-
Compulsive
Disorder; n=5, Anxiety Disorder-Not Otherwise Specified).”
Naturalmente
fare diagnosi di comorbilita' psichiatrica nei soggetti con autismo
associato a
disabilita'
intellettiva e grave limitazione della comunicazione e' molto piu'
difficile. Per
questi
bisogna valorizzare sintomi diversi dal racconto del paziente e
soprattutto
valorizzare
quanto riferito dai genitori o chi per loro.
Una
volta fatta la diagnosi, che puo' essere anche una diagnosi non di
certezza ma di
probabilita',
si pone il grosso problema della terapia. Sappiamo che la risposta
agli
psicofarmaci
delle persone con autismo e' spesso peculiare, imprevedibile e non
raramente
paradossa.
Proprio
per questi motivi la cura della comorbilita' psichiatrica dovrebbe
essere concepita
come
ricerca-azione. Non credo ci siano protocolli specifici di diagnosi e cura e proprio per
questo bisognerebbe
costruirli, cosa possibile se si da' la possibilita' ad alcuni medici
di
dedicarsi specificamente
a questo campo che sta emergendo in tutta la sua gravita'.
Daniela MC