Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2026 del Decreto Legislativo 18 giugno 2026, n. 123, il Governo ha introdotto una serie di disposizioni integrative e correttive al decreto che nel 2024 aveva istituito l’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. L’entrata in vigore è prevista per il 24 luglio 2026.
Le modifiche puntano a rafforzare il ruolo del Garante, ampliandone le funzioni e gli strumenti di intervento. Tra le novità più rilevanti vi è l’esplicito riferimento al controllo delle strutture e dei programmi destinati alle persone con disabilità, nonché la previsione che il Garante eserciti le proprie funzioni anche nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e assistenziali per tutelare i diritti delle persone con disabilità.
Il decreto introduce inoltre la possibilità per il Garante di esprimere, su richiesta delle amministrazioni pubbliche e dei concessionari di pubblici servizi, pareri non vincolanti su regolamenti e atti generali che abbiano un’incidenza diretta sui diritti delle persone con disabilità. Tali pareri dovranno essere resi entro trenta giorni dalla richiesta.
Particolarmente significativa è anche la revisione dell’articolo relativo all’azione processuale del Garante. La nuova disciplina chiarisce i casi in cui l’Autorità può agire in giudizio o intervenire nei procedimenti già promossi dagli interessati, rafforzando così la tutela dei diritti quando le amministrazioni non si conformano alle indicazioni ricevute o rimangono inerti.
Il provvedimento interviene infine sull’organizzazione dell’Ufficio del Garante, ridisegnando la dotazione organica e aumentando il numero massimo di esperti di cui l’Autorità può avvalersi, con l’obiettivo di migliorarne l’efficacia operativa.
Per le famiglie e le persone con disabilità, il decreto rappresenta un passo importante: non si limita a correggere aspetti tecnici della normativa esistente, ma rafforza concretamente la capacità del Garante di vigilare, dialogare con le istituzioni e intervenire a tutela dei diritti quando questi non trovano piena applicazione nella pratica.